Lemmy, l’eterno simbolo del rock

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Auguri a Lemmy, l'ex leader dei Motorhead avrebbe compiuto 74 anni

Diventare un simbolo è difficile. Portarlo avanti in oltre 40 anni di carriera ancora di più. Ma come ben si sa l’arte segue delle regole a se’ stanti, senza fin troppi cervellotici tecnicismi o chissà quali paranoie. Lemmy era per dire cosi’, naturale come l’arte ed istrionico come i più grandi performer. Fino alla sua morte non ha mai dimenticato il suo dannatamente essere artistico nella sua essenza rock’n’roll. Non ha mai smesso di essere il simbolo trasgressivo che, dai tempi degli Hawkwind, aveva delineato la forma perfetta della rockstar, con il benestare di altre leggende come Mick Jagger o Sid Vicious. La vita incredibile di Lemmy, impensabile per qualunque essere umano, non ha mai dimenticato anche di un aspetto tanto importante quanto bistrattato: la ricerca della purezza e dell’essenzialità del rock.

Oggi ripercorriamo la carriera dell’ex fondatore de Motorhead, scomparso nel 2015, che oggi avrebbe compiuto 74 anni.

Nato la Vigilia di Natale del 1945 a Burlsem – nello Staffordshire (Inghilterra) – fin dagli albori degli anni Sessanta si è avvicinato al mondo della musica, iniziando a sondare i territori del rock con gruppi come Rainmakers e i Motown Sect. A 17 anni la sua vita già può definirsi “unica”: Lemmy infatti ha un figlio con una ragazza di Manchester. Quest’evento lo segna particolarmente, dato che per forza di cose è costretto a seguirla, non dimenticando ovviamente la musica.

Nel 1972 arriva la prima grande esperienza in una delle band cardine del rock psichedelico, gli Hawkwind. Con la band di Dave Brock Lemmy pubblica ben 4 dischi, prima di essere sbattuto fuori per essere stato arrestato durante un tour per possesso di sostanze stupefacenti.

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Lemmy & Ozzy

Lemmy però non si abbatte, anzi da quest’esperienza ne trarrà solo giovamento: la scelta di creare una nuova band non sarà solo una scelta fondamentale della sua vita, ma anche per l’allora nascente heavy metal e per molte delle sue sfumature. I Motorhead infatti sono stati, e sono tutt’ora, un simbolo dell’hard’n’heavy con oltre 30 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Basti pensare a lavori come Bomber, Overkill o Iron Fist, o a brani come “Love me like a reptile”, la stra-osannata “The Ace of Spades” e “Killed By Death“. Canzoni iconicamente rappresente al meglio, con quel suo modo di suonare il basso (ricordiamo che agli inizi era un chitarrista) e di cantare con il microfono ben messo in alto. Questi modi di porsi, anche abbastanza normali per uno come Lemmy, hanno dettato dei parametri essenziali diventati intoccabili e anche imitati. L’ultimo album pubblicato dalla band risale pochi mesi prima della scomparsa del suo leader, ed è intitolato Bad Magic (2015).

L’ex cantante è inoltre è ricordato anche come autore o promotore di alcuni progetti. Nel 1991 è stato protagonista della stesura di testi come “Hellraiser“, “Desire“, “I Don’t Want to Change the World” e “Mama I’m Coming Home” – brani inclusi nell’album “No More Tears” di Ozzy Obourne (1991). Ha poi partecipato nei Probot di Dave Grohl e in brani con Doro, Wendy O Williams, Slash e tanti altri.

La prima formazione dei Motorhaed (1977)

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