“La bolla delle acque matte”: al Bellaria Film Festival la nuova dramedy di Anna Di Francisca

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La bolla delle acque matte

Sarà presentato in anteprima assoluta Fuori Concorso alla 44ª edizione del Bellaria Film Festival il nuovo film di Anna Di Francisca, “La bolla delle acque matte”, una dramedy che intreccia ironia, realtà sociale e speranza.

Il film sarà proiettato il 10 maggio 2026 alla presenza della regista e del cast, per poi arrivare nelle sale italiane dall’11 maggio 2026, distribuito da Incipit Film in collaborazione con Kio Film.

Una storia di rinascita tra sogno e realtà

Ambientato in un piccolo borgo montano dell’Umbria devastato da un terremoto, il film racconta una domanda tanto semplice quanto complessa: come si ripopola un paese dimenticato?

Tra burocrazia paralizzante e difficoltà concrete, il protagonista – un sindaco determinato interpretato da Fausto Russo Alesi – sceglie una strada inaspettata: trasformare il sogno in progetto, dando vita a un ristorante multietnico capace di unire culture, sapori e destini.

Un’idea visionaria che diventa simbolo di rinascita, capace di ridare vita a un territorio ferito e di costruire nuove relazioni.

Un cast corale per una storia universale

Accanto a Fausto Russo Alesi, il film vede la partecipazione di:

  • Jaele Fo
  • Lucia Vasini
  • Sidy Diop
  • Ida Sansone, Igor Štamulak, Kel Giordano
  • Elvira Cuflic Basso, Jacob Olesen, Suleman Ahmed

Un ensemble eterogeneo che riflette perfettamente il cuore del racconto: l’incontro tra mondi diversi.

Tra commedia e impegno sociale

La bolla delle acque matte si muove tra toni leggeri e riflessioni profonde.

Tra episodi surreali, conflitti, pregiudizi e incontri improbabili – come quello con una psicologa truffatrice interpretata da Jaele Fo – il film costruisce un percorso narrativo che parla di identità, appartenenza e possibilità di cambiamento.

Al centro, una cucina “impossibile” – umbro, senegalese e pakistana – che diventa metafora di integrazione e nuova comunità.

Il messaggio della regista

Anna Di Francisca definisce il film come un parallelismo potente:
da una parte chi ha perso tutto come migrante, dall’altra chi ha perso tutto a causa di un terremoto.

Due fragilità che si incontrano e che, proprio nel confronto, trovano la forza per ripartire.

Un progetto internazionale e sostenuto dal territorio

Il film, riconosciuto come opera d’essai, è stato realizzato con il sostegno di importanti istituzioni e fondi per l’audiovisivo, ed è una coproduzione internazionale tra Italia e Slovenia.

Un progetto che unisce competenze e sensibilità diverse, proprio come la storia che racconta.

Una comunità che non si arrende

A rafforzare il valore sociale dell’opera è anche il patrocinio dell’AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, che ha riconosciuto nel film un racconto di comunità che scelgono di restare, resistere e ricostruire.

Un film tra poesia e realtà

Con una durata di 108 minuti, La bolla delle acque matte si presenta come un racconto delicato ma incisivo, capace di alternare leggerezza e profondità.

Una storia che parla di perdita, ma soprattutto di possibilità. Di territori feriti, ma anche di nuove visioni.

E che ricorda, con semplicità, che a volte la rinascita può partire da un gesto piccolo, concreto e condiviso.