Moana Pozzi ci lasciava 26 anni fa

Moana Pozzi, regina della sensualità, si spegneva in una clinica di Lione il 15 settembre 1994. A 26 anni dalla sua morte, il suo mito resta indiscusso.

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Moana Pozzi

Il suo nome le piaceva, perché era perfetto per la sua professione e perché tutti pensavano che fosse inventato. Invece, Moana Pozzi era il suo vero nome, quello che i suoi genitori avevano scelto per lei. Consultando un atlante geografico, erano rimasti affascinati dal nome di un’isola delle Hawaii, il cui significato era “il punto dove il mare è più profondo”. Moana, appunto.

Il fascino del proibito

È risaputo che i personaggi controversi sono spesso anche i più affascinanti. E, tra tutti i tabù imposti dalla nostra società, uno dei più sentiti e radicati è certamente quello della sessualità. In particolare, la sessualità femminile e il grado di libertà con cui viene vissuta.

Ciò rende le professioniste del settore figure controverse per eccellenza. Tanto desiderate quanto aspramente giudicate, le cosiddette pornostar sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo come un simbolo proprio della rottura di questo tabù.

Moana Pozzi, regina sensuale

Tuttavia, anche tra queste figure da sempre molto discusse, capita talvolta che qualcuna spicchi tra le altre, nel bene o nel male. È questo il caso di Moana Pozzi, scomparsa prematuramente 26 anni fa.

Non è facile dire che cosa rendesse Moana tanto diversa dalle sue numerose colleghe. Sarebbe fin troppo facile attribuire il suo successo soltanto alla travolgente bellezza fisica. Ma basta dare un’occhiata ad alcune delle interviste fatte all’attrice nel corso della sua carriera per rendersi conto che in lei c’era qualcosa di più. Un magnetismo conferitole dalla piena consapevolezza del proprio fascino, ed un’intelligenza vivace che le consentiva di avere sempre la risposta pronta, anche di fronte alle domande più scomode, pur mantenendosi diplomatica.

Il partito dell’amore

Caratteristica che probabilmente le fu utile durante la breve esperienza in politica. Nel 1992, infatti, Moana fu rappresentante del Partito dell’Amore, insieme alla collega Ilona Staller, in arte Cicciolina.

La collega Ilona Staller

Il partito, fondato da Mauro Biuzzi e Riccardo Schicchi, già noto regista pornografico, portava un nome che rendeva difficile prenderlo sul serio. Eppure, le idee che portava avanti erano piuttosto valide. Oltre alla legalizzazione delle case chiuse e all’inserimento dell’educazione sessuale nelle scuole, in linea con quanto ci si sarebbe aspettato dalle due attrici, la campagna del Partito dell’Amore si fondava anche sulla lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, temi che stavano particolarmente a cuore proprio a Moana.

Un personaggio pop

Ma il più grande merito di Moana Pozzi fu probabilmente quello di strappare, almeno temporaneamente, il velo di ipocrisia che nascondeva il mondo del porno, relegandolo negli anfratti più nascosti e peccaminosi delle videoteche degli italiani.

Lungi dal vergognarsi della propria professione, Moana divenne a tutti gli effetti un personaggio pop. Spesso partecipava come ospite a trasmissioni televisive dove, oltre a far sfoggio del proprio corpo mozzafiato, mostrava anche una notevole cultura ed un’impeccabile proprietà di linguaggio.

Pop, ma non popolare, almeno non tra le esponenti del suo stesso sesso. “Ho un buon rapporto con le altre donne. Ma non ho amiche” dichiarò Moana in un’intervista. Che fosse per rivalità o per bigottismo, era difficile per lei guadagnarsi l’amicizia delle proprie simili. Un destino comune a molte donne brillanti.

Una lunga lista di amanti famosi

Popolare, invece, Moana Pozzi lo era fra gli uomini, sui quali naturalmente esercitava un fascino irresistibile. La lista dei personaggi celebri che sono stati suoi amanti è lunga, e alcuni dei nomi che vi compaiono sono addirittura sorprendenti. Nel suo libro “La filosofia di Moana”, uscito nel 1991, l’attrice ne rivela alcuni, stilando una vera e propria pagella, con tanto di voti assegnati in base alla performance di ciascuno.

La carriera nel porno

Moana Pozzi
Insieme al collega Rocco Siffredi sulla locandina di un film

Una certa reverenza nei confronti della morte rende difficile, oggi, parlare della carriera di Moana Pozzi come attrice pornografica. Tuttavia, è impossibile parlare di lei senza ammettere che il porno fosse, a conti fatti, la sua principale occupazione.

Prima, da giovanissima, aveva cominciato a spogliarsi come modella di nudo per alcuni artisti. Erano perlopiù uomini anziani, per i quali la pittura era più che altro un pretesto per fantasticare sul corpo di una giovane bellezza. Erano stati loro, però, i primi a far capire a Moana che, grazie a quel corpo, avrebbe potuto ottenere tutto ciò che desiderava. Le bastava posare per poche ore per guadagnare quanto le bastava per pagare l’affitto e provvedere al proprio sostentamento. Perché non osare di più?

Così, aveva deciso di accettare la proposta di Riccardo Schicchi, incontrato già qualche tempo prima e che l’aveva subito notata. Il primo film a luci rosse in cui apparve con il nome che la rese famosa fu “Fantastica Moana”, nel 1987. E il resto è storia.

La morte

Moana Pozzi morì per un tumore al fegato all’età di 33 anni, il 15 settembre 1994. La sua luce abbagliante si era spenta troppo presto, e per una causa che nulla aveva a che fare con la sua controversa professione.

Tuttavia, presto iniziarono a circolare voci insistenti che affermavano che l’attrice avesse in realtà contratto l’AIDS in seguito a un rapporto non protetto con il celebre attore John Holmes. Altre voci, ancor più fantasiose, sostenevano che la donna fosse ancora viva, ma che si fosse ritirata a vita privata e avesse diffuso la notizia della propria morte per non essere più cercata.

Intorno alla figura, già carica di fascino conturbante, di Moana Pozzi, era nato il mistero che avrebbe contribuito alla nascita di un mito che continua ancora oggi.

Il mito di Moana, tra libri e film

Alla figura di Moana Pozzi sono state dedicate mostre fotografiche, biografie, ed anche un film per la televisione.

Nel 2009, Sky ha infatti dedicato una miniserie televisiva alla vita di Moana Pozzi. La serie, diretta da Alfredo Peyretti, è intitolata “Moana” e vede una smagliante Violante Placido nei panni della protagonista.

La locandina della miniserie televisiva “Moana”

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