Mr. Morfina, il nuovo film d’azione con Jack Quaid

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Mr. Morfina
Locandina di Mr. Morfina

È una malattia rara a dare a Nathan Caine, Nate, il soprannome di Mr. Morfina, da cui il titolo del film con l’attore Jack Quaid. Un soprannome con cui i compagni di scuola lo prendevano in giro, ma grazie a questa malattia il protagonista diventa un eroe. La commedia d’azione Mr. Morfina è uscita nelle sale cinematografiche il 27 marzo ed è diretta da Dan Berk e Robert Olsen.

Nate e Sherry

Nate lavora in un’importante banca americana. È elegante, composto, introverso. Non ama uscire e ha un unico amico, conosciuto online grazie a un videogioco. Perché? Nate ha una malattia rara che gli impedisce di provare dolore e per questo motivo deve prestare attenzione a tutto, per non morire. Non ha mai mangiato una fetta di torta, per paura di mordersi la lingua senza accorgersene e dissanguarsi. Questo fino a che conosce Sherry Margrave (Amber Midthunder). Anche la ragazza lavora in banca: è solare e positiva ed è in grado di far superare a Nate le sue paure e gli ostacoli della malattia. Per Nate Sherry è la ragazza che gli ha cambiato la vita e per lei farebbe qualsiasi cosa.

La malattia di Mr. Morfina: limite o punto di forza?

Se all’inizio Nate vede la sua malattia come un limite, un ostacolo per gran parte delle azioni quotidiane, nel film diventa il suo punto di forza. Durante una rapina in banca, infatti, Sherry viene rapita: Nate non può aspettare che la polizia intervenga e decide di agire in prima persona per salvare la donna amata prima che sia troppo tardi. Da questo momento Mr. Morfina è un susseguirsi di scene d’azione, anche piuttosto splatter, in cui Nate è in grado di sopportare senza dolore colpi di pistola, frecce, superfici bollenti e molto altro durante l’inseguimento e la lotta contro i presunti rapitori della ragazza.

Una commedia d’azione

Immune al dolore, Nate si spinge oltre qualsiasi confine. È qui che avviene il patto narrativo con lo spettatore. Mr. Morfina si basa sul fatto che Nate non provi dolore, ma ciò non significa che sia immortale e che il suo fisico sopporti tutto. Nel film, però, crediamo a questo e sulla base di ciò la storia va avanti. Stride un po’, sì, ma il film, nonostante il racconto sia un po’ banale (lui è introverso – si innamora di una ragazza – vuole salvare la ragazza – colpo di scena – riesce a salvarla), risulta comunque coinvolgente e fa anche parecchio ridere. Si tratta, infatti, di una commedia d’azione, in cui appunto nonostante le scene violente e splatter l’effetto è la risata, soprattutto per l’assurdità, e forse anche la banalità, di alcuni passaggi.

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