Lady Gaga: l’evoluzione e i cambi di look di una diva del pop

Da diva dance a cowgirl passando per il jazz: tutte le trasformazioni di Lady Gaga nel corso della sua sfavillante carriera.

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Lady Gaga é sicuramente una delle popstar più trasformiste che la musica ci abbia mai regalato. Tornata da poco nelle scene con il suo nuovo album “Chromatica”, Gaga in questi anni ci ha abituato a stili molto cangianti sia per quanto riguarda l’immagine che per quanto riguarda la musica. Si tratta del resto di un personaggio molto chiacchierato, accompagnato spesso da polemiche riguardanti o i look con cui é salita sul palco, o per i contenuti dei suoi video musicali o per accuse di plagio ricevute da altri srtisti (Madonna in primis). Tra i grandissimi successi ottenuti nella sua carriera, le faide portate avanti fra alcuni suoi fan e quelli di altre popstar e le sue incredibili trasformazioni, Lady Gaga é ormai una solida realtà mediatica da più di 10 anni. Ecco qual é stata la sua evoluzione in tutto questo tempo.

Lady Gaga: i primi anni, la The Fame Era

Uno dei live più importanti di Lady Gaga durante la promozione di “The Fame”

Al lancio, Stephanie Germanotta (come tutti) partiva da punti di forza e di debolezza su cui bisognava lavorare. I suoi punti di forza erano: un’ottima estensione vocale, capacità live molto buone, capacità sceniche ottime che potevano essere ben sfruttate sebbene lei non fosse una ballerina professionista e perfino buone capacità di scrittura. Il suo unico punto debole era un timbro non particolarmente riconoscibile: ben poca cosa rispetto ai tanti punti di forza, ma non se consideriamo che tanti artisti che oltre al timbro hanno poco sono riusciti a diventare superstar solo in virtù di una voce riconoscibile. Per ovviare a questo, Gaga fu lanciata con un personaggio di grandissimo impatto, con costumi molto eccentrici e futuristici e video enigmatici: una mossa sicuramente vincente.

Come stile musicale fu scelto un misto fra dance ed electro-pop dai ritornelli infettivi e molto potenti, in cui la voce di Gaga usciva fuori a tratti naturale ed a tratti artefatta. Il lavoro compositivo e di produzione fatto per l’album “The Fame” fu certosino, quello di interpretazione e le performance eseguite erano oggettivamente perfette per il materiale musicale proposto, ed il gioco era fatto: Lady Gaga divenne rapidamente un’icona sulla bocca di tutti, la sua musica ottenne numeri paurosi, ed i tour attirarono milioni di persone.

Lady Gaga nel video di “Bad Romance”, il primo singolo estratto da “The Fame Monster”

The Fame Monster

La situazione rimase molto simile con l’EP “The Fame Monster”, con video forse anche più futuristici ed una maggiore sperimentazione musicale che coinvolse venature di altri generi: un minimo di latin in “Alejandro”, un minimo di urban in “Telephone” e così via. Gaga contestualmente prova a fare urban vero e proprio in un altro duetto con Beyoncé, la meno famosa “Videophone”, con risultati meno esaltanti. Tolto quest’ultimo brano, comunque, ogni singola cosa che Gaga faceva in quegli anni era un grandissimo successo, al punto che il suo stile (visivo e musicale) ispirò tante colleghe come Nicki Minaj, Kesha e perfino nomi che erano in giro già da anni.

Born This Way: un cambiamento minimo ma incisivo

La situazione rimane vagamente simile con il successivo album “Born This Way”, ma ci sono comunque delle differenze da sottolineare. A livello visivo, il personaggio di Gaga si fa forse ancora più eclatante, provocatorio, futuristico. La cantante gioca un po’ di più con il tema degli alter ego, che già aveva sperimentato in passato ma che nel corso di quest’era discografica dà addirittura luce alla sua versione maschile, un certo Jo Calderone che promuove al suo posto il singolo “You And I”. A parte questo, i look travolgenti continuano ad esserci in video e performance, e le entrate in molti eventi importanti sono così spettacolari da lasciare tutti i bocca aperta. Alcuni video rimangono estremamente contorti ed enigmatici, al punto da assumere anche le connotazioni di mini film.

Lady Gaga in versione maschile “ci prova” con Britney Spears in mondovisione

A livello musicale, la componente elettronica della musica di Lady Gaga si fa più pesante, più invasiva, ma lascia comunque spazio in una componente pop ed a ritornelli molto infettivi, soprattutto in quelli che dovranno essere i singoli. In questo contesto, Gaga inizia a sperimentare per la prima volta anche generi musicali molto differenti da quelli con cui l’avevamo conosciuta; nell’album sono presenti riferimenti più o meno marcati alla musica rock e al country, ci sono interpretazioni vocali che sfruttano talvolta un lato leggermente più rauco della voce di Gaga, una volontà insomma di mostrare che lei non è soltanto una cantante dance. Questo lato emerge addirittura nei singoli, ossia nella già citata “You and I e nell’ultimo estratto “Marry The Night”.

Artpop: Lady Gaga sperimenta su più generi

Nelle ere successive, tuttavia, Gaga è passata per quello che è stato un cambiamento veramente epocale. Iniziamo da “Artpop”, un album pop nel vero senso della parola, in cui l’artista sperimenta come non mai fra moltissimi generi diversi pur mantenendo la matrice pop della sua musica. Il primo singolo è una canzone che si riconnette col passato, l’electro-pop “Applause”, ma nell’album troviamo anche cose molto diverse: il pop sapientemente mescolato con l’R&B in “Do What You Want”, la bellissima ballad voce-piano “Dope”, e giù di lì si prosegue fra brani dance ed elettronici e riferimenti ad universi musicali che Gaga magari aveva sfruttato in passato, ma in cui non si era buttata mai a capofitto.

Lady Gaga e Christina Aguilera: la performance che mise fine ad una faida storica

A livello d’immagine si mantiene concettualità, visionarietà, un piglio di futurismo, ma si ci basa come non mai su una sensualità prorompente: come dimenticare l’apparizione in bikini ad X Factor UK, uno show in cui non si è generalmente abituati a spettacoli simili, o ancora l’occasione in cui R. Kelly le diede un vistoso schiaffo sul sedere cantando “Do What You Want”. Lady Gaga si muove fra qualcosa di già visto per lei (soprattutto in tour) e cose a cui invece non ci aveva abituato, e pone dei punti di cesura col passato su più aspetti: uno fra tanti la faida con Christina Aguilera, un susseguirsi di illazioni che aveva messo i due fanbase uno contro l’altro per anni e che fu cancellato con una performance-evento sul palco di The Voice USA.

Cheeck To Cheeck e Joanne: Lady Gaga sobria come non l’avete mai vista

I risultati di Artpop, ormai è storia, non furono paragonabili a quelli dei precedenti album. Evidentemente un certo modo di porsi, con un personaggio così eccentrico, non funzionava più tanto quanto una dance che ormai faceva in generale poca presa in classifica. Per questo, Gaga stupì tutti con una trasformazione inaspettata: raccogliendo la proposta del jazzista Tony Bennett, con cui aveva già collaborato per il brano “The Lady Is A Tramp”, Lady Gaga realizza un album interamente jazz, in cui può mostrare le sue doti interpretative come mai fino ad ora misurandosi con tanti classici senza tempo.

Lady Gaga con Tony Bennett durante la promozione del loro joint album

L’immagine scelta per l’occasione è sobria, elegante, davvero nulla a che vedere col passato, e nelle performance l’artista può concentrarsi al 100% sulla voce, dando davvero il meglio di sè. In questo periodo l’unico brano pop rilasciato è “Till It Happens To You”, una canzone dalla tematica seria e promossa con un’immagine (giustamente) seria. Tutto ciò crea una base molto diversa rispetto al passato, e sebbene molti vogliano un ritorno di Gaga al pop dare a questo le connotazioni di “The Fame” non sarebbe possibile. Per questo Lady Gaga continua a puntare su un’immagine sobria e su musica introspettiva con l’album Joanne, un disco sulla carta pop ma che sperimenta come non mai con rock, country ed altri generi che non c’entrano davvero nulla con la Gaga del primo album.

Lady Gaga cowgirl

Anche a livello di immagine, la “nuova” Lady Gaga ha veramente pochissimo della vecchia, al punto che molti si sono chiesti se fosse il caso di cambiare un nome che, letteralmente, significa “signorina fuori di testa”. Stephanie Joanne Germanotta ha ormai come unici tratti distintivi uno stile elegante nel vestire ed un cappello da cowgirl (possibilmente rosa) sempre in testa. Il vecchio personaggio, quello a cui era stato appunto assegnato sapientemente il nome di Lady Gaga, ritorna soltanto per la mega performance al superbowl: un evento che doveva giustamente celebrare la sua intera carriera non poteva infatti includere soltanto il look di Joanne! Cantare canzoni come “Poker Face” o “Bad Romance” in versione cowgirl sarebbe stato decisamente inappropriato…

A Star Is Born: Lady Gaga è per la prima volta solo e soltanto POP!

C’è un genere che, pur essendo una popstar, Lady Gaga per 10 anni di carriera non ha praticamente toccato: quel pop genuino e strumentale tipico degli anni ’90 e 2000. Molti fan di quel tipo di musica non erano estremamente affezionati a Gaga proprio per questo motivo; alltti invece la apprezzavano lo stesso ma comunque la consideravano un qualcosa di distinto e separato da quello stile.

Tutto cambia, però, proprio nel momento in cui Lady Gaga debutta come attrice nel film “A Star Is Born”: il suo personaggio Ally è una popstar che sceglie un sound più genuino e leggiadro della Gaga degli inizi, e così la produzione musicale di Gaga in questo periodo la porta a ballad a up tempo molto diverse dalle sue vecchie hit, un tipo di musica essenzialmente pop che non deve andare a parare in nessun altro genere per colpire nel segno. Il risultato è semplicemente meraviglioso.

A livello di immagine, la logica è la stessa. Il ritorno di Gaga al pop non è comunque un ritorno ai look artefatti e d’estremo impatto, ma mantiene uno stile visivo molto semplice, capace di trasmettere genuinità e la voglia per l’appunto di fare un tipo di musica pop che la stessa Lady Gaga aveva fatto sembrare demodè agli esordi. Al massimo in questo frangente l’immagine di Gaga ha dei minuscoli tratti da rockstar, tant’è che nel film il suo personaggio è associato proprio a quello di una rockstar vera e propria interpretata da Bradley Cooper. Le canzoni interpretate dall’attore nella colonna sonora, infatti, sono indubbiamente molto più rivolte al mondo rock rispetto a quelle cantante da Lady Gaga, ma questo c’entra poco con il lavoro fatto da Gaga in sé e per sè per questa colonna sonora.

Lady Gaga in una delle performance musicali del film

Chromatica: Gaga si riavvicina agli esordi, ma non completamente

Dopo tutto ciò, la cosa più stupefacente che Gaga potesse fare era proprio riavvicinarsi al suo vecchio stile, ed in parte è ciò che è avvenuto. Il nuovo album “Chromatica” è un album dall’anima dance, ma si tratta comunque di una dance diversa da quella che l’artista aveva proposto in passato. Nel disco troviamo ad esempio molta drumm’n’bass, un genere che in passato l’interprete non aveva minimamente toccato, e nel contempo varie interlude di musica classica che difficilmente ci si poteva aspettare da un album del genere. Lo stile è abbastanza cangiante da una parte all’altra dell’album, tant’è che il progetto è diviso in vari atti, ma il minimo comun denominatore sembra essere comunque la musica dance, perfino in una collaborazione con un grande del passato come Elton John.

Lady Gaga Plastic Doll / testo e commento

A livello di immagine, Gaga si spinge nuovamente su qualcosa di meno sobrio. Icapelli si tingono di rosa, gli abiti ed il trucco sfoggiati nei servizi fotografici e nei video non sono esattamente quelli con cui una persona comune andrebbe in giro, e perfino Ariana Grande si fa influenzare da ciò nel video del loro duetto. Lady Gaga torna inoltre a ballare, sebbene indubbiamente con meno convinzione rispetto al passato – ma questo potrebbe dipendere dalle coreografie. Sull’aspetto performance, purtroppo, per motivi che ben sappiamo non c’è stato modo di sapere che cosa avesse in mente Gaga: per scoprirlo dovremo dunque aspettare il tour, che avrà probabilmente luogo nel 2021.

I mille stili di Lady Gaga

Lady Gaga ha indubbiamente fatto moltissime cose nel corso degli anni, soddisfacendo non solo i fan ma tante fette differenti di pubblico. Voi quale periodo avete preferito? Fatecelo sapere nei commenti!

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