Sci fi: i cinque più grandi classici europei

Un viaggio nel mondo della fantascienza che vede le sue radici nel cinema dell'est Europa

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Il genere sci fi, probabilmente è quello che rappresenta meglio le infinite possibilità del cinema. Possibilità tecniche, artistiche e scientifiche, ma soprattutto la capacità di un regista di mettere in scena una realtà così lontana. L’ Europa è sembra stata la culla della cultura e della civiltà attraverso il fiorire di arte, letteratura e teatro. Il cinema nel 900 divenne un mezzo, soprattutto per i paesi vittime del regime comunista, per raccontare storie. Un modo per commentare e descrivere la società del tempo, dato che spesso riusciva ad aggirare i grandi limiti della censura.

Sci fi: come è cambiato il genere?

A differenza dello sci fi di stampo americano, la fantascienza nata nell’ Europa centrale e dell’est e molto più ragionata, in un certo senso molto più celebrale. A volte diventavano un contenitore dove raccontare l’ interiorità dell’essere umano e il disagio della società del tempo nella maniera più sottile e originale possibile. Questo modo di raccontare la fantascienza, nel corso degli anni, si è diffuso sempre di più contagiando anche il mercato cinematografico americano. Film come Ex-Machina o Arrival, sono gli esempi più evidenti di come la fantascienza europea abbia contaminato anche il panorama mainstream.

Oggi vi consiglieremo 5 pellicole sci fi della scuola europea che riescono a racchiudere a pieno la vecchia fantascienza di stampo europeo.

Sul Globo d’argento di Andrzej Żuławski (Polonia, 1988)

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Una scena del film

Il film del regista Andrzej Żuławski è diventato un vero e proprio cult non solo per il cinema polacco ma più genericamente per gli appassionato del genere sci fi. Il regista a causa della censura fu costretto a lasciare il paese, ma dopo il grande successo raggiunto dai suoi progetti fu richiamato in patria. Il suo rapporto con il governo comunista è sempre stato molto altalenante. Gli diedero la possibilità però di lavorare ad un progetto a scelta. Żuławski decise di recuperare un romanzo scritto dal suo prozio intorno al 1900. L’ intera trama è pensata per raccontare i concetti di ideologia e religione e di come queste possano influire su una società. Proprio per questo motivo il film fu archiviato nel 1977 a causa della censura. La pellicola fu ripresentata anni dopo in anteprima a Cannes.

The Dead Mountaineer’s Hotel di Grigori Kromanov (Estonia, 1977)

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Una scena del film

I racconti di Arkady e Boris Strugatsky si sono rivelati un terreno molto fertile per gli adattamenti cinematografici. Uno di questi, probabilmente il meno noto, è The Dead Mountaineer’s Hotel di Grigori Kromanov. La sceneggiatura tesse una trama molto interessante sul tema del comunismo e del nazionalismo intrecciandolo con atmosfere che ricordano i noir d’epoca. La pellicola è caratterizzata da un fortissimo commento sociale, ma soprattutto dal tentativo di allontanarsi totalmente dal mainstream dell’epoca. Un film che ha come vero obiettivo catturare chi è interessato ai racconti sociali.

Sexmission di Juliusz Machulski (Polonia, 1984)

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Una scena del film

Ritorniamo nel cinema polacco raccontando una commedia sci fi, che descrive un mondo in cui gli uomini sono fuorilegge e biologicamente estinti. Una società totalmente al femminile che ha reso possibile la riproduzione solo attraverso partenogenesi. Max e Albert sono due scienziati che si offrono volontari per un esperimento che dovrebbe portarli nel futuro di tre anni. A causa di un errore si ritrovano nel 2044, dopo un disastro nucleare e con una società totalmente cambiata. Il film racconta le relazioni uomo- donna in maniera leggera e alternativa, nonostante la comicità e le battute siano abbastanza datate.

Ikarie XB 1 di Jindřich Polák (Cecoslovacchia,1963)

Una scena del film

Un titolo che potrebbe aver dato ispirazione a Star Trek, ma nessuno è ancora pronto per ammetterlo. Il film parla di un gruppo di cloni su una nave spaziale che nel corso del loro viaggio si trovano ad affrontare numerosissime peripezie. La pellicola ha vagamente ispirato anche capolavori come 2001: Odissea nello Spazio di Kubrick e Solaris di Tarkovsky. La dilatazione del tempo è un elemento centrale della narrazione come la capacità del regista di raccontare di entità e personalità così lontane da lui. Il vero senso del film risiede nella teoria scientifica del paradosso dei gemelli. Quello che per loro sarà un viaggio di 28 settimane, comporterà un passaggio di 15 anni sulla Terra.


Ex Machina: umano o artificiale?


Invention for Destruction di Karel Zeman (Cecoslovacchia, 1958)

Una scena del film

Il film è l’adattamento di una storia di Jules Verne ed è attualmente definito come uno dei film di maggior successo della storia del cinema cecoslovacco. La pellicola è caratterizzata da uno stile visivo unico che ricorda tanto lo sci fi moderno e raccolse consensi in tutto il mondo. Infatti Invention for Destruction fu mostrato in 72 paesi in giro per il mondo. Il film fu un banco di prova per la maggior parte delle tecnologie moderne. Dallo stop motion fino all’animazione, notiamo nel corso dei minuti l’ embrione di questo tipo di avanguardie poi diventate la vera base del cinema moderno. Come storia sci fi, di meraviglia e di avventura rimane uno dei classici più belli di sempre.

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