Mattia: La mia musica? Traggo ispirazione da ciò che mi accade – Intervista

Labirinti Umani è il primo album di Mattia

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Uscito oggi con il suo nuovo singolo dal titolo “Tieni il resto se lo vuoi” che anticipa la pubblicazione dell’album “Labirinti Umani” in arrivo in tutti i digital store e piattaforme streaming il prossimo 8 novembre, abbiamo incontrato Mattia che ci ha parlato del suo nuovo progetto discografico.

Ciao Mattia, è uscito oggi in rotazione radiofonica e nelle piattaforme digitali il tuo nuovo singolo “Tieni il Resto se lo vuoi” cosa rappresenta per te? Ciao! Si è in uscita e sono molto emozionato! E’ un brano importante perché rappresenta un po’ il passaggio da una situazione ad un’altra ed il rapporto con l’amore, con la musica e con se stessi… Parla delle paure che si manifestano in ogni fase di cambiamento importante della vita, magari quando inizi una nuova relazione, o perché no, quando scrivi una nuova canzone. L’amore può manifestarsi infatti sotto diverse forme e quando accade dedichi ogni energia in corpo per avere ciò che desideri, spendendo tutto te stesso senza chiedere nulla in cambio. Ecco, la canzone parla di questi aspetti.

Il prossimo 8 novembre uscirà un disco dal titolo “Labirinti Umani” ci puoi anticipare qualcosa, riguardo al sound o possibili collaborazioni?Se iniziassi a parlare di questo disco non mi fermerei più! vediamo di essere sintetici… Dunque, “Labirinti Umani” è un po’ una creatura che viene al mondo. Magari non avrò figli in futuro ma un domani guardandomi indietro potrò essere felice di aver realizzato questo progetto musicale davvero importante, quasi come un figlio. Ogni canzone parla di relazioni, di tentazioni, di lotta, di sentimenti di amore ma anche di odio. Il sound di questo disco elettro-pop è particolare e attuale , i suoni utilizzati sono ben amalgamati tra loro di canzone in canzone senza mai ripetersi o entrare in contrasto tra loro. Troviamo brani diversi, dalla classica ballata romantica e malinconica alla hit dance. Una particolarità che mi hanno fatto notare alcuni amici è il fatto di ascoltare suoni energici, da danzare, come fossero dei tormentoni estivi, ma con dei testi seri, talvolta drammatici. Lo si può sentire chiaramente nel brano Diana, che racconta la drammatica vita di una donna sola che ha perso un figlio, suicida, e che lotta ogni giorno con se stessa e con i giudizi delle persone del paese, e addormentandosi immagina un’altra Lei, lontana dai drammi, lontana dai dispiaceri di chi ha un figlio tossicodipendente, lontano da ogni ansia che esorcizza fumando.. insomma un brano impegnato ma dal suono volutamente in contrasto con le parole del testo. Ed eppure si equilibrano bene insieme senza risultare dissonanti.

Per chi ancora non ti conosce, come nasce l’amore per la musica? E con quali artisti sei cresciuto? L’amore per la musica è sempre rimasto lì, nascosto, da quando sono nato sino a qualche anno fa. Una passione rimasta segreta, forse per il timore di confrontarmi con una mezza famiglia di artisti in cui sono cresciuto. O forse semplicemente perché sono la persona più timida di questo mondo! Ma poi è sbocciato, in un periodo duro… e toccando il fondo ho trovato il coraggio di metterci dell’impegno e dello studio. E così è nato questo progetto! Gli artisti di riferimento ascoltati sin da ragazzino sono e saranno sempre SKUNK ANANSIE, SKUNK ANANSIE e…. SKUNK ANANSIE! Sono così innamorato di questo gruppo che ho pure un tatuaggio con il nome della leader (Skin). Poi ci sono i Florence & the Machine, i Beirut, Elisa, Motta, Queen…. 

Tornando al tuo nuovo singolo, c’è una frase a cui sei più legato? Ce ne sono diverse… Sono particolarmente affezionato alla prima strofa che recita “quanto costa la cauzione per evadere dai giorni in cui non passano le ore”… è una frase in cui ho cercato di attingere  da un lessico giuridico appreso negli studi di giurisprudenza per esprimere un qualcosa che non fosse quadrato e razionale come la legge… Parlo infatti di stati d’animo e di emozioni. E questo per me è importante.  

A cosa ti ispiri per scrivere le tue canzoni? I testi, che sono la parte più difficile, vengono da sé quando sei emozionato e coinvolto. Traggo ispirazione da quello che mi accade, dai miei pensieri, dalle vite delle persone che ho accanto, dagli incontri…. A volte l’ispirazione parte dalla melodia stessa, che evoca in se uno stato d’animo da cui partire per scrivere sopra il testo, come se fosse già suo. Altre volte invece un bel un bicchiere di vino aiuta a sbloccare le idee ed aprire la mente! 

Con l’uscita dell’album ci saranno occasioni per vederti live? Premesso che il mio sogno è fare l’autore e stare dietro a un grande artista si, sicuramente ci saranno occasioni intime in cui farò sentire la mia musica dal vivo.

Per concludere con 3 aggettivi come descriveresti il tuo nuovo singolo? Inconsueto, coinvolgente, schietto.

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