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Mugellini Festival 2026: Alberto Ferro e Matteo Costanzo aprono l’undicesima edizione

Domenica 4 ottobre alle 17.30, nella Cappella dei Contadini di Potenza Picena, il concerto inaugurale con il pianista Alberto Ferro e l’esposizione dell’artista Matteo Costanzo. “La materia e lo spirito” è il tema della nuova edizione, in programma ogni domenica fino al 1° novembre.

Musica e arti visive tornano a incontrarsi a Potenza Picena per l’undicesima edizione del Mugellini Festival, una rassegna che negli anni ha costruito la propria identità proprio sul dialogo tra differenti forme artistiche e sulla valorizzazione dei nuovi talenti.

L’inaugurazione è fissata per domenica 4 ottobre alle ore 17.30, nella suggestiva Cappella dei Contadini, con due protagonisti appartenenti a mondi diversi ma accomunati da una forte ricerca espressiva: il pianista Alberto Ferro e l’artista Matteo Costanzo.

Il tema scelto per il 2026 è “La materia e lo spirito”, filo conduttore che accompagnerà concerti, esposizioni e incontri dell’intera manifestazione. La rassegna proseguirà ogni domenica fino al 1° novembre, quando l’edizione si concluderà con un concerto speciale dedicato a Francesco Guccini.

Alberto Ferro, il talento del pianismo italiano

Come da tradizione, il Mugellini Festival affida l’apertura al grande pianismo internazionale. A salire sul palco sarà Alberto Ferro, classe 1996, tra i pianisti italiani della sua generazione ad aver conquistato importanti riconoscimenti sulla scena internazionale.

Ferro ha vinto il Premio Venezia nel 2015 e, nel 2017, ha conquistato il primo premio e il premio del pubblico al Telekom-Beethoven Competition di Bonn. Per i suoi risultati artistici e internazionali ha inoltre ricevuto la Medaglia della Camera dei Deputati.

Oggi è docente di pianoforte al Conservatorio “Franco Vittadini” di Pavia, proseguendo parallelamente l’attività concertistica.

A Potenza Picena proporrà un viaggio attraverso alcune delle trasformazioni più significative della scrittura pianistica europea. Il programma attraverserà epoche e sensibilità differenti, da Beethoven e Mendelssohn fino a Skrjabin e Debussy, seguendo il passaggio dal classicismo al romanticismo e arrivando alle nuove possibilità espressive sviluppate alle soglie del Novecento.

Ad accompagnare il pubblico nella lettura del percorso musicale sarà il musicologo Nicolò Rizzi.

Matteo Costanzo, tra materia e nuovi linguaggi

Alla musica farà da contrappunto la ricerca visiva di Matteo Costanzo, artista nato a Roma nel 1985 e formatosi nelle Marche.

La sua ricerca attraversa pittura, scultura, performance e linguaggi digitali, mettendo in relazione materiali e tecniche differenti. Un percorso che guarda al rapporto contemporaneo con le immagini e con le nuove forme della narrazione artistica.

Costanzo è il vincitore dell’edizione 2025 del Premio Pannaggi – Nuove Generazioni, riconoscimento dedicato ai giovani artisti marchigiani under 40.

La sua esposizione sarà presentata da Paola Ballesi, storica e critica d’arte, già docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e all’Accademia di Brera, nonché presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi.

Un dialogo tra le arti

La scelta di affiancare un concerto pianistico a un’esposizione d’arte contemporanea interpreta perfettamente la vocazione del Mugellini Festival: creare uno spazio nel quale discipline differenti possano incontrarsi e generare nuove prospettive.

La musica diventa così parte di un’esperienza più ampia, nella quale il suono dialoga con la materia, l’immagine e lo spazio.

All’appuntamento inaugurale prenderà parte anche la Fondazione Riccardo Messi, nel segno di una comune attenzione alla valorizzazione delle nuove generazioni artistiche.

«Il Mugellini Festival offre da sempre con orgoglio a giovani musicisti e artisti di nuova generazione uno spazio qualificato di confronto con il pubblico e di dialogo tra le arti, mettendoli allo stesso tempo in relazione con professionisti e personalità che hanno già costruito percorsi rilevanti», dichiarano i direttori artistici Lorenzo Di Bella e Mauro Mazziero.

Il programma del Mugellini Festival 2026

L’appuntamento del 4 ottobre inaugura un calendario che accompagnerà il pubblico per tutte le domeniche di ottobre, con concerti, esposizioni e momenti di approfondimento.

Il percorso dell’undicesima edizione culminerà domenica 1° novembre con un concerto speciale dedicato a Francesco Guccini.

Il Mugellini Festival rientra nella programmazione di Mugellini Vision 2026, progetto promosso dal Centro Culturale APS, realtà attiva dal 2007 nel territorio marchigiano e tra i soggetti sostenuti dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura.

Con “La materia e lo spirito”, il Mugellini Festival rinnova dunque un percorso nel quale la musica e le arti visive non vengono semplicemente accostate, ma diventano linguaggi capaci di dialogare tra loro. Un viaggio attraverso il talento delle nuove generazioni e la possibilità, sempre attuale, di guardare all’arte come spazio di incontro, ricerca e scoperta.

Eventi in Jazz: gli Area Open Project in concerto a Busto Arsizio

Sabato 10 ottobre al Teatro Sociale di Busto Arsizio il progetto guidato da Patrizio Fariselli riporta sul palco lo spirito degli Area, tra jazz, rock, improvvisazione e avanguardia. La rassegna prosegue fino al 20 novembre tra Busto Arsizio e Castellanza.

Dopo l’apertura dedicata a Franco Cerri, Eventi in Jazz entra nel vivo con uno degli appuntamenti più attesi della nuova edizione. Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 21, il Teatro Sociale di Busto Arsizio ospiterà gli Area Open Project, formazione che raccoglie l’eredità musicale di una delle esperienze più originali e radicali della musica italiana.

La rassegna, diretta artisticamente da Mario Caccia, patron della casa discografica Abeat Records, è in programma dal 2 ottobre al 20 novembre tra Busto Arsizio e Castellanza, con un cartellone che mette in dialogo protagonisti della scena jazz italiana e internazionale, attraversando linguaggi differenti e contaminazioni musicali.

Area Open Project, quando la musica supera i confini

Sul palco del Teatro Sociale saliranno Claudia Tellini alla voce, Patrizio Fariselli alle tastiere, composizioni e arrangiamenti, Stefano Fariselli al sax, clarinetto basso e flauto, Marco Micheli al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria.

È una formazione che guarda direttamente alla storia degli Area, gruppo fondato negli anni Settanta da Demetrio Stratos, Giulio Capiozzo, Patrizio Fariselli e Paolo Tofani, diventato uno dei simboli della ricerca musicale italiana.

Gli Area hanno costruito un linguaggio capace di mettere in comunicazione jazz, rock, improvvisazione, musica contemporanea, avanguardia e tradizioni mediterranee, trasformando la contaminazione in una vera cifra artistica.

Ed è proprio quello spirito a essere ancora oggi al centro degli Area Open Project. Non una semplice riproposizione nostalgica del passato, ma la volontà di mantenere viva una ricerca musicale che continua a parlare al presente.

Il repertorio attraversa la stagione di Arbeit macht frei, Crac! e Caution Radiation Area, album che hanno segnato una pagina irripetibile della musica italiana e che ancora oggi conservano una forte capacità di sorprendere.

Una musica ancora sorprendentemente attuale

La forza del progetto sta proprio nel rapporto tra memoria e contemporaneità. La musica degli Area non viene trattata come un reperto da conservare, ma come un patrimonio da rimettere in movimento attraverso l’improvvisazione, l’energia del rock e la libertà espressiva del jazz.

In questo senso, la presenza di Patrizio Fariselli, componente storico degli Area, rappresenta un elemento centrale del progetto. La sua esperienza dialoga con quella degli altri musicisti per costruire un concerto nel quale le composizioni del passato possono assumere nuove forme.

Una scelta perfettamente coerente con la filosofia di Eventi in Jazz, che anche in questa edizione propone concerti capaci di raccontare la tradizione senza rinunciare alla ricerca e alla contaminazione.

Eventi in Jazz, un viaggio tra jazz, swing e contaminazioni

Dopo il concerto degli Area Open Project, il calendario proseguirà sabato 17 ottobre al Teatro Sociale di Busto Arsizio con Ray Gelato, affiancato da Vik & The Doctors of Jive, dalle Ladies in Tune e dal ballerino di tip tap Tommaso Maria Parazzoli. Una serata dedicata allo swing e alle atmosfere degli anni Quaranta.

Martedì 20 ottobre, il festival si sposterà a Castellanza, al Cinema Teatro Dante, per il concerto del Davide Pannozzo Trio feat. Etienne Stadwijk & Steve Ferrone. Il chitarrista italoamericano sarà affiancato dal tastierista Etienne Stadwijk e da Steve Ferrone, batterista che ha collaborato nel corso della sua lunga carriera con numerosi protagonisti della musica internazionale.

Venerdì 30 ottobre sarà invece dedicato a Emilio Soana, con un concerto-tributo affidato alla Simply Bop Big Band e a numerosi musicisti della scena jazz italiana.

La rassegna si chiuderà venerdì 20 novembre al Teatro Sociale di Busto Arsizio con lo Chicco Gussoni Quartet, appuntamento spin-off a ingresso con libera donazione.

Tutte le informazioni sul concerto degli Area Open Project

Eventi in Jazz – Area Open Project
📅 Sabato 10 ottobre 2026
📍 Teatro Sociale, via Dante 20, Busto Arsizio (Varese)
🕘 Inizio ore 21

Sul palco:

  • Claudia Tellini – voce
  • Patrizio Fariselli – tastiere, composizioni e arrangiamenti
  • Stefano Fariselli – sax, clarinetto basso e flauto
  • Marco Micheli – contrabbasso
  • Walter Paoli – batteria

Il biglietto è di 12 euro, con ridotto a 10 euro per i giovani tra 20 e 26 anni; per gli under 20 è previsto l’ingresso gratuito previa prenotazione. È inoltre disponibile un abbonamento ai cinque concerti principali al costo di 48 euro.

Con gli Area Open Project, Eventi in Jazz porta dunque a Busto Arsizio una musica nata dalla ricerca e dalla libertà, capace di attraversare generazioni e linguaggi. Una musica che, a oltre cinquant’anni dalla nascita degli Area, continua a interrogare il pubblico e a dimostrare quanto possa essere vivo il confine tra jazz, rock e sperimentazione.

Mugellini Festival 2026: Alberto Ferro e Matteo Costanzo aprono l’undicesima edizione

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Musica e arti visive si incontrano nel segno delle nuove generazioni. È questo lo spirito con cui prende il via l’undicesima edizione del Mugellini Festival, la rassegna che torna a Potenza Picena con un programma dedicato al dialogo tra discipline artistiche e alla valorizzazione dei giovani talenti.

L’inaugurazione è in programma domenica 4 ottobre alle 17.30, nella suggestiva Cappella dei Contadini di Potenza Picena, con due protagonisti d’eccezione: il pianista Alberto Ferro e l’artista Matteo Costanzo.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “La materia e lo spirito”, un filo conduttore che accompagnerà gli appuntamenti della manifestazione, in programma ogni domenica fino al 1° novembre.

Alberto Ferro, il pianoforte della nuova generazione

Ad aprire il Festival sarà Alberto Ferro, uno dei pianisti italiani della nuova generazione che ha conquistato importanti riconoscimenti sulla scena internazionale.

Nato nel 1996, Ferro ha vinto il Premio Venezia nel 2015 e, nel 2017, il primo premio e il premio del pubblico al Telekom-Beethoven Competition di Bonn. Per i suoi risultati artistici e internazionali ha inoltre ricevuto la Medaglia della Camera dei Deputati.

Attualmente è docente di pianoforte al Conservatorio “Franco Vittadini” di Pavia.

Per il concerto inaugurale di Potenza Picena, Ferro proporrà un percorso attraverso alcune delle principali trasformazioni della scrittura pianistica europea. Il programma attraverserà epoche e linguaggi diversi, da Beethoven e Mendelssohn fino a Skrjabin e Debussy, mettendo in evidenza il passaggio dal classicismo al romanticismo e le nuove possibilità espressive sviluppatesi alle soglie del Novecento.

A guidare il pubblico nell’ascolto sarà il musicologo Nicolò Rizzi.

Matteo Costanzo: la materia diventa linguaggio artistico

Alla musica di Alberto Ferro farà da contrappunto la ricerca visiva di Matteo Costanzo, artista nato a Roma nel 1985 e formatosi nelle Marche.

La sua produzione attraversa pittura, scultura, performance e linguaggi digitali, mettendo in relazione tecniche e materiali differenti. Una ricerca che riflette sul rapporto tra immagini, materia e nuove forme di narrazione contemporanea.

Costanzo è il vincitore dell’edizione 2025 del Premio Pannaggi – Nuove Generazioni, riconoscimento dedicato agli artisti marchigiani under 40.

La sua esposizione sarà presentata da Paola Ballesi, storica e critica d’arte, già docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e all’Accademia di Brera, oltre che presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi.

Un festival dedicato ai nuovi talenti

La scelta di mettere insieme un giovane pianista affermato a livello internazionale e un artista emergente racconta una delle vocazioni principali del Mugellini Festival: offrire alle nuove generazioni uno spazio qualificato di incontro con il pubblico e di confronto tra le arti.

All’appuntamento inaugurale prenderà parte anche la Fondazione Riccardo Messi, nel segno di una comune attenzione alla valorizzazione dei giovani talenti.

«Il Mugellini Festival offre da sempre con orgoglio a giovani musicisti e artisti di nuova generazione uno spazio qualificato di confronto con il pubblico e di dialogo tra le arti, mettendoli allo stesso tempo in relazione con professionisti e personalità che hanno già costruito percorsi rilevanti», dichiarano i direttori artistici Lorenzo Di Bella e Mauro Mazziero.

Il programma fino al 1° novembre

L’appuntamento del 4 ottobre inaugurerà un calendario che accompagnerà il pubblico ogni domenica del mese di ottobre, attraverso concerti, esposizioni e incontri dedicati al rapporto tra musica e arti visive.

La conclusione dell’undicesima edizione è prevista per domenica 1° novembre, con un concerto speciale dedicato a Francesco Guccini.

Il Mugellini Festival rientra nella programmazione di Mugellini Vision 2026, progetto promosso dal Centro Culturale APS, realtà attiva dal 2007 nel territorio marchigiano e tra i soggetti sostenuti dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura.

Con “La materia e lo spirito”, il Festival rinnova così la propria identità: un luogo nel quale la musica incontra l’arte contemporanea e nel quale il talento delle nuove generazioni diventa occasione di dialogo, ricerca e scoperta.

Cigarilla Disonasty, “Cajon” diventa un videofilm surrealista su un’isola deserta

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Quattro brani, dieci minuti di immagini e un’isola “deserta” trasformata nel set di un’avventura surreale. È questo il nuovo progetto dei Cigarilla Disonasty, che dopo la pubblicazione dell’EP Cajon, uscito il 23 settembre 2026, portano la loro musica sullo schermo con un videofilm fuori dagli schemi.

Da mercoledì 30 settembre è disponibile su YouTube “CIGARILLA DISONASTY: CAJON – IL VIDEOFILM”, un unico racconto audiovisivo della durata di circa dieci minuti che racchiude tutti e quattro i brani dell’EP.

Un’isola, quattro storie e un’estate decisamente weird

Il videofilm nasce da un’esperienza reale: alcuni componenti della band e amici hanno trascorso parte dell’estate su un’isola apparentemente deserta. Da qui prende forma un “Summer Bundle” che mescola situazioni vissute, elementi surreali e una buona dose di ironia.

Il risultato è un’avventura tra assi di legno, improbabili indigeni, pesca selvaggia e privatizzazione, costruita attraverso un montaggio che alterna momenti reali e situazioni completamente inventate.

Il filo narrativo segue quello stesso spirito “weird” che caratterizza i quattro brani di Cajon, trasformando l’EP in una storia visiva unica.

Da “Asse” a “Ritornare a piedi”

Il viaggio comincia con “Asse”, dominato da una vera e propria ossessione per i legni. I protagonisti si cimentano così nella costruzione di una capanna rudimentale, con risultati tutt’altro che prevedibili.

Con “Coconut”, invece, l’atmosfera apparentemente tranquilla dell’isola viene sconvolta dall’arrivo di uno yacht privato, dando vita a una situazione che sfocia persino in un sequestro.

Poi arriva “Profumino”, una surreale storia d’amore tra un pescatore e… il proprio pesce. A seguire, la performance di uno strambo indigeno locale, accomunato da una singolare passione per i ricci.

Infine, “Ritornare a piedi” chiude l’avventura con un problema tutt’altro che secondario: dopo essere usciti a pesca, come si torna a casa quando ci si trova su un’isola senza motore e senza vele?

La musica diventa cinema

Il videofilm non si limita quindi a essere una raccolta di videoclip. I quattro brani vengono inseriti all’interno di un’unica narrazione, nella quale musica e immagini procedono insieme e si completano.

È proprio questa scelta a trasformare Cajon in un progetto a 360°, capace di ampliare l’universo sonoro dell’EP attraverso un immaginario visivo altrettanto originale.

«Come definire il videoclip? Qualcosa fra L’Isola del Tesoro e I Pirati dei Caraibi, però fatto meglio», scherzano i Cigarilla Disonasty.

Una definizione volutamente ironica che restituisce bene l’approccio della band: giocoso, surreale e leggero, ma mai privo di una precisa identità.

Chi sono i Cigarilla Disonasty

Nati a Modena dall’incontro musicale tra due fratelli, i Cigarilla Disonasty costruiscono il loro sound attraverso un mix di pop retrò, spirito yéyé e attitudine indie, accompagnato da ritmi tropicali, casse dritte e testi capaci di osservare il presente con ironia.

Il loro universo musicale è fatto di melodie immediate e racconti apparentemente leggeri, nei quali però non manca uno sguardo affilato sulla realtà.

Dal 2021 la band collabora con l’etichetta Talento. Nell’aprile 2025 arriva il primo album, Ritornare a piedi. Nel 2026 seguono il singolo “Chi è”, pubblicato ad aprile, “Uomini gentili”, uscito a giugno, e infine l’EP “Cajon”, pubblicato a settembre.

Ora, con il videofilm, i Cigarilla Disonasty aggiungono un nuovo tassello al loro percorso: quattro canzoni diventano un’unica avventura audiovisiva, trasformando un’estate su un’isola in una piccola storia surreale da guardare fino all’ultimo fotogramma.

The Nameless Ballad: a Lucca Comics & Games 2026 l’horror di Federico Zampaglione arriva nella notte di Halloween

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Il nuovo film di Federico Zampaglione sarà protagonista della sezione Notti Horror con una proiezione speciale il 31 ottobre al Cinema Astra. Nelle sale italiane dal 5 novembre distribuito da Filmclub Distribuzione in collaborazione con Scream Hub

Halloween si prepara a tingersi di nero al Lucca Comics & Games 2026, dove il cinema horror sarà protagonista con la proiezione speciale di The Nameless Ballad, il nuovo film diretto da Federico Zampaglione.

L’appuntamento è fissato per sabato 31 ottobre, proprio nella notte di Halloween, al Cinema Astra di Lucca, nell’ambito della sezione Notti Horror. Alla serata saranno presenti il regista Federico Zampaglione, la cosceneggiatrice Barbara Baraldi, scrittrice e curatrice editoriale di Dylan Dog, e l’attrice protagonista Giglia Marra.

Un appuntamento particolarmente significativo per Zampaglione, che torna dietro la macchina da presa dopo il successo internazionale di The Well, distribuito in 104 Paesi. Con The Nameless Ballad, il regista torna a esplorare il territorio dell’horror attraverso una storia nella quale musica, ossessione, paura e soprannaturale finiscono per intrecciarsi.

Una melodia che arriva dall’oscurità

Prodotto da Michele Protino per Somic Film, in associazione con Minerva Pictures, il film è sceneggiato da Zampaglione insieme a Barbara Baraldi.

Nel cast figurano Jamie Ward, già visto nella seconda stagione di The Gentlemen, Giglia Marra, Alana Boden, Fabrizio Ferracane, Seumas Sargent, Reed Stokes, Sergio Ceglie, Mia Desando e Vincenzo De Michele.

Una formazione internazionale che accompagna una storia costruita intorno a un protagonista tormentato e a un ritorno alle proprie origini.

The Nameless Ballad racconta infatti la vicenda di Sam Gallo, un musicista inglese di 27 anni di origine italiana. La sua carriera è precipitata in una profonda crisi creativa, aggravata dalla dipendenza dai farmaci e dalla pressione esercitata dal suo entourage, che pretende da lui un nuovo successo.

Schiacciato dalle aspettative, Sam decide di tornare in Italia, nei luoghi della propria infanzia. Cerca isolamento e soprattutto l’ispirazione necessaria per ricominciare a comporre.

Ma la casa nella quale si rifugia diventa progressivamente qualcosa di molto diverso da un luogo sicuro.

Qui Sam entra in contatto con oscure presenze, entità che sembrano alimentarsi delle sue paure, della sua angoscia e del suo disperato bisogno di tornare a creare musica. Quello che doveva essere un viaggio verso una possibile rinascita si trasforma così in un incubo sempre più claustrofobico, nel quale il confine tra realtà e soprannaturale si fa progressivamente più fragile.

Da Londra a Lucca

Prima dell’appuntamento italiano, The Nameless Ballad ha avuto la sua prima mondiale sold out alla 26ª edizione del Tubi FrightFest di Londra, all’interno del prestigioso Saturday Night Gala.

Il film ha così incontrato un pubblico internazionale particolarmente attento al cinema di genere, raccogliendo anche diversi commenti positivi dalla critica britannica.

Tra le definizioni dedicate all’opera figurano quella di Projected Figures, che ha parlato di una storia di fantasmi “spaventosa e sempre più disorientante”, mentre The Hollywood News lo ha definito il film più inquietante di Zampaglione. Altri giudizi hanno sottolineato l’atmosfera claustrofobica e la capacità della pellicola di costruire progressivamente una sensazione di inquietudine.

Dopo il passaggio internazionale, dunque, sarà Lucca Comics & Games a offrire al pubblico italiano una nuova occasione per entrare nell’universo di The Nameless Ballad, proprio nella notte simbolo dell’horror.

Federico Zampaglione: “Un desiderio che si avvera”

Per Federico Zampaglione la presenza a Lucca rappresenta anche la realizzazione di un desiderio personale. Il regista ha raccontato con entusiasmo il rapporto che da sempre lo lega alla manifestazione e l’emozione di poter presentare proprio lì il suo nuovo film.

“Il leggendario Lucca Comics & Games è un evento che ho sempre amato e al quale ho sempre desiderato partecipare”, ha dichiarato Zampaglione, sottolineando la felicità di poter condividere questo momento con il pubblico dell’horror.

Il regista ha poi invitato gli spettatori a vivere il nuovo incubo soprannaturale costruito attorno a una melodia che avrebbe dovuto restare nell’oscurità.

Una melodia che, una volta tornata dal passato, sembra destinata a diventare impossibile da dimenticare.

“Ti entra nella testa”, promette Zampaglione.

Quando arriva al cinema

Dopo le anteprime previste in diverse città italiane, The Nameless Ballad arriverà ufficialmente nelle sale italiane dal 5 novembre 2026.

La distribuzione è affidata a Filmclub Distribuzione, in collaborazione con Scream Hub.

L’appuntamento di Halloween al Lucca Comics & Games, dunque, diventa il primo grande incontro italiano con un film che mette insieme cinema horror, musica e soprannaturale, portando ancora una volta Federico Zampaglione dentro quell’universo oscuro che negli ultimi anni ha contribuito a rinnovare l’interesse internazionale verso il genere.

The Nameless Ballad
Regia: Federico Zampaglione
Sceneggiatura: Federico Zampaglione, Barbara Baraldi
Cast: Jamie Ward, Giglia Marra, Alana Boden, Fabrizio Ferracane, Seumas Sargent, Reed Stokes, Sergio Ceglie, Mia Desando, Vincenzo De Michele
Produzione: Somic Film in associazione con Minerva Pictures
Distribuzione italiana: Filmclub Distribuzione in collaborazione con Scream Hub
Uscita nelle sale: 5 novembre 2026
Proiezione speciale: 31 ottobre 2026 – Lucca Comics & Games, Cinema Astra

Premio Cantelli 2026: 19 giovani direttori d’orchestra da 12 Paesi in gara a Novara

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Dal 1° al 4 ottobre torna il Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli”. La XIV edizione riunisce 19 talenti tra i 24 e i 34 anni. Al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la Medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza.

Il futuro della direzione d’orchestra torna protagonista a Novara con la XIV edizione del Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli”, in programma dal 1° al 4 ottobre 2026.

Sono 19 i giovani direttori d’orchestra, provenienti da 12 Paesi e di età compresa tra i 24 e i 34 anni, selezionati tra 200 candidature arrivate da 42 nazioni. I concorrenti si confronteranno sul podio dell’Orchestra Sinfonica di Milano, partner del Premio, davanti a una giuria internazionale presieduta da Donato Renzetti, vincitore della X edizione del Cantelli nel 1980.

A sottolineare il prestigio dell’appuntamento, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha destinato alla XIV edizione la Medaglia del Presidente della Repubblica quale premio di rappresentanza.

Un Premio che ha fatto la storia della direzione d’orchestra

Promosso dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara, il Premio Cantelli porta il nome del grande direttore novarese Guido Cantelli, pupillo di Arturo Toscanini e protagonista della direzione musicale del secondo Novecento.

Il concorso ha alle spalle una storia prestigiosa. Tra i vincitori delle prime edizioni figura infatti Riccardo Muti, che nel 1967 conquistò il Premio e diede avvio a una carriera internazionale destinata a segnare la storia della musica.

L’edizione 2026 assume inoltre un particolare significato perché ricorre nel settantesimo anniversario della scomparsa di Guido Cantelli.

Dopo una pausa di quarant’anni, il Premio è tornato nel 2020 grazie all’impegno della Fondazione Teatro Coccia, riprendendo il proprio percorso di scoperta e valorizzazione dei giovani direttori.

I 19 candidati

I 19 direttori selezionati per la XIV edizione sono:

  • Nicolò Azzena, 33 anni, Italia
  • Maria Bazou, 27 anni, Grecia
  • Sieva Borzak, 29 anni, Italia
  • Jooyoung Florian Chang, 29 anni, Austria
  • Etienne Ferrer, 33 anni, Francia
  • Giovanni Fanizza, 30 anni, Italia
  • Rémi Geniet, 34 anni, Francia
  • Guro Haugli, 32 anni, Norvegia
  • Feifan Jiang, 25 anni, Cina
  • Daniel Seonggeun Kim, 30 anni, Germania
  • Henry Kennedy, 30 anni, Regno Unito
  • Yuta Kobayashi, 29 anni, Giappone
  • Dongjun Lee, 29 anni, Corea del Sud
  • Alexander Mackinder, 30 anni, Regno Unito
  • Mauro Mariani, 33 anni, Italia
  • Alfonso Piacentini, 31 anni, Porto Rico
  • Ondřej Soukup, 31 anni, Repubblica Ceca
  • Arseniy Shkaptsov, 33 anni, Svizzera
  • Marco Orazio Vallone, 24 anni, Italia

Un gruppo internazionale che testimonia la vocazione del Premio alla ricerca di nuovi talenti provenienti da differenti scuole e tradizioni musicali.

Tre giorni di selezioni, poi la finale a Novara

Le prove eliminatorie e semifinali si svolgeranno dall’1 al 3 ottobre presso l’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo.

La finale è invece fissata per domenica 4 ottobre al Teatro Coccia di Novara, in forma di concerto aperto al pubblico. I biglietti sono già disponibili attraverso il sito della Fondazione Teatro Coccia.

I quattro direttori che accederanno alla finale si confronteranno con un programma particolarmente impegnativo, che comprende l’Ouverture dalla Norma di Vincenzo Bellini, il poema sinfonico Don Juan op. 20 di Richard Strauss, la Sinfonia n. 9 in mi minore “Dal nuovo mondo” op. 95 di Antonín Dvořák e la partitura originale vincitrice della Call per compositori.

Quest’anno il riconoscimento è andato al compositore italiano Andrei Octavian Popescu per il brano 4 città invisibili.

Una giuria internazionale

A presiedere la Giuria Principale sarà Donato Renzetti, vincitore del Premio Cantelli nel 1980.

Accanto a lui siederanno rappresentanti di importanti istituzioni musicali internazionali: Roanna Gibson, Concerts & Planning Director della London Philharmonic Orchestra; Didier de Cottignies; Riccardo Frizza, consulente artistico del Premio Cantelli; Patrick Fournillier, direttore musicale dell’Opera Nazionale di Varsavia; Cristina Rocca, Vice President, Artistic Planning della Chicago Symphony Orchestra; Corrado Rovaris, direttore musicale dell’Opera Philadelphia; e Ryuichiro Sonoda, direttore artistico della Fujisawa City Opera e direttore principale della Pacific Philharmonia Tokyo.

Alla Giuria Principale si affiancheranno inoltre la Giuria della Critica, la Giuria del Management e delle Agenzie, la Giuria della Città e la Giuria degli Amici del Teatro Coccia.

La Giuria Giovani e il Premio Empatia

Particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni con la Giuria Giovani – Empatia.

Ne fanno parte 13 ragazze e ragazzi tra i 13 e i 24 anni, giovani musicisti e appassionati chiamati ad assegnare il Premio Empatia.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla musica classica, offrendo loro uno spazio concreto di ascolto, confronto e valutazione. La loro presenza affianca quella delle giurie professionali e rafforza il legame del Premio con il pubblico più giovane.

Le attività delle diverse giurie sono sostenute da Fondazione Comunità Novarese, Mirato, Mariella Enoc e Nuova Assistenza.

Nove premi nella serata finale

Saranno complessivamente nove i premi assegnati durante la serata conclusiva del 4 ottobre.

Il Primo Premio, sostenuto dalla Fondazione Banca Popolare di Novara, ammonta a 12.000 euro. Il Secondo Premio, sostenuto da ArteKasa, è di 8.000 euro, mentre il Terzo Premio, sostenuto da Comoli Ferrari, ammonta a 5.000 euro.

Sono inoltre previsti:

  • Premio Giuria della Critica: 2.000 euro;
  • Premio Giuria delle Agenzie – Management: 2.000 euro;
  • Premio Giuria Giovani – Empatia: 2.000 euro;
  • Premio della Città: 1.500 euro;
  • Premio Giuria Amici del Teatro Coccia: 1.500 euro;
  • Premio dell’Orchestra, assegnato dai professori dell’Orchestra Sinfonica di Milano.

L’Associazione Patron del Premio Cantelli e CM di Claudio Mazzucchelli sostengono inoltre la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica di Milano all’edizione 2026.

La Call per compositori

All’interno del progetto trova spazio anche la Call per Compositori, che prevede un premio di 3.000 euro, sostenuto da Techbau.

La commissione tecnica, presieduta dalla direttrice artistica del Premio Corinne Baroni e composta dai compositori Alberto Cara, Cristian Carrara e Marco Taralli e dal direttore d’orchestra Alessandro Calcagnile, ha selezionato la partitura vincitrice.

Il brano 4 città invisibili di Andrei Octavian Popescu sarà eseguito durante la finale e pubblicato da Sconfinarte.

Un ponte tra tradizione e futuro

Il Premio Internazionale di Direzione d’Orchestra “Guido Cantelli” fa parte della World Federation of International Music Competitions, la principale rete internazionale di istituzioni impegnate nella scoperta e nella promozione dei nuovi talenti musicali.

L’edizione 2026 rinnova così una tradizione nata per ricordare Guido Cantelli e, allo stesso tempo, guarda al futuro della musica attraverso una nuova generazione di direttori.

Dal 1° al 4 ottobre, il podio diventerà il punto d’incontro tra scuole musicali internazionali, grandi orchestre, professionisti del settore e giovani talenti. La proclamazione del vincitore avverrà il 4 ottobre al Teatro Coccia di Novara, al termine del concerto finale aperto al pubblico.

Main Sponsor della XIV edizione del Premio Cantelli è Intesa Sanpaolo.

Allo Sbagliato, nasce a Milano il locale che non c’era con la direzione creativa di Marco Mengoni

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Un nuovo spazio milanese, un cartellone di sette settimane e una regola destinata a cambiare il modo di vivere lo spettacolo: niente foto e niente video. Si chiama Allo Sbagliato e la direzione creativa è affidata a Marco Mengoni.

Dopo aver conquistato palchi, stadi e arene in Italia e in Europa, Marco Mengoni si prepara a esplorare un territorio completamente nuovo. Il cantautore diventa infatti direttore creativo di Allo Sbagliato, una nuova venue milanese pensata come uno spazio fuori dagli schemi, costruito intorno a un’idea precisa: essere volutamente “sbagliato”.

Il progetto arriva pochi giorni dopo il riconoscimento che ha premiato Mengoni come l’artista con il maggior numero di biglietti venduti nel 2025. Un risultato che si aggiunge a un tour capace di raccogliere oltre 670mila spettatori tra stadi, palazzetti italiani e arene europee.

Questa volta, però, Mengoni non sarà soltanto sul palco. Sarà dall’altra parte della scena, chiamato a scegliere, immaginare e costruire l’identità di un luogo che vuole rompere i consueti codici del club musicale.

Allo Sbagliato: un nome che è già un manifesto

Il nome dice già molto del progetto. Sbagliato è ciò che non segue le regole consuete, ciò che sorprende, spiazza e modifica le aspettative.

Per Marco Mengoni, “sbagliato” è tutto ciò che non è canonico: una scelta inattesa, un dettaglio fuori posto, qualcosa che prende una direzione diversa da quella prevista.

È proprio questo il filo conduttore di Allo Sbagliato, una venue definita “grande il giusto”, nella quale anche l’architettura e l’allestimento sono stati concepiti per ribaltare i codici estetici tradizionali dei locali musicali.

Una scelta che riguarda non soltanto l’aspetto dello spazio, ma anche il modo in cui il pubblico sarà chiamato a viverlo.

Marco Mengoni dall’altra parte della scena

La nuova direzione creativa rappresenta una fase inedita nel percorso professionale di Mengoni.

Il progetto era stato anticipato da un trailer costruito attorno alla parola “sbagliato”, elemento ricorrente in una serie di situazioni quotidiane nelle quali l’artista decide di non seguire ciò che gli viene indicato come “giusto”.

Dalla ginnastica al fitting, dal bar alla riunione con il suo staff, Marco si trova davanti a una serie di situazioni nelle quali sceglie consapevolmente di cambiare le regole, fino alla dichiarazione: “Io questa volta lo voglio fare SBAGLIATO”.

Ed è proprio questa filosofia a diventare il punto di partenza della nuova avventura milanese.

Sette settimane oltre la musica

Uno degli elementi più caratterizzanti di Allo Sbagliato sarà il cartellone lungo sette settimane.

A scegliere gli appuntamenti sarà lo stesso Mengoni, seguendo gusti, curiosità e preferenze personali. Non ci saranno soltanto protagonisti del mondo musicale, ma anche artisti e personalità appartenenti ad altri ambiti, amici e persone che il direttore creativo considera interessanti.

Una selezione che riflette anche la curiosità di Mengoni verso mondi apparentemente lontani dalla propria comfort zone.

Il risultato sarà quindi un programma trasversale, nel quale la musica rappresenterà soltanto una parte dell’esperienza.

Vietato fotografare e filmare

La vera rivoluzione di Allo Sbagliato, però, riguarda il rapporto con gli smartphone.

Nel nuovo locale non sarà possibile fotografare o registrare ciò che accade durante le serate. Le fotocamere dei dispositivi saranno quindi inutilizzabili all’interno dello spazio.

L’obiettivo è restituire centralità al momento presente.

Niente contenuti da condividere immediatamente sui social, niente video da riguardare sul telefono, nessuna corsa a documentare quello che sta accadendo.

Il pubblico sarà invitato semplicemente a vivere la serata e a portare con sé, una volta uscito, il ricordo di un’esperienza unica.

Una scelta che ribalta una delle abitudini più radicate nell’intrattenimento contemporaneo: quella di trasformare ogni evento in un contenuto digitale.

Un luogo costruito per sorprendere

Anche la struttura scenica di Allo Sbagliato nasce con l’intento di rompere le convenzioni.

Lo spazio è stato progettato e arredato secondo una logica volutamente non canonica, con una struttura scenica inedita che modifica la percezione abituale di un club musicale.

Il pubblico, dunque, non troverà semplicemente un nuovo locale, ma un ambiente nel quale spazio, artisti e spettatori diventano parte della stessa esperienza.

Il concetto di “sbagliato” diventa così una forma di libertà creativa: uscire dagli schemi per provare qualcosa di diverso.

Marco Mengoni, una carriera da oltre tre miliardi di stream

La nuova esperienza arriva nel pieno di una carriera costruita in 17 anni.

Marco Mengoni conta oltre 3 miliardi di stream audio e video, 86 dischi di platino, 8 album in studio e 10 tour live tra Italia ed Europa.

Nel suo percorso figurano anche due vittorie al Festival di Sanremo e due partecipazioni all’Eurovision Song Contest in rappresentanza dell’Italia.

Numeri che raccontano il percorso di uno degli artisti più riconoscibili della musica italiana contemporanea e che ora si arricchiscono di una nuova esperienza professionale.

Con Allo Sbagliato, Mengoni cambia prospettiva: non soltanto interprete e autore sul palco, ma curatore di un luogo, di un programma e di un’esperienza collettiva.

E forse è proprio questo il senso del progetto: per una volta, fare le cose “sbagliate” può significare semplicemente avere il coraggio di farle in modo diverso.

Instagram: @allosbagliato

Photogame – Autoritratto di un’Ossessione: il thriller di Alex Ruzzi arriva al cinema

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Stefano Pesce, Anne Consigny, Clara Ponsot ed Elisa Visari protagonisti dell’opera prima di Alex Ruzzi. Il film, tra intelligenza artificiale, fotografia, desiderio e identità, sarà nelle sale dal 1° ottobre 2026.

Un gioco virtuale nato quasi per caso, una passione per la fotografia riscoperta dopo anni e un uomo che, nel tentativo di sfuggire alla propria quotidianità, finisce per mettere in discussione tutto ciò che ha costruito.

È questo il cuore di “Photogame – Autoritratto di un’Ossessione”, thriller psicologico diretto da Alex Ruzzi, che arriverà nelle sale italiane dal 1° ottobre 2026 distribuito da L’AltroFilm di Louis Nero.

Il film, presentato come opera prima di Ruzzi, è prodotto da Photogame Srl con Giorgio Barchietto alla produzione e nasce da un soggetto dello stesso Barchietto. La sceneggiatura è firmata da Nina Monica Scalabrin, Alex Ruzzi e Franco Ferrini.

Un cast tra cinema italiano e internazionale

A guidare il cast è Stefano Pesce, affiancato da Anne Consigny, Clara Ponsot ed Elisa Visari.

Il film comprende inoltre nel cast Riccardo Eggshell, Gloria Anselmi, Gian Sessarego, Leda Kreider, Sebastiano Farci, Erika Franceschini, Alice Lepidio, Danni Sampaio e Lígia Vieira.

La fotografia è di Mario Sposito, il montaggio di Pietro D’Onofrio, mentre le musiche sono firmate da Giovanni Piccardi, Thijs De Vlieger e Fabio Dreamon.

Il film è stato girato tra Biella e Venezia, due luoghi che diventano parte integrante del percorso narrativo del protagonista.

Luca e la riscoperta della fotografia

Al centro della storia c’è Luca, un influente imprenditore biellese di mezza età che ha raggiunto il successo economico e una posizione rispettata nell’alta borghesia di provincia.

Dietro quella vita apparentemente solida, però, si nasconde il peso di una quotidianità diventata prevedibile.

Per cercare una via di fuga, Luca decide di recuperare una vecchia passione giovanile: la fotografia.

Da questa scelta nasce un nuovo progetto professionale nel mondo della moda, un atelier nel quale entrano fotografi e modelle. È proprio in questo nuovo ambiente che Luca scopre casualmente Photogame, un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale.

Quello che inizialmente appare come un gioco affascinante diventa progressivamente qualcosa di molto più complesso e pericoloso.

Photogame introduce provocazioni, sfide e dinamiche trasgressive che finiscono per coinvolgere sempre più profondamente Luca e le persone che lo circondano. La realtà e il gioco iniziano così a confondersi.

Il ritorno di Lucrezia

La situazione precipita quando nella vita di Luca ricompare Lucrezia, una vecchia fiamma che appartiene al suo passato.

La donna gli chiede di introdurre nel mondo della moda Marta, la giovane figlia. L’incontro riapre una relazione mai realmente conclusa e porta Luca a confrontarsi con desideri, rimpianti e possibilità che sembravano ormai appartenere a un’altra vita.

Il matrimonio con Elvira entra progressivamente in crisi, mentre Luca e Lucrezia riscoprono un sentimento che sembrava ormai sepolto.

I due progettano anche una sfilata a Venezia, sull’Isola di Poveglia, luogo carico di suggestioni e leggende.

Ma nel frattempo Photogame ha assunto un ruolo sempre più centrale.

Quello che Luca pensava di poter controllare finisce per controllare lui.

Intelligenza artificiale e identità

È proprio il rapporto tra realtà e mondo virtuale uno degli elementi centrali del film.

Photogame utilizza l’intelligenza artificiale come punto di partenza per raccontare una storia che mette insieme identità, desiderio, immagine, manipolazione e potere.

La tecnologia non viene quindi presentata soltanto come uno strumento, ma come un elemento capace di amplificare desideri e fragilità già presenti nei personaggi.

La stessa scheda del Massaua Cityplex definisce il film un thriller psicologico che affronta temi contemporanei come intelligenza artificiale, identità, desiderio, manipolazione e il confine sempre più sottile tra realtà e immagine.

Le parole del regista Alex Ruzzi

Per Alex Ruzzi, “Photogame – Autoritratto di un’Ossessione” è soprattutto un viaggio nella fragilità dell’essere umano contemporaneo.

“Photogame – Autoritratto di un’Ossessione è un’immersione nella fragilità dell’essere in un’epoca che mercifica l’identità e misura il valore umano attraverso potere, ricchezza ed immagine”.

Il regista racconta una struttura narrativa costruita su due piani destinati progressivamente a incontrarsi: da una parte le relazioni personali, dall’altra il gioco virtuale.

Photogame diventa così lo specchio attraverso cui Luca si confronta con le proprie ambizioni e con le proprie fragilità, fino a perdere il controllo della situazione.

Due anteprime con il cast

Prima dell’arrivo ufficiale nelle sale sono previste due anteprime dedicate al film.

La prima si terrà lunedì 28 settembre alle ore 21.00 al Cinema Adriano di Roma, mentre la seconda è in programma mercoledì 30 settembre a Torino.

Il Massaua Cityplex indica per il 30 settembre l’appuntamento alle 21.00 con incontro con il cast, confermando la presenza di Stefano Pesce, Anne Consigny, Clara Ponsot, Elisa Visari e Sebastiano Farci.

Photogame al cinema dal 1° ottobre

Il film sarà quindi disponibile nelle sale italiane dal 1° ottobre 2026.

Con una durata indicata tra i 100 e i 110 minuti nelle diverse schede cinematografiche, Photogame – Autoritratto di un’Ossessione si presenta come un thriller che utilizza il mondo della fotografia e della moda per entrare in una dimensione più intima: quella di un uomo convinto di poter controllare il proprio desiderio e un gioco che, poco alla volta, finisce per sfuggirgli di mano.

Una storia in cui l’immagine non è più soltanto ciò che mostriamo agli altri, ma può diventare anche il luogo nel quale rischiamo di perderci.

Lucca Effetto Cinema 2026: performance, cosplay e Post Credits trasformano il centro storico

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Sabato 26 settembre il centro storico di Lucca diventa un grande set cinematografico a cielo aperto. Tra performance, cosplay, teatro, danza, musica e il dj set dei Miscela, la XIV edizione accompagna il pubblico dentro l’immaginario della settima arte.

Il cinema esce dallo schermo e invade le strade di Lucca. Sabato 26 settembre 2026, a partire dalle ore 19, torna Lucca Effetto Cinema, giunto alla sua XIV edizione, trasformando il centro storico della città in un grande set cinematografico a cielo aperto.

L’evento, diretto artisticamente da Irene Passaglia, affiancata da Riccardo Santabarbara, è realizzato dal Lucca Film Festival in collaborazione con il Comune di Lucca e la Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest. L’appuntamento inaugura inoltre la XXII edizione del Lucca Film Festival, in programma dal 26 settembre al 4 ottobre.

Lucca diventa un set cinematografico

Per una notte, vie, piazze, locali e attività del centro storico cambieranno volto grazie a performance teatrali e di danza, musica, recitazione, scenografie e installazioni.

Le esibizioni, della durata di circa 5-10 minuti e riproposte a intervalli regolari, saranno organizzate in diverse aree tematiche dedicate ai grandi generi cinematografici: horror, thriller, animazione, musical, commedia, drammatico, guerra, fantascienza, fantasy e western.

Il pubblico potrà quindi costruire liberamente il proprio percorso attraverso la città, passando da un genere all’altro e incontrando interpreti e performer nei luoghi più diversi.

L’obiettivo è trasformare Lucca in una vera e propria geografia cinematografica, nella quale il cinema non viene semplicemente proiettato, ma vissuto attraverso il corpo, la musica e lo spazio urbano.

Debutta il LEC Cosplay Movie Contest

Tra le novità più importanti dell’edizione 2026 c’è il LEC Cosplay Movie Contest, realizzato in collaborazione con EveryNerd Italia APS e ACSI – Associazione Centri Sportivi Italiani.

Per la prima volta il cosplay entra nel programma di Lucca Effetto Cinema con una caratteristica precisa: i costumi dovranno essere ispirati a un film o a una specifica versione cinematografica di un personaggio.

Il contest è dedicato ai maggiorenni e ogni partecipante avrà a disposizione tre minuti per presentare davanti alla giuria la propria interpretazione, mettendo insieme costume, presenza scenica e performance.

Le iscrizioni si chiudono il 22 settembre 2026.

Una nuova dimensione che amplia la formula della manifestazione e crea un ponte tra il mondo delle performance dal vivo e quello dei personaggi cinematografici.

Post Credits: quando finiscono le performance, comincia la notte

La grande novità della serata sarà anche POST CREDITS – The story ends. The night begins., il main event realizzato in collaborazione con la Scuola IMT Alti Studi Lucca.

Quando le performance diffuse nel centro storico inizieranno a concludersi, il pubblico sarà invitato a convergere in Piazza San Francesco.

Alle 21:30 è previsto il talk “Prendersi cura delle parole. Quinto potere, libertà di espressione e ricerca”, con Fabian Konopka ed Elena Miscischia, dottorandi della Scuola IMT Alti Studi Lucca, insieme alla giornalista e critica cinematografica Chiara Nicoletti.

Il confronto affronterà il rapporto tra parole, ricerca, informazione, libertà di espressione e costruzione del dibattito pubblico.

Dalle 22, invece, il linguaggio cambia e lascia spazio alla musica con il DJ set dei Miscela, collettivo e concept club itinerante toscano caratterizzato da sonorità elettroniche e influenze Y2K, UK Garage, HardGroove e Drum and Bass.

I premi di Lucca Effetto Cinema

Le performance del 26 settembre saranno valutate da una giuria di professionisti del cinema, del teatro e rappresentanti istituzionali.

Tra i riconoscimenti ci saranno il Premio Miglior Performance, del valore di 500 euro, e il Premio Miglior Scenografia. I premi saranno consegnati sabato 3 ottobre durante le premiazioni del Lucca Film Festival.

La manifestazione avrà poi un ulteriore appuntamento il 4 dicembre 2026 al Teatro San Girolamo, con una serata speciale di premiazione a ingresso gratuito realizzata in collaborazione con il Teatro del Giglio Giacomo Puccini.

In quell’occasione torneranno sul palco i performer e le compagnie selezionate come finalisti. Saranno inoltre assegnati ulteriori riconoscimenti, tra cui Miglior Attore, Miglior Attrice, Miglior Fedeltà Cinematografica, Miglior Interazione con il Pubblico e Premio del Pubblico.

Salotto LEC diventa itinerante

Lucca Effetto Cinema non si fermerà alla notte del 26 settembre.

Dal 29 settembre al 2 ottobre tornerà infatti Salotto LEC, il format dedicato alle conversazioni sul cinema e nato nel 2025.

Per il 2026 il progetto cambia formula e diventa itinerante, portando incontri e conversazioni direttamente nei locali del centro storico, con appuntamenti ospitati in particolare da 11:11 e Angolo 9.

Un modo per prolungare l’esperienza della manifestazione anche nei giorni successivi e creare un rapporto ancora più diretto tra il festival, i suoi ospiti e la città.

Il cinema come esperienza collettiva

Lucca Effetto Cinema rappresenta uno dei momenti più partecipati del programma del Lucca Film Festival e, anche nel 2026, punta sulla collaborazione tra istituzioni, associazioni, artisti, attività commerciali e pubblico.

La manifestazione coinvolge infatti compagnie teatrali e di danza, performer, associazioni, negozi, hotel e pubblici esercizi del centro storico, chiamati a diventare parte integrante della narrazione.

Il risultato è un evento nel quale il cinema diventa spazio, movimento e incontro. Non più soltanto qualcosa da guardare davanti a uno schermo, ma un’esperienza da attraversare camminando per le vie della città.

E proprio questa è la particolarità di Lucca Effetto Cinema: per una notte, il centro storico di Lucca non fa semplicemente da sfondo al cinema. Diventa il cinema.

Il programma ufficiale del Lucca Film Festival conferma per sabato 26 settembre l’appuntamento con Lucca Effetto Cinema nel centro storico, seguito alle 21:30 dal main event e dal DJ set dei Miscela.

Greta Van Fleet, esce “Tear It Down”: il nuovo singolo anticipa “Palace for the People”

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Il brano, disponibile dal 18 settembre, è il terzo estratto dal quinto album in studio della band, in uscita il 9 ottobre

I Greta Van Fleet tornano con nuova musica. Dal 18 settembre 2026 è disponibile “Tear It Down”, il nuovo singolo della band rock vincitrice di un GRAMMY® Award, che anticipa l’atteso album “Palace for the People”, in uscita il 9 ottobre.

Il brano arriva dopo i precedenti singoli “Play Your Games” e “Saw You Stand” e aggiunge un nuovo tassello al percorso che conduce al prossimo progetto discografico del quartetto di Frankenmuth, Michigan. “Tear It Down” unisce un riff potente e immediatamente riconoscibile a una dimensione più introspettiva, con Josh Kiszka che riflette sulla ricerca di risposte e sulla difficoltà di trovare un punto di riferimento in un mondo sempre più rumoroso.

“Tear It Down”, tra energia rock e introspezione

Il nuovo singolo conferma la capacità dei Greta Van Fleet di muoversi tra la forza del rock e una scrittura più personale. Il brano parte da un’impronta chitarristica decisa per svilupparsi verso un ritornello più ampio e coinvolgente, nel quale il tema della costruzione e della distruzione diventa una metafora del percorso umano.

È un approccio che ritroveremo in “Palace for the People”, album nel quale la band esplora temi come umanità, connessione, resilienza e trascendenza, mantenendo al centro la propria identità musicale ma aprendosi a una dimensione più ampia e contemporanea.

Il disco è stato registrato in Tennessee nella primavera del 2026 e prodotto dalla band insieme a Mike Elizondo, produttore e musicista che ha lavorato, tra gli altri, con Turnstile, Eminem e Fiona Apple. La fase di scrittura è nata anche durante un periodo trascorso in una baita isolata nella natura del Tennessee, lontano dal rumore e dalle pressioni del quotidiano.

La musica come “palazzo”

Il titolo dell’album racchiude una delle idee centrali del nuovo lavoro. Per i Greta Van Fleet la musica è diventata uno spazio nel quale incontrarsi, condividere esperienze e creare una connessione con il pubblico.

«La funzione dell’artista è offrire ciò che l’universo non può offrire», ha spiegato Josh Kiszka, raccontando la filosofia che ha accompagnato la realizzazione del disco. La band voleva creare un album capace di racchiudere avventura, passione, bellezza, immaginazione e anche gli aspetti più ruvidi dell’esperienza umana.

Il risultato è un lavoro che il gruppo descrive come personale e universale allo stesso tempo. Un “palazzo” musicale nel quale poter raccogliere le esperienze accumulate negli anni attraverso viaggi, concerti e incontri in tutto il mondo.

Anche Sam Kiszka, bassista e tastierista, ha sintetizzato il concetto con un’immagine particolarmente significativa: «Ci siamo resi conto che la musica è il nostro palazzo».

Un nuovo capitolo per i Greta Van Fleet

Nati a Frankenmuth, nel Michigan, i Greta Van Fleet sono formati dai fratelli Josh Kiszka alla voce, Jake Kiszka alla chitarra e Sam Kiszka al basso e alle tastiere, insieme al batterista Daniel Wagner.

Dal 2012 il gruppo ha costruito il proprio percorso passando dai piccoli locali del Michigan ai grandi palchi internazionali, fino ai tour nelle arene e negli stadi. Il legame tra i quattro musicisti è rimasto uno degli elementi centrali della loro evoluzione artistica.

“Palace for the People” rappresenta il quinto album in studio della band e arriva come sintesi di questo lungo percorso. Il gruppo promette un lavoro caratterizzato da voci potenti, riff imponenti, assoli di chitarra, atmosfere eteree e una componente sinfonica più marcata.

La tracklist di “Palace for the People”

Il nuovo album sarà composto da 13 brani:

  1. Into the Beginning
  2. Tear It Down
  3. Heart and the Beat
  4. Boughten Bliss
  5. Field of Stars
  6. Play Your Games
  7. Dreams You Hold
  8. Lost in the Golden
  9. Touch Again
  10. Saw You Stand
  11. Heya
  12. Call My Own
  13. Born into This

“Tear It Down” è già disponibile

“Tear It Down” è disponibile sulle principali piattaforme di streaming e rappresenta il terzo assaggio di un album che punta a raccontare una nuova fase della band.

“Palace for the People” sarà pubblicato il 9 ottobre 2026 ed è già disponibile in preorder in diversi formati fisici, tra cui CD e differenti edizioni in vinile.

Con il nuovo album, i Greta Van Fleet tornano così a costruire il proprio spazio musicale: un luogo fatto di rock, ricerca, immaginazione e connessione, nel quale il pubblico è invitato a entrare.