Melanie C, è uscito l’omonimo album – Recensione

A Maggio 2021 l'unico concerto in Italia

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A questo punto, sappiamo praticamente tutti che negli anni ’90 un quintetto di donne di talento irruppe sulla scena per insegnare al mondo qualcosa chiamato Girl Power. In qualità di ambasciatrici dell’emancipazione femminile, il gruppo di ragazze pop inglese chiamato Spice Girls ha pubblicato tre album di inediti – Spice del 1996, Spiceworld del 1997 e Forever del 2000 – e governare il mondo prima di andare avanti per inseguire le proprie carriere. 

Senza ombra di dubbio i ragazzini degli anni ’90 ricordano Melanie Chisholm o meglio Sporty Spice. Con sette album da solista all’attivo, oggi ha pubblicato la sua ultima fatica discografica che arriva dopo la pubblicazione di Version of Me del 2016

L’artista continua la sua strada musicale con il suo omonimo album Melanie C, che arriva a ben 21 anni dopo l’uscita del suo amato disco di debutto da solista, con il quale ha saputo attirare l’attenzione di tutto con le sue hit, eppure ancora oggi sta cercando la sua luce interiore, che è resa abbondantemente chiara nel nuovo album di inediti. 

L’album offre una piacevole ed onesta crescita personale, nonostante le sue qualità riflessive, Melanie mantiene la sua musica allegra e positiva, creando canzoni da discoteca restando sempre onesta a se stessa.

Questo è il filo conduttore di molte delle tracce che racchiudono l’ultima di Melanie, che lei apre con il candido confessionale “Who I Am“. Tra scintillanti synth-work e spesse linee di basso, l’artista pop fa un cenno di auto-potenziamento accattivante e che muove il corpo, che la vede fare pace con se stessa. Definendo perfettamente il tono per ciò che seguirà, “Who I Am” è il nucleo di un album che è sempre onesto ma mai cupo; uno sguardo al passato, presente e futuro.

Quando il corpo dell’album si apre, amplifica il basso pulsante e si immerge nelle gamme inferiori del suo registro vocale per “Blame It On Me“. Poi, i sinistri synth di “Good Enough” calpestano, fornendo un potenziale singolo per l’apertura del lungo tour che la vedrà impegnata nei principali club d’Europa. Nel frattempo, le cadenze hip hop si sentono sulle note di “Escape” e “Overload” a cui aggiunge alcune influenze funky.

Poi ci sono canzoni come “Fearless” il brano più debole dell’album, ma caratterizzato dal ritorno al sound R&B tipico degli anni ’90. Al contrario “Here I Am” è uno dei possibili outsider del disco, in quanto è un brano unico e autocelebrativo.

Uno dei brani migliori è l’affascinante “Nowhere To Run”. Successivamente, si ritorna in discoteca con “In And Out of Love“. L’album si chiude con la ballata intima e al pianoforte di “End of Everything”. La fine di una relazione che ti lascia intorpidito, il gran finale dell’album vede una Melanie più matura che condivide la sua esperienza.

Pieno di vulnerabilità, accettazione, amore e il coraggio di mettere a nudo la sua anima, l’ultimo disco di Melanie C va ben oltre le sue umili radici di Girl Power e vede la cantante creare una colonna sonora per la donna inarrestabile. Voto 4/5

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