“Pasolini” di Abel Ferrara: in ricordo del 5 marzo 1922

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5 marzo 1922: nasceva Pierpaolo Pasolini. Lo ricordiamo con il film di Abel Ferrara

E’ difficile trovare aspetti poco affascinanti nella carriera e nella biografia di Pier Paolo Pasolini, ma sarebbe inutile negare quanto sia enigmatica ed interessante la sua morte.

E’ proprio sulle ultime ore della vita dell’intellettuale, che Abel Ferrara fonda il suo film: “Pasolini”. Uscito nelle sale cinematografiche il 25 settembre del 2014, è da poco disponibile sulla piattaforma streaming Netflix.

Nella ricorrenza della nascita di Pasolini, 5 marzo 1922, il film è un ennesimo omaggio ad una delle intelligenze più profonde e complesse del ‘900.

Trama & attori

Willem Dafoe interpreta Pier Paolo Pasolini. L’attore risulta credibile anche quando il suo accento americano è troppo marcato. “Abbiamo girato tutto il film sia in italiano che in inglese, ma nelle scene in cui Willem non si sentiva abbastanza forte con la vostra lingua abbiamo tenuto la versione inglese – ha spiegato Ferrara – questo film oltre a essere un omaggio a Pier Paolo Pasolini è un omaggio alla lingua italiana e all’Italia che è il mio paese, quello di mio nonno e quello dove io vivo”. La voce di Dafoe e dunque di Pasolini è quella di Fabrizio Gifuni. Nel ruolo dell’amico storico Ninetto Davoli troviamo Riccardo Scamarcio. Davoli compare nel film: interpreta Eduardo De Filippo.

Il 2 novembre 1975 Pasolini lascia questa terra. Il film di Abel Ferrara parte dal giorno precedente: il primo novembre 1975 comincia con un bacio, quello tra Pasolini e la sua amata madre Susanna. Tra le scene si scorge il lavoro immenso in cui è impegnato l’intellettuale, descritto nell’azione di far colazione con caffè e Corriere della Sera.
A pranzo con Nico Naldini e Laura Betti, la voce de’ “L’esorcista“. Successivamente lo vediamo intento nella stesura di una lettera indirizzata ad Eduardo De Filippo.

La tecnica utilizzata da Abel Ferrara è la stessa di “Petrolio“, romanzo incompiuto di Pasolini scrittore: non accade nulla nella vicenda, eppure tutto si svolge in un flusso continuo. Il regista confessa l’incapacità di una narrazione totale dovuta all’impossibilità di restituire il vissuto del poeta.

Ciò conferma la tesi di Pasolini: ci sono cose che si vivono solo attraverso il corpo.

La morte: tra fittizio, mistero e verità

La morte descritta da Ferrara si distacca dalle interpretazione politiche successive. Per ricostruirla il regista si è dotato di tanti materiali: scritti, film, testimonianze di amici, studiosi esperti.

“Molte delle cose dette in passato non passano un esame accurato. Ci sono ancora oggi questioni confuse. Un’inchiesta letteraria non è un’inchiesta giudiziaria e io lo dico come amico e collaboratore di Saviano. Al centro del film abbiamo messo i fatti certi anche perché crediamo che il processo del 1976, conclusosi con la sentenza di omicidio a carico di Pelosi in concorso con ignoti, sia giusta”.

Realismo e crudezza sono gli ingredienti del momento centrale del film: la morte di Pasolini. Una scena difficile da riprodurre, difatti Dafoe ha affermato: “Non ho fatto un lavoro di imitazione ma neanche di interpretazione, ho cercato di abitare la sua vita e di incarnare le sue azioni e le sue riflessioni in quelle ultime ore provando sentimenti forti e complessi”.

Critiche & curiosità

Un mix di episodi reali e scene immaginarie in tre lingue: italiano, francese, inglese. Il film ha partecipato alla 71ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival.

Non tutti i particolari sono stati rispettati: l’incontro tra lo scrittore e Giuseppe Pelosi, si svolge in via Giolitti anziché in Piazza del Cinquecento, pur essendo zone entrambe vicine alla Stazione di Roma Termini.

L’aspetto che ha destato più critiche è l’omicidio compiuto da rapinatori che incitano alla violenza omofoba: l’ipotesi meno accreditata dalla critica, attorno alla quale si attanagliano polemiche. Da ciò derivano i giudizi negativi nei riguardi del film “Pasolini“.

Un uomo dalle mille sfaccettature, un soggetto di studio difficile da comprendere interamente: Pasolini nasceva il 5 marzo 1922 ed oggi avrebbe compiuto 98 anni.

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