Martin Scorsese e il suo “The Irishman” alla Festa del Cinema di Roma

0
652
Festa del cinema di Roma 2019. Red Carpet Irishman. Foto Emanuele Manco / Fondazione Cinema per Roma

L’amatissimo cineasta statunitense ha presentato lunedì la sua ultima impresa: “The Irishman”. Sul red carpet insieme alla moglie e alla figlia, ma senza i tre grandissimi protagonisti: Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci.

“Abbiamo fatto un film tra amici.” Descrive così il suo ultimo capolavoro Martin Scorsese, nel quale dirige Al Pacino per la prima volta e riunisce di nuovo De Niro e Pesci, i quali hanno per lui già condiviso lo schermo in “Toro scatenato” (1980), “Quei bravi ragazzi” (1990) e “Casino” (1995).

Una pellicola che da molti è stata vista come una sorta di testamento spirituale, come la fine di un’era cinematografica, come una profonda riflessione sulla vita e le scelte umane. 206 intensissimi minuti che riassumono e sublimano la carriera di uno dei più grandi registi che la storia del cinema abbia mai avuto. De Niro e Pacino che fanno a gara di bravura, spalleggiati da un fantastico Joe Pesci e da un brillante cast di comprimari, da Harvey Keitel a Bobby Cannavale.

La pellicola è l’adattamento del libro “I Heard You Paint Houses” di Charles Brandt, basato su personaggi e fatti realmente accaduti. “To paint a house” (Imbiancare, verniciare una casa) significa metaforicamente, come viene spiegato da De Niro durante il film, uccidere un uomo. Il film narra infatti la vita di Frank Sheeran (De Niro),sicario, il quale entra nel giro del mafioso Russell Buffalino (Pesci) ed è personalmente coinvolto nell’assassinio di Jimmy Hoffa (Pacino), il più noto leader sindacale di quegli anni. La visione in lingua originale del film è consigliata non soltanto per le magistrali interpretazioni di tre mostri sacri del cinema, ma anche per una scena memorabile in cui De Niro e Pesci si scambiano diverse battute in italiano (accadrà un altro paio di volte all’interno delle tre ore e venti), le quali non possono che strapparci delle risate sincere e involontarie.

“Volevamo un film che parlasse di amore, rimorso, del percorso di una vita e sulla mortalità, soprattutto” dichiara Scorsese in conferenza stampa. “The Irishman” risulta infatti essere una splendida riflessione sugli errori, sul pentimento, sui rapporti fra persone ma sopratutto sulla morte, che aleggia e domina completamente su tutto il film, specialmente sul finale. Nella pellicola si parla anche di tempo che scorre e che porta via con sé le vite e i nomi delle persone, spazzandone via il ricordo. “Noi non possiamo vivere nel passato, quindi non possiamo sapere molte cose del passato, perché non le abbiamo vissute direttamente. Questo è un fatto della vita e sono queste la bellezza e la malinconia del film.”

Scorsese ha voluto che i suoi protagonisti fossero interpretati sempre dai suoi “amici”, pur sapendo che avrebbe potuto far interpretare il ruolo ad altri attori più giovani che avrebbero interpretato le versioni “young” di Sheeran, Buffalino e Hoffa. Il regista ha però deciso di applicare le moderne tecnologie e di permettere quindi a De Niro, Pacino e Pesci di interpretare loro stessi durante diverse fasi della vita dei loro personaggi, ringiovanendoli o invecchiandoli digitalmente.

Il film, costato 160 milioni di dollari (anche e soprattutto a causa delle tecnologie digitali utilizzate) ha avuto una lunga gestazione, ma soprattutto una difficoltosa produzione: “Negli ultimi anni ho prodotto film con finanziamenti autonomi. Nessuno voleva produrre “The Irishman”. Poi è arrivato Netflix che mi ha offerto fondi e totale libertà creativa, chiedendo che venisse visto in streaming anche quando sarebbe stato ancora al cinema e mi sembra un buon accordo.” Scorsese torna, sua sponte, sull’argomento che tanto ha fatto discutere recentemente: “Mi piacerebbe però che fossero le sale a sostenere i film, mentre oggi vengono prodotti e richiesti soprattutto i film-parchi divertimento basati sui fumetti. Si possono fare, ovviamente, ma i giovani non dovrebbero credere che quello sia cinema”.

“Un film per essere visto, che sia al cinema, in tv, sull’ iPad o sul cellulare, deve essere innanzitutto prodotto ed è questo quello che conta” ha dichiarato Scorsese riguardo allo scottante tema delle nuove e sempre più crescenti piattaforme di streaming online, visto che è stata appunto una di queste a produrre il suo film. E noi siamo immensamente felici che lo abbia fatto.

Commenti