Lady A dice la sua con My Name Is All I Got

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Lady A, cover di My Name Is All I Got

I Lady Antebellum pensavano di compiere una buona azione cambiando il loro nome in Lady A. Eppure non si sono tirati indietro essendo venuti a sapere di aver rubato il nome d’arte di una veterana del soul. Ora la Lady A originale si fa avanti sulla questione con My Name Is All I Got.

Chi è la vera Lady A?

Quanto vale un nome? Tanto, se c’è dietro un’icona. Lo sa bene la signora del soul Anita White, conosciuta dagli anni 80 con lo pseudonimo Lady A. Una presenza nel genere non di primo piano, ma molto rispettata nel genere: ma non è per la musica che è stata conosciuta di recente anche al di fuori della scena soul. 

Il 12 giugno 2020, il gruppo country un tempo noto come Lady Antebellum ha dichiarato di voler cambiare il loro nome in Lady A. La decisione fu motivata delle proteste del movimento Black Lives Matter a seguito dell’omicidio di George Floyd, che spinse molti artisti e privati a rivalutare le loro posizioni sul tema del razzismo e dei rapporti tra le etnie. Negli Stati Uniti il termine “Antebellum” viene spesso usato per identificare gli Stati del Sud prima della Guerra Civile, quando la schiavitù era ancora legale. Fa parte del vocabolario dei conservatori e dei neo-confederati, invocando un’epoca di disuguaglianza sociale e ingiustizie legali in modo nostalgico e affettuoso. La decisione del gruppo sarebbe forse stata accolta con favore, se il nome “Lady A” non fosse già stato di proprietà di un’altra artista. Un’artista nera, per di più. 

White ha dichiarato il suo punto di vista sull’argomento a un’intervista per American Songwriter. “Stanno usando il nome per via di un incidente di Black Lives Matter che, per loro, non è che un momento nel tempo. Se gli importasse davvero gli sarebbe importato da prima. Non sarebbe dovuto essere necessario che George Floyd morisse perché loro si rendessero conto che il loro nome fa riferimento agli schiavi. È per loro un’opportunità per far finta di non essere razzisti”. Nonostante il gruppo abbia risposto alla White, affermando di non avere cattive intenzioni, hanno comunque mantenuto il nuovo nome.

My Name Is All I Got, una proclamazione di orgoglio

Lady A (l’originale) non è tuttavia rimasta a guardare. Basta leggere il titolo della sua nuova canzone, My Name Is All I Got”. La voce della White, profonda e imponente, la fa da padrone su una strumentazione ritmata e ripetitiva. Quello che conta è il ritornello, che la signora ripete ad oltranza finché non rimane in testa davvero a tutti. “Hanno provato/a prendersi il mio nome/ma il mio nome è/tutto quel che ho”. Il ritornello sale fino al climax, con la White da sola accompagnata dai cori – e la voce che, irrimediabilmente, le trema. 

Si nota inoltre un tentativo di mantenere rapporti pacifici con la scena country ed evitare di coinvolgere tutta la scena in una faida privata. Verso la fine, infatti, White rivolge dei ringraziamenti ad altri due artisti country. La prima è Margo Price, che esibendosi al Grand Ole Opry aveva espresso il desiderio di invitarvi anche “la vera Lady A”. Il secondo è Chris Stapleton, che durante un’intervista di CBS aveva rimarcato che “Black Lives Matter”, le vite nere hanno un valore. “Questa è vera alleanza”, proclama. Infine cita Bettye Lavette, cantautrice soul degli anni sessanta e sua influenza. “Voi prendete la nostra cultura, la nostra musica e la nostra arte… il nostro nome lasciatecelo”. 

Anita “Lady A” White è nata a Seattle nel 1958 e ha cominciato la sua carriera come corista per Motown. Ha operato per diciotto anni nella band Lady A & The Baby Blues, per poi dare inizio a una carriera di solista nel 2010. 

Gli ex Lady Antebellum si sono formati nel 2006: il gruppo è composto da Hillary Scott, Charles Kelley e Dave Haywood. Hanno all’attivo otto album, e nel 2009 si classificarono secondi nella lista annuale Billboard del 2010 con Need You Now.  

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