“New Jersey”: l’album che glorificò i Bon Jovi

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New Jersey

Era il 19 settembre 1988 e i Bon Jovi, con l’allora Richie Sambora alla chitarra, pubblicavano l’album “New Jersey”.

New Jersey: che album è?

L’hair metal fa parte del DNA dei Bon Jovi e l’album “New Jersey” non fa altro che confermare l’indole innata della band. Benché fosse il quarto in studio, portò in dote alcuni dei singoli più amati dai fan. I Bon Jovi lo registrarono molto in fretta alla fine dello Slippery When Wet Tour. La band aveva voglia di replicare quanto di buono fatto nel disco precedente, Slippery When Wet, anch’esso latore di grande successo. Ben cinque singoli (Bad Medicine, Born to Be My Baby, I’ll Be There for You, Lay Your Hands on Me, e Living in Sin) riuscirono a raggiungere i primi dieci posti della Billboard Hot 100. Un successo senza precedenti per la band, confermato anche dalla reazione dei fan. Negli Stati Uniti riuscì a vendere 5 milioni di copie in sei mesi. Inoltre, sempre negli States, divenne sette volte disco di platino. Ad oggi, l’album ha venduto 20 milioni di copie nel mondo.

New Jersey: un disco da record

New Jersey detiene il record come disco rock ad aver ottenuto più singoli nella top 10, con cinque successi ad aver raggiunto le prime dieci posizioni della Billboard Hot 100. Questo primato, che già in precedenza apparteneva ai Bon Jovi con Slippery When Wet, non sarà mai più eguagliato da nessun altro. Merito di questo successo va suddiviso in parti uguali tra tutti i membri della band, ma un pizzico di merito in più va al frontman e al chitarrista, due perni indiscussi. Stiamo parlando ovviamente di Jon Bon Jovi e Richie Sambora. Le sonorità portate in dote da Sambora, che in alcuni brani (vedi “Lay your hands on me”) somiglia a un Van Halen prestato all’hair metal, hanno dato un’identità alla band. Jon Bon Jovi ha fatto da collante a tutto il talento che lo supportava.

Doveva essere un doppio album

New Jersey doveva diventare un doppio album, intitolato “Sons of Beaches”, ma l’idea tramontò presto. Sotto le pressioni della casa discografica, si preferì pubblicare un disco unico con i migliori brani registrati durante le varie sessioni. Alcune di quelle escluse usciranno nella raccolta “100,000,000 Bon Jovi Fans Can’t Be Wrong” e nel primo album da solista di Richie Sambora “Stranger in This Town”.

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