Marco de Candia racconta dei suoi racconti ai confini della realtà

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Solo post in piedi è il secondo nuovo libro di Mark Mc Candy edito da Radici Future. Oltre sessanta brevi racconti ai confini della realtà ma anche incentrati sulla voglia di magia e sulla voglia di tenerezza che sono in tutti noi. Storie difficili ma con un sottofondo di ironia o situazioni irreali per scherzare sulle nostre difficoltà quotidiane. Questo libro è la naturale prosecuzione di “Avanti c’è un post” pubblicato nel 2017 sempre da Radici Future.

Copertina “Solo Post in Piedi”

Sono storie brevi che intrattengono il lettore per pochi minuti ma lo fanno riflettere per molto tempo. Storie nate per seguire il ritmo veloce di oggi e da leggere in attesa di qualcosa o di qualcuno. Tante storie per tante emozioni: ridere, piangere, ritrovare se stessi nei racconti. E’ una raccolta ironica, fresca e intelligente pensata per trascorrere il tempo con un po’ di leggerezza. Mark Mc Candy è seguito ormai da oltre diecimila follower sul proprio blog www.mccandy “Mark Mc Candy – Lo scrittore della porta accanto” e di recente ha avuto la Menzione d’onore al 43° Premio letterario Casentino.

Marco de Candia, in arte Mark Mc Candy

Abbiamo contattato l’autore, al secolo Marco De Candia, che ringraziamo per averci concesso questa interessante intervista.

Come ha scoperto la sua passione per la scrittura? Come l’ha coltivata? Ho iniziato pubblicando alcuni post sulla mia pagina Facebook e ci ho preso gusto visto il riscontro molto positivo delle persone che mi conoscevano. Allora ho proseguito creando una fan page e cercando di pubblicare brevi racconti ogni settimana. Si è creata così una community che oggi ha superato i 15mila lettori/lettrici. La passione per l’ironia e la battuta l’ho sempre avuta e grazie ai social ho trovato un equilibrio tra contenuti e strumento. Si è creato un circolo virtuoso in cui scrivendo è cresciuto il pubblico in tante città italiane e questo ha alimentato il mio entusiasmo. Ho scritto tanti racconti e quando Radici Future mi ha dato l’opportunità di pubblicare la mia prima raccolta Avanti c’è un post ho capito che potevo entrare in punta di piedi nel magico mondo degli scrittori.

Il primo Libro “Avanti c’è un post”

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura? Per adesso non ho ancora dei rituali come ascoltato da tanta gente che scrive. Per esempio c’è chi scrive sempre nel solito posto, che apre il pc ad una certa ora, che deve bere un cappuccino, che deve scrivere un incipit con una certa penna su di un foglio, ecc…. Io ho scritto e scrivo a qualsiasi ora ed in qualsiasi posto. Se mi viene un’idea cerco di prendere subito qualche appunto per poi svilupparla magari in un bar seduto con il mio pc ad un tavolino. Per adesso ho somatizzato le misure dei miei racconti che sono mediamente 2600-3000 battute. Come se mi fossi abituato a correre i 100 metri. Posso dire di essere allenato per questo tipo di distanza. Mi piacerebbe iniziare a correre anche altre distanze come il romanzo. Mi sto allenando.

Come trova l’ispirazione adatta per scrivere? L’ispirazione viene dall’osservazione, dall’ascolto, dalla lettura. Ricevendo e cercando stimoli dal mondo attorno a me non faccio altro che rielaborare con i miei strumenti “mentali” tutto ciò che ha attirato la mia attenzione. Un discorso di amici, un film, una canzone, una prima pagina di giornale, un libro o una fotografia. Insomma qualsiasi evento può darmi quella spinta a creare un racconto o una storia da fare arrivare alla mia community dopo averlo filtrato con la mia chiave di lettura e interpretazione.


Come è cambiata la sua vita scrivendo? Non ho dubbi che sia migliorata. Gli aspetti sono diversi. C’è un aspetto sociale in quanto ora ho tanta gente che mi conosce in Italia e che viene alle presentazioni dei miei libri. Questo è molto gratificante. Incontrare dal vivo le persone che ti seguono sul web, dare un volto a dei messaggi ti consente di recuperare quel rapporto personale e fisico che sui social viene mortificato. C’è un aspetto di crescita personale in quanto hai la misura del talento o di capacità che ignoravi di avere o che sottovalutavi. Quando ti dicono bravo dieci amici è una cosa ma quando ti dicono bravo 10mila persone di latitudini diverse è un’altra cosa. 




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