Ritenuto uno dei più grandi cantanti nell’ambito della musica Rock, Robert Plant ha raggiunto fama e notorietà come frontman dei leggendari Led Zeppelin, grazie alla sua impressionante estensione vocale, alla sua energia e alla sua forte e magnetica presenza scenica. Oggi questa icona compie 71 anni e, nonostante il passare del tempo, continua a portare avanti i propri progetti solisti e un’intensa attività live attraverso la quale dimostra di mantenere una passione vera e viscerale per il blues e per il rock.

Robert Anthony Plant nasce il 20 agosto 1948 a West Bromwich, una delle città della contea delle West Midlands, in Inghilterra. Cresce a Kidderminster, nel Worcestershire, e i suoi studi scolastici procedono in maniera regolare fino all’adolescenza. Il giovanissimo Robert, si avvicina quindi al blues e al rock ‘n’ roll, generi musicali dai quali rimane fortemente colpito, al punto che, quando l’interesse per questi generi si trasforma in una vera e propria passione, egli decide di abbandonare il tirocinio da poco iniziato presso uno studio contabile per dedicarsi a tempo pieno alla musica.

L’inizio della carriera e l’incontro con Jimmy Page

Per Robert, le prime attività in ambito musicale consistono nel cantare in diversi piccoli complessi della scena di Birmingham e nell’incidere una manciata di singoli. Nella seconda metà dei ’60s, forma la Band of Joy insieme all’amico John Bonham, e collabora con il musicista Alexis Korner, figura molto importante per quanto riguarda lo sviluppo del genere conosciuto come british blues.

La vera svolta avviene però verso la fine degli anni ’60. Nel 1968, infatti, il chitarrista Jimmy Page, già noto e famoso nell’ambito della scena Rock britannica (e non solo) anche e soprattutto come membro del gruppo The Yardbirds, è alla ricerca di un nuovo cantante. Quando assiste ad una esibizione del giovane Plant a Birmingham, Page rimane folgorato dalla voce e della presenza scenica di Robert e non riesce a spiegarsi come un cantante così dotato non sia ancora diventato una celebrità. In virtù di una forte condivisione di interessi e gusti musicali, Page e Plant iniziano a lavorare insieme e si esibiscono dal vivo in un tour in Scandinavia. In quelle date, la scaletta dei concerti comprende sia canzoni di successo del repertorio degli Yardbirds (come “For Your Love” e “Train Kept A-Rollin’ “) sia pezzi più recenti scritti da Page ed alcune cover. Reclutati il batterista John Bonham e il bassista e tastierista John Paul Jones e terminato il tour scandinavo, i tempi sono maturi per cambiare il nome della band e quindi per l’inizio della grandiosa carriera dei Led Zeppelin.

Cantante, compositore e frontman dei Led Zeppelin

Come componente dei Led Zeppelin, Robert Plant raggiunge, già dalla fine degli anni ’60 e ancora di più durante gli anni ’70, notevole fama e notorietà, in Patria, negli Stati Uniti e in molti altri Paesi, venendo da allora annoverato tra i più grandi cantanti della storia del Rock, e dimostrando inoltre di avere una spiccata creatività come compositore, specialmente come paroliere. Per quanto concerne i temi dei testi da lui scritti, Plant affianca ai classici stereotipi blues (quali sofferenze amorose ed eccessi), spesso recuperati e trattati abbondantemente da diverse rock band, tematiche filosofiche e spirituali. Frequenti nei suoi testi sono anche riferimenti alla mitologia scandinava, alla mitologia gallese e a J.R.R. Tolkien. Tra i più celebri brani dei Led Zeppelin cui Plant ha contribuito, rientrano sicuramente “Kashmir”, “Black Dog” e “Thank You”, ma la sua creatività è altresì presente in molte altre canzoni, come “The Rain Song”, “The Battle of Evermore”, “Going to California” e “Achilles Last Stand”.

Robert Plant negli anni ’70

Anche grazie agli splendidi duetti tra la voce di Plant e la chitarra di Page e alle infuocate performance in cui Robert mostra le sue innate doti di cantante e di frontman, i Led Zeppelin diventano rapidamente una delle migliori live band e i loro concerti fanno spesso il tutto esaurito. I dischi (sia quelli pubblicati dalla Atlantic Records sia quelli pubblicati dalla Swan Song Records) hanno un enorme successo e diventano ben presto autentiche pietre miliari del Rock. La band si scioglie nel 1980, a seguito della prematura scomparsa del batterista John Bonham.

La carriera solista, le collaborazioni e le reunion dei Led Zeppelin

Dopo lo scioglimento dei Led Zeppelin, Robert Plant, all’inizio degli anni ’80, intraprende la propria carriera solista, coltivata con una certa continuità nel tempo, con la pubblicazione di album registrati in studio e con una certa attenzione alla dimensione live, come dimostrato anche negli ultimi anni dai numerosi tour mondiali, accompagnato da musicisti di talento. L’esordio a proprio nome “Pictures at Eleven” (1982), è apprezzato dal pubblico e riscuote un buon successo, e sia il secondo lavoro “The Principle of Moments” (1983) sia il singolo che ne è tratto, bella ballata “Big Log”, raggiungono buone posizioni in classifica sia nella UK Albums Chart sia nella US Billboard. Agli anni ’80 risale anche “The Honeydrippers: Volume One”, disco inciso dall’omonimo gruppo, The Honeydrippers, formato da Plant, da Jimmy Page, e da altri musicisti, tra i quali il chitarrista Jeff Beck (negli anni ’60, membro degli Yardbirds insieme a Page, seppur per un breve periodo). Si tratta di un progetto voluto dal produttore discografico Ahmet Ertegün, co-fondatore della Atlantic Records, e il disco contiene infatti alcune delle sue canzoni preferite degli anni ’50.

Robert Plant in concerto negli anni ’80

Non mancano intanto alcune reunion dei Led Zeppelin, come quella del 1985 nell’ambito del Live Aid, con Phil Collins alla batteria, e quella del 1988 con Jason Bonham (figlio di John “Bonzo”) ai tamburi, in occasione del quarantesimo anniversario della Atlantic Records. Nel 1994, il cantante ricrea il sodalizio con Page, sodalizio che si concretizza in due album pubblicati sempre dalla Atlantic Records e seguiti dai rispettivi tour: il primo, il live “No Quarter” (1994), contiene pezzi più o meno noti dei Led Zeppelin, reinterpretati da Plant e Page insieme ad altri musicisti, ed è successivamente accompagnato dalla versione DVD, contenente un maggior numero di canzoni, un’intervista ed altro materiale; il secondo di questi due album, “Walking into Clarksdale” (1998), è invece inciso in studio ed è interamente composto da brani musicali nuovi.

Plant continua poi a realizzare lavori solisti, e particolarmente apprezzato è “Raising Sand” (2007), frutto della collaborazione con la cantante bluegrass-country e violinista statunitense Alison Krauss, e contenente canzoni scritte da diversi autori ed interpretate in chiave country rock o folk rock.

Sempre nel 2007, e precisamente il 10 dicembre, si tiene un grande evento presso la O2 Arena di Londra, per commemorare Ahmet Ertegün della Atlantic Records (all’epoca venuto a mancare da poco), e, in questo contesto, i Led Zeppelin si esibiscono dal vivo. Si tratta di una vera e propria reunion, con la partecipazione di Plant, Page e di John Paul Jones. Come in occasione della reunion del 1988, anche questa volta alla batteria vi è Jason Bonham. Durante questo concerto, i Led Zeppelin dimostrano di avere ancora una grande energia e mantengono alta la loro reputazione, e infatti l’esibizione ottiene recensioni dalla stampa specializzata. Anche il film e l’album relativi al live, pubblicati qualche anno più tardi, ricevono riscontri molto buoni anche da parte della critica.

Nel 2010, Plant rievoca il periodo pre-Led Zeppelin e il nome della band di cui faceva parte negli anni ’60 prima di diventare una leggenda, con la pubblicazione di un disco che porta proprio quel nome, “Band of Joy”, e che spazia tra rock, country rock e folk rock. Seguono, poi, rispettivamente nel 2014 e nel 2017, due album registrati insieme alla band The Sensational Space Shifters: “Lullaby and… The Ceaseless Roar” e “Carry Fire”.

Commenti