Non un semplice magazine di recensioni, ma un luogo di pensiero. Nasce CINEMOI – “Volti, storie e voci dal grande schermo”, una nuova rivista semestrale dedicata al cinema, pensata per chi crede ancora che la Settima Arte non sia soltanto intrattenimento, ma una lente capace di cambiare il modo in cui guardiamo il mondo.
Un progetto fondato da tre donne unite dalla passione per il grande schermo
CINEMOI nasce dall’iniziativa di tre donne, unite da una visione comune e da un amore profondo per il cinema:
- Michela Mancusi, Direttrice Editoriale (Editore Zia Lidia Social Club)
- Annamaria Gallo, Direttrice Responsabile
- Antonella Mancusi, Vicedirettrice Editoriale
L’obiettivo è ambizioso ma chiaro: raccontare il cinema non per come lo si consuma, ma per ciò che è davvero quando funziona: una forza attiva, culturale e civile, capace di generare emozione e riflessione, sogno e critica.
Il cinema come esercizio di libertà, lontano da trend e consenso facile
La linea editoriale di CINEMOI si posiziona con decisione contro la fruizione rapida e l’idea del cinema “riassunto” in un voto o in un post. La rivista attraversa immagini complesse, che non si lasciano semplificare, e prova a restituire profondità attraverso contributi di critici, autori e voci autorevoli della cultura cinematografica. Il risultato è uno sguardo che osserva i cambiamenti dei linguaggi e delle generazioni, e che sceglie di leggere il presente attraverso la materia viva del cinema.
«Custodire il territorio fragile e fertile dell’arte è l’origine di questo progetto – dichiara Michela Mancusi, Direttrice Editoriale di CineMoi – La rivista non si piega alla centralità, a ciò che chiede il permesso al trend, ai like, alle sideline. È uno spazio sospeso in cui la sala si oscura e la vita entra in scena con la parola scritta. Non una definizione, ma un patto con i lettori che credono ancora che il cinema sia un esercizio di libertà e sono pronti a difenderlo».
Un’idea che diventa dichiarazione d’intenti: lentezza, attenzione, profondità. E un patto con chi legge.
Un oggetto fisico da collezione: 94 pagine e una tiratura selezionata
Ogni numero di CINEMOI è pensato come un oggetto fisico da collezione: 94 pagine, grafica a cura di Shibui Creative Studio, e una tiratura stimata di 10.000 copie con l’obiettivo di garantire esclusività e qualità di distribuzione.
La rivista si rivolge a un pubblico mirato: quello dei festival cinematografici, delle sale d’essai e dei cineclub. È distribuita gratuitamente ed è disponibile anche in una selezione di librerie.
«Dirigere CineMoi significa per me trasformare quella visione artistica in uno spazio di libertà oggi sempre più raro – afferma Annamaria Gallo, Direttrice Responsabile – Il mio impegno è fare della rivista un luogo dove la velocità cede il passo all’approfondimento e la critica riprende il suo ruolo necessario, quello di scandagliare il presente. Siamo convinte che il cinema non sia un semplice prodotto di consumo o spettacolo, ma una necessità civile e un atto di fiducia nel mondo che merita di essere raccontato con coraggio, lontano dalle logiche del consenso facile».
Il primo numero: Toni Servillo in copertina e un viaggio tra maestri, autori e registe
Il primo numero, uscito a dicembre 2025, ha come protagonista di copertina Toni Servillo, ritratto negli scatti di Gianni Fiorito. All’interno, la rivista attraversa le eredità dei grandi maestri come Pasolini, Visconti e De Sica, e si confronta con figure contemporanee di primo piano come Di Costanzo, Maresco e Sorrentino.
Non manca l’attenzione alle registe e alle origini: sono presenti approfondimenti dedicati a Maya Deren ed Elvira Notari, in un percorso che tiene insieme memoria, visione e riscrittura del canone.
A impreziosire ulteriormente il primo numero ci sono anche le fotografie di Letizia Battaglia e dello stesso Gianni Fiorito, che rafforzano l’idea di una rivista dove il cinema non è solo parola, ma anche immagine, atmosfera, materia.
CINEMOI: un nuovo spazio per chi vuole guardare (e leggere) davvero
In un’epoca in cui tutto corre e la critica viene spesso ridotta a impressione istantanea, CINEMOI sceglie un’altra strada: quella dell’approfondimento, della cura editoriale, della libertà. Una rivista che vuole essere luogo di visioni e di pensiero, dedicata a chi non cerca soltanto “cosa vedere”, ma soprattutto perché vedere.
