Portare il teatro dove nasce il futuro: nelle scuole. A Napoli Est, tra Barra e Ponticelli, prende forma “Levante – Teatro ad Est”, un percorso gratuito di formazione teatrale che coinvolge un centinaio di studentesse e studenti e trasforma l’anno scolastico in un laboratorio di ascolto, relazione e consapevolezza.
Il progetto è curato dall’associazione N:EA Napoli Europa Africa ed è promosso e finanziato dal Comune di Napoli all’interno del programma “Cultura. Che classe!”. L’idea è semplice quanto potente: usare l’arte performativa per imparare a mettersi nei panni dell’altro, riconoscere le emozioni e dare voce a ciò che spesso resta in silenzio.
Tre scuole coinvolte tra Barra e Ponticelli
“Levante – Teatro ad Est” coinvolge tre istituti comprensivi del territorio:
- 83° “Porchiano Bordiga”
- 88° “De Filippo”
- 46° “Scialoja-Cortese-Rodinò”
L’obiettivo è creare spazi protetti e stimolanti in cui ragazze e ragazzi possano sviluppare consapevolezza del proprio corpo e della propria voce. Il percorso prevede novanta ore di laboratorio teatrale, con un focus sulla relazione con l’altro, sulla percezione di sé e sulla costruzione di una drammaturgia collettiva.
Dalla tradizione al presente: De Simone e Sofocle in classe
Il lavoro creativo parte da due riferimenti culturali fortissimi, apparentemente lontani ma capaci di parlare al presente:
- Roberto De Simone, attraverso le sue “Fiabe Campane”, in particolare “Giuvanniello senza paura”. Proposta prima in lingua originale, il napoletano, la fiaba diventa un ponte con la tradizione linguistica e culturale, per poi essere tradotta, rielaborata e riscritta in forma drammaturgica. Il tema centrale è la paura: riconoscerla, attraversarla, accettarla senza vergogna.
- Antigone di Sofocle, riletta e trasformata in una “Antigone contemporanea” che abita il quotidiano degli studenti. Un testo che diventa occasione per riflettere su fratellanza, responsabilità e sul conflitto tra legge scritta e legge morale.
Accanto alla recitazione, il progetto include anche lezioni dedicate alla realizzazione di scenografie e costumi, con il recupero di materiali scolastici e domestici: un lavoro pratico che stimola creatività, collaborazione e senso del “fare insieme”.
Un’educazione emotiva che passa dalla scena
Per il Comune di Napoli, “Levante” rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare strumento educativo e comunitario. Il coordinatore delle politiche culturali Sergio Locoratolo sottolinea il valore di far entrare nelle scuole testi capaci di formare immaginario e identità, offrendo ai ragazzi strumenti per leggere il presente e attraversare con maggiore consapevolezza le proprie radici.
Il percorso è curato da Giulia Amodio (attrice ed esperta di teatro applicato) insieme a Maria Infante (lezioni dedicate alla scenografia) e Marialuisa Bosso (parte del corso di recitazione).
Christian Giroso testimonial: il dialogo con chi vive lo spettacolo
Tra gli elementi più coinvolgenti del progetto c’è anche la partecipazione di Christian Giroso, attore noto per ruoli in produzioni come Gomorra e L’amica geniale, oltre a esperienze cinematografiche. Giroso accompagna alcuni appuntamenti come testimonial, offrendo agli studenti un confronto diretto sul mondo della recitazione e dell’audiovisivo: uno scambio importante, perché rende più vicino e possibile ciò che spesso appare distante.
Il culmine a fine marzo: in scena per la Giornata Mondiale del Teatro
“Levante – Teatro ad Est” proseguirà fino a fine marzo e raggiungerà il suo culmine nella Giornata Mondiale del Teatro, quando gli studenti porteranno in scena i frutti del percorso davanti a genitori, docenti e comunità educante. Un momento che trasforma il palco in spazio di condivisione e cittadinanza attiva, dove ciò che è stato imparato non resta “lezione”, ma diventa esperienza collettiva.
Giulia Amodio racconta il senso profondo del lavoro: il teatro come libertà di sperimentare altro da sé, come rito che invita alla riflessione e al dono, e come strumento per affrontare dinamiche complesse – dagli stereotipi di genere alla gestione della paura – creando nuovi punti di vista.
Un concetto ribadito anche da Marisa Esposito, presidente dell’associazione N:EA, che evidenzia il valore pedagogico dell’educazione teatrale: integra linguaggi diversi, sviluppa intelligenza emotiva, aiuta gli adolescenti a riconoscere e gestire le proprie emozioni nella relazione con gli altri. Una sfida educativa e sociale, oggi più che mai necessaria, per costruire contesti più sani e consapevoli.
A Napoli Est, “Levante – Teatro ad Est” dimostra che il teatro non è un lusso: è un diritto culturale e un’opportunità concreta per crescere, insieme.
