Dal 15 al 18 aprile 2026 torna a Roma Lo Spiraglio Filmfestival della Salute Mentale, giunto alla sua sedicesima edizione. L’appuntamento, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, si svolgerà negli spazi del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, confermandosi come uno degli eventi più importanti in Italia dedicati al dialogo tra cinema e salute mentale.
Diretto da Federico Russo per la parte scientifica e da Franco Montini per quella artistica, il festival è organizzato dal Dipartimento Salute Mentale della ASL Roma 1 e da Roma Capitale, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza su temi ancora troppo spesso segnati da stigma e pregiudizi.
Premio a Rocco Papaleo e un programma ricco di contenuti
Tra i momenti più attesi della manifestazione, la consegna del Premio Lo Spiraglio a Rocco Papaleo, artista capace di raccontare con sensibilità e profondità emozioni e fragilità umane. Un riconoscimento che negli anni è stato assegnato a grandi nomi del cinema italiano, da Paolo Virzì a Marco Bellocchio, da Elio Germano ad Alba Rohrwacher.
Il festival proporrà in concorso 6 lungometraggi e 15 cortometraggi, selezionati da un gruppo integrato composto da critici cinematografici, operatori e utenti dei servizi di salute mentale. Un lavoro condiviso che restituisce uno sguardo autentico e plurale su una tematica complessa e universale.
Storie che raccontano la realtà e abbattono i tabù
Ad aprire il festival sarà la proiezione fuori concorso di Persiane Blu, progetto che nasce all’interno di un contesto terapeutico e testimonia come il cinema possa diventare strumento di espressione e condivisione. L’incontro vedrà la partecipazione di esponenti del mondo scientifico e dello spettacolo, sottolineando il valore interdisciplinare dell’iniziativa.
Tra i cortometraggi in concorso spiccano opere di respiro internazionale e nazionale, come I’m Not a Robot, vincitore del Premio Oscar 2025, insieme a titoli italiani che affrontano temi legati alla memoria, alla guerra, alla fede e alla resilienza. Racconti intensi che attraversano paure, fragilità e possibilità di rinascita.
Anche i lungometraggi propongono un panorama variegato: dalle storie di migrazione e integrazione di Nyumba al conflitto tra diritti in Fratelli di culla, fino ai temi delle dipendenze, delle relazioni e delle condizioni neurodivergenti. Un mosaico narrativo che restituisce la complessità dell’esperienza umana.
Premi e partecipazione del pubblico
La giuria, composta da professionisti del settore e rappresentanti del mondo sanitario e sociale, assegnerà diversi riconoscimenti, tra cui il Premio “Fausto Antonucci” per il miglior cortometraggio e il Premio “Jorge Garcia Badaracco” per il miglior lungometraggio. Accanto a questi, il Premio SAMIFO dedicato alla transculturalità e il Premio Luciano De Feo per l’attenzione ai contenuti scientifici.
Sarà inoltre attiva una giuria popolare, che coinvolgerà direttamente il pubblico, chiamato a votare il proprio film preferito.
Eventi speciali e incontri
Il programma si arricchisce con eventi speciali e incontri dedicati al rapporto tra arte, psicologia e società. Tra questi, l’evento CAREmotions e il gruppo multifamiliare cittadino aperto, oltre a momenti di approfondimento legati al cinema e alla fiction, con la partecipazione di registi, sceneggiatori ed esperti.
Il cinema come strumento di cambiamento
Lo Spiraglio Filmfestival continua a rappresentare un punto di riferimento per chi vuole comprendere e raccontare il mondo della salute mentale attraverso il linguaggio audiovisivo. Non solo una rassegna cinematografica, ma uno spazio di confronto, crescita e sensibilizzazione.
L’obiettivo è chiaro: avvicinare il pubblico a questi temi, ridurre lo stigma e promuovere una cultura della salute mentale più consapevole e inclusiva. Un percorso che passa attraverso il potere delle immagini, capace di emozionare, far riflettere e, soprattutto, creare connessioni.
