Roccuzzo: conosciamo il cantante di Ricomincio Da Qui

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Roccuzzo, immagine promozionale

Dopo aver commosso tutta l’Italia con la sua voce vellutata e il suo animo sensibile, Giuseppe Roccuzzo racconta sé stesso e il suo

Chi è davvero Roccuzzo?

Autunno 2020, audizioni di X-Factor Italia: Giuseppe “Roccuzzo” commuove tutto il paese con la sua cover di Promettimi di Elisa. La voce delicata e l’interpretazione accorata fanno di lui uno dei favoriti per la performance: Emma Marrone, che poi lo giudicherà nella categoria Uomini Under, giunge fino alle lacrime. Ancora oggi è una delle esibizioni più apprezzate dell’edizione, il video più visto della storia del programma. La scelta di Emma di non farlo qualificare è stata controversa fino alla fine. I fan non se ne sono tuttavia dimenticati, e il complicato mondo della viralità social è diventato la sua seconda chance. La sua cover di Promettimi è infatti arrivata prima sulla lista virale della top viral di TikTok, rilanciando la sua carriera di musica. 

Al momento Roccuzzo si guadagna da vivere come cameriere in Svizzera, e si racconta in un’intervista su Zoom. “Dopo X-Factor avevo un pochettino paura nel riprendere il mio lavoro, ma il mio obbiettivo è vivere di musica.” E non si arrende nemmeno dinnanzi alla pandemia, alla quale ha dedicato l’affettuoso singolo Ricomincio Da Qui, con un recente video musicale di Fabio Salituro. “Mi sono rimaste la voglia di fare e la positività. Ho voluto pubblicare Ricomincio Da Qui perché in quel periodo ho visto molte porte chiudersi. Non solo per X-Factor, ma anche l’impossibilità di fare i live a causa della pandemia. Ma mi sono detto che a un certo punto si doveva ripartire, e il messaggio che volevo lanciare è di ripartire. Io parto da me, sto ancora costruendo.”

Anche la particolare vocalità di Roccuzzo contraddice “il canone di bellezza e virilità”, ma ancora una volta un elemento di ostacolo viene trasformato in forza e virtù. Il cantante ha infatti  un “cuneo” tra le corde vocali che gli procura la sua timbrica. Alle prime visite mediche, i dottori gli avevano detto che non avrebbe mai potuto cantare. Un inciampo ormai passato. “La mia è un’ottava femminile,” spiega Roccuzzo. “Diciamo che il mio è stato un difetto nelle corde vocali; in quella destra ho due “solchi”, più o meno. Facendo altri studi, altri medici mi dissero che questo “difetto” poteva essere una marcia in più che mi permettesse di essere riconosciuto. L’ho presa come una marcia da utilizzare. Ritengo anche che ogni persona sia bella modo suo, dentro me ho davvero tante cose da dire e da far credere”.

L’animo sensibile di Roccuzzo si riflette anche nel suo approccio sintetico verso la sua musica. Se dovesse associarvi un colore, quello sarebbe l’azzurro. “L’azzurro è il colore del cielo, mi dà tanta speranza. La mia anima artistica… penso sia piena di colori in realtà. La stagione che mi somiglia di più è la fase tra l’inverno e la primavera. Sono una persona malinconica, e in quel senso riesco a pesare ogni singola parola. Ma sono anche una persona speranzosa, quindi mi rivedo nella primavera. Mi piace per i suoi colori”

Ma sentiamo ora le sue altre risposte, e conosciamo da vicino il profilo artistico di Roccuzzo. 

Come pensa un giovane cameriere a superare questo gap e dedicarsi solo alla musica? Che possibilità reale ha?

Io penso che per superare questo gap si debba sbloccare anche la situazione, perché sicuramente per un artista il pane principale sono i live e poter vivere di musica è proprio fare live. Anche io dovrò aspettare…

Ma queste produzioni recenti sono una spinta a fare, a superare questo momento?

Sì, assolutamente. Anche la pubblicazione di queste cover è per far capire che ci sono e sto lavorando su me stesso. 

Tu invece, come stai vivendo questa situazione?

Io sto bene. Devo dire che è un momento davvero particolare per me, perché non mi aspettavo tutto questo e sicuramente non me l’aspettavo nel lungo tempo. Sapere che ancora ci sono persone che mi ascoltano e mi sostengono è davvero bello. TikTok è un mondo davvero mediatico e molto veloce dove tutto va al secondo, e vedere la mia La Cura alla prima posizione di una piattaforma così veloce è stata davvero un onore. La Cura ha bisogno di tempo, di essere capita e ascoltata, e trovare tanti giovani che la apprezzano è bellissimo”


Quanto credi all’happy ending? E per Aspetterò Domani “per te e per il mondo”: quando pensi che sarà il tuo domani?

Una bella domanda particolare. Io non so quando sarà il mio domani, sicuramente in questa fae mi a dove so lavorando tanto su me stesso sto capendo anche le qualità che ho. Se in passato non credevo di vivere di musica, adesso ho l’obbiettivo di volerci vivere. La music che propongo io ha bisogno di tempo e mi rendo conto che ul tempo è molto veloce, lo vediamo anche sui social. Sapere che c’è gente che si prende del tempo per ascoltarmi, parlare o cantare mi dà forza e spero che diventino sempre di più.

Ti senti un po’ in una favola?

Sì, nella mia testa cerco di vivere ogni giorno come una serie o un film.

Cosa ci dici di La Cura di Battiato, un’altra delle tue cover?

La Cura è un’altra cover che fa parte della sua giovinezza. La trovo davvero magica tra quelle del maestro. Volevo inserirla nel mio percorso musicale.

Come hai vissuto il lockdown?

Sono stati mesi altalenanti, come onde del mare. Mi sono sentito davvero chiuso in casa, sentivo la mia stessa casa come una prigione. Mi ha però dato la possibilità di poter scrivere e far volare la mente.

Roccuzzo in azione artistica

Quali sono le maggior difficoltà che temi di incontrare?

Le più grandi difficoltà? Personalmente non so se è la difficoltà più grande, ma che ci sia un mondo superficiale, anche grazie ai social. Ho paura che entriamo in un meccanismo di superficialità, anche grazie ai social network. La musica richiede tempo, richiede attenzione.

Saresti lo stesso senza i social, secondo te?

Diciamo che io quello che faccio vedere sui social, come quello che faccio vedere in tv e che sono adesso,è “me” senza filtri. Sarei lo stesso come persona, ma a livello di “passaparola” e di farmi conoscere sarebbe sicuramente diverso.I social innegabilmente aiutano l’artista a farsi conoscere.

Hai avuto altre esperienze con artisti, come Mahmood?

Mi ha influenzato tantissimo in passato, Mahmood. Prima di X-Factor ero davvero davvero tanto incredulo sul mio essere artista. Il palco di X-Factor è stato uno dei primi che ho calcato, a livello di cantare con altre persone. Là ho capito di avere delle qualità ma sì, prima il giudizio di molti mi hanno influenzato, specie certe frasi che rimangono, negative. Ma servono anche per crescere e per diventare più forti. Purtroppo in passato non ho avuto la possibilità economica di studiare,non ho mai studiato canto. Ma sto iniziando da adesso, ho iniziato proprio perché voglio vedere un futuro in questo.

Che altri concept intendi esplorare in futuro nella tua musica?

Ce ne sono tanti. Per adesso non posso dire nulla ma molte sono personali e le ho vissute in prima persona, ma non parlo solo d’amore e distanza.

Adesso ti trovi a Luino (prov. Varese). Come vivi il rapporto con l’estero ora che si può uscire?

Puoi andare in qualsiasi posto al mondo, ma ogni posto è bello se trovi famiglia. io ho la fortuna di avere le mie sorelle qui con me al nord, ci sopportiamo a vicenda, quindi la mia forza sta nella famiglia. Sto imparando ad apprezzare anche il lago e le montagne.

Hai mai scritto le tue canzoni?
Ho contribuito in maniera attiva. Nella parte della scrittura sto lavorando tanto con loro due, c’è anche del mio nel testo, nella melodia e nell’interpretazione. L’artista che mi piacerebbe che mi scrivesse… io stimo in generale tutti. Ascolto tutto e tutti. Non nego che mi piacerebbe se un’Elisa o una Francesca Michielin mi scrivesse… O anche con Emma, devo dire la verità.

La sensibilità può essere vista come forza o debolezza?
A oggi penso stia tornando la voglia di sentire l’emozione, a livello proprio musicale. Posso dire che è uno dei punti in cui voglio “andare avanti” perché toccare il cuore e dare un’emozione a qualcuno ti fa sentire “presente” on quella persona. Qualche anno fa non credevo potesse essere un punto di forza perché, appunto, vedere della superficialità mi fa fatto un po’ paura.

Dicci qualcosa su Promettimi.

Promettimi: il fatto che abbai raccontato a X-Factor la mia storia  poi abbia portato una canzone piena di speranza e d’amore che è entrata nei cuori, è spopolata e mi ha dato davvero tanta visibilità.

Curiosità: sulle prime non riuscivi ad abituarti a tutta la partecipazione delle persone. Ti stai iniziando ad abituare?

Non penso che mi abituerò mai in verità, perché come dicevo anche prima secondo me il tempo ha un valore importante, e capire e vedere che tante persone usino il loro tempo per me mi rende molto felice. Quindi è meglio “non” abituarmi.

Cosa diresti a te stesso bambino?
…di sognare.

Adesso a cosa pensi?

Sto pensando ai live, ma in verità ho tante idee nella testa a livello di interagire con chi mi ascolta. Ancora non posso concretizzarle, mi rendo conto che la situazione al livello politico non è ancor stabile e non so come muovermici, ma mi sto organizzando.

Quanto è importante non arrendersi e credere in sé stessi?

È importantissimo, soprattutto il credere in sé stessi. Se non ci credi tu non ci possono credere gli altri. E il non arrendersi lo collego con la speranza. Voglio essere una persona ottimista e sperare che ci sia un posto per me nella musica.

In che modo ti ha influenzato a X-Factor, come hai vissuto tu quell’esperienza?

X Factor influisce a 360°. A livello artistico essendo una vetrina dove ti fai vedere davvero tanto se riesci a sfruttare bene puoi proprio durare nel tempo. Io spero di poter durare nel tempo. Quanto può influire, L’ho vissuta bene, molto bene. Sono uscito davvero più forte da questa esperienza i grandi nope ti spronano a fare di più”

Se tu potessi fare un duetto con qualcuno chi sceglieresti? Straniero, italiano, famoso o sconosciuto?

Straniero… sicuramente due che mi hanno influenzato sono Rihanna e Bruno Mars, e mi piacerebbe lavorarci. In Italia… beh, tantissimi.

A X-Factor, se c’è stato un momento in cui sei stato scoraggiato da Emma, per cui volevi mollare tutto e lasciate perdere?
Ci sono stati diversi momenti in cui mi sono scoraggiato e penso che ce ne saranno altri. Però sicuramente mi sono scoraggiato quando ho capito che non ho potuto dare proprio tutte le mie sfaccettature perché io poi ho fatto soltanto tre puntate. In televisione sono stato un quarto d’ora della mia vita. Non ho potuto far vedere tutto, tanto di quello che ho dentro.

Influenze artistiche di Roccuzzo

Con quali artisti sei cresciuto?

Rihanna e Bruno Mars su tutti. Per me lui è sempre stato una colonna portante a livello di timbrica, jin passato mi hanno detto che il timbro fosse fastidioso, e ascoltando anche lui alto e graffiato e pieno di colori mi sono reso conto che potrò non piacere ad alcuni ma sicuramente ad altri. Poi sicuramente Elisa, Elisa l’ho ascoltata davvero tanto, e anche Arisa riguardo al vissuto e all’emozione. 

Canteresti in inglese?

L’inglese è un mondo che mi pice tanto perché come l’italiano ha un suono particolare. E anche lo spagnolo, chissà…

In questa conferenza tu hai raccontato di tutti i tuoi sogni, le tue aspirazioni. Ma realisticamente come ti vedi tra qui a vent’anni?
Spero vivamente di vedermi nei teatri… una cosa che amo è proprio il teatro e l’atmosfera che c’è dentro. Spero che tra vent’anni abbia girato tantissimi teatri italiani, è un mio obbiettivo.

Che rapporto hai con la Sicilia, influisce con le tue canzoni? Quando tornerai a esibirti nella tua terra?
Spero il prima possibile quando si sblocca realmente tutto, poter tornare a esibirmi lì. Con la Sicilia ho un rapporto molto intimo e personale. Crescere lì mi ha dato proprio a livello di cultura e di persona tanto. Una cosa che mi ha dato, una frase che mi porto sempre, è che l’umiltà precede la gloria: me la ripeteva sempre mia mamma. Qualcosa che ho visto sempre a livello culturale dalla mia famiglia, rimanere persone umili con i piedi per terra.

Ti definisci un cantante, ma anche cameriere. Com’è stata la combinazione delle due cose, ai primi tempi e anche adesso? Come l’hanno vissuto i tuoi conoscenti questo “doppio ambiente”?

È una situazione particolare a lavoro, adesso. Mi rendo conto che le persone mi riconoscono, e se io non lo ricordo e vedo che la gente mi fissa all’inizio mi chiedo cosa stanno guardando. È particolare, sulle prime avevo paura che fosse umiliante ritornare nel mio posto di lavoro a servire i tavoli, perché comunque tu vivi una cosa e parallelamente devi averne un’altea. Però qui rientra anche il discorso dell’umiltà e dei piedi per terra. Sicuramente devo avere tanta pazienza e accettare questa situazione, ma oggi ho capito che devo essere orgoglioso di quello che sto facendo e del fatto che continui a lavorare e ad essere comunque me stesso. Ci sono stati momenti in cui avrei potuto cedere e parlare di quello che faccio e di chi mi segue, ma mi rendo conto che non serve a nulla. È una situazione particolare.

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