🎶 Jigamma presenta “Margherite Blu”: l’EP d’esordio della cantautrice toscana

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Il 6 giugno 2025 è fuori su tutte le piattaforme digitali “Margherite Blu”, il primo EP di Jigamma, alias Ginevra Gammanossi. Classe 2002, originaria di Livorno e ora residente a Bologna, Ginevra intraprende un viaggio musicale intimo e sperimentale, esplorando le sue radici, l’infanzia e le emozioni più profonde.

🌸 Un viaggio sonoro tra ricordi e consapevolezza: “Margherite Blu” di Jigamma

“Margherite Blu” è un EP che fonde elettronica, R&B e jazz con un’attitudine sperimentale. Ogni traccia è un capitolo di un diario sonoro che racconta la ricerca di sé stessa attraverso il suono e la parola. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione del produttore Davide Agnolin e del musicista Edoardo Vilella, registrato presso lo studio RifugioSonoro.

Jigamma, Margherite Blu, EP d’esordio, nuova musica italiana, cantautrice toscana, musica indipendente, elettronica sperimentale, R&B italiano, artisti emergenti, musica femminile, Ginevra Gammanossi, Dumba Dischi, Bologna, Livorno, musica 2025

📝 Tracklist

  1. non so neanche dire ciao
  2. quattro colpi
  3. cartapesta
  4. mattoncini/le colline
  5. primo amore

🎤 Descrizione delle tracce di “Margherite Blu” di Jigamma

  • non so neanche dire ciao: Un’introduzione personale, con la voce di Ginevra bambina che si fa strada nel mondo attraverso la musica.
  • quattro colpi: Un brano energico che esplora il confine tra caos e ordine, una corsa senza meta che riflette la ricerca interiore.
  • cartapesta: Un dialogo intimo con la propria infanzia, un momento di vulnerabilitĂ  e riflessione.
  • mattoncini/le colline: Un gioco di ricomposizione, dove Ginevra cerca di ritrovare la sua voce e la sua essenza.
  • primo amore: Un atto di riconciliazione con se stessa, un abbraccio emotivo che segna la fine di un viaggio e l’inizio di una nuova consapevolezza.

Testi dell’EP – “Margherite Blu” di Jigamma

non so neanche dire ciao

non so

cosa fare

tutto il mondo è qui da me

non so neanche dire ciao

oh no

non so neanche dire ciao

non so neanche dire ciao

io mi presento

non so neanche dire ciao

io mi presento ma

non so neanche dire ciao

quattro colpi

Le luci bianche dei lampioni

quando il sole è già calato

sono loro a creare la magia

delle notti e dei sogni

I migliori tramonti li ho visti viaggiando

e cercando qualcosa nell’aria

qualcosa di buono

e se il giorno del giudizio

mi chiamassero

cercherei di intrattenerli

per aspettare te

Ma sui treni c’è un’aria diversa

troppo fredda, una guerra

ho la tosse e sono stanca

ma sto arrivando

e aspettami sull’orlo di una crisi di nervi

io aspetto solamente che tu venga qui io aspetto solamente che tu venga qui io aspetto solamente che tu venga

e allora fermati fermati

non fare rumore per la strada

questi quattro colpi di pistola fanno male

riconoscimi

e tu e tu e tu

che male mi fa

sapere che puoi non riconoscermi

e pensare che le guance sono sempre quelle e pensare che i sorrisi sono sempre quelli e i miei occhi

la mia bocca

il mio naso

la mia mano

se ti chiamo

parla piano

non ho detto

niente di strano

ma tu ascolta

solo questa

questa faccia

ora aspetta

mi riconosci?

e allora muoviti muoviti

che bisogna correre veloce

che queste persone non capiscono l’amore

o non lo riconoscono

e allora muoviti muoviti

che non c’è più tempo da sprecare

questi quattro colpi di pistola fanno male (x4)

ma non sento piĂš dolore

cartapesta

Sono passate tre stagioni

da quando mi hai scoperta

ti ho regalato dei fiori

erano belli

avevano uno strano profumo

e petali bianchissimi

e ora che sono blu

c’è ancora una strana luce qui

siamo noi due

non riesco nemmeno piĂš a guardarti negli occhi

siamo noi due

sarĂ  che siamo stanchi

puoi parlare

è un po’ di tempo che ti vedo

ma lasciati guardare

non dovrei pensarci ma

siamo noi due

ti porto sempre con me

siamo noi due

ci son cose che non puoi spiegarmi

vuoi ballare

io so di te tu sai di me

ma lasciati guidare

ora che il sole cala in fretta

non ti ho dimenticata

la nebbia qui è ancora fitta

mi capirai, se dall’alto ti richiamerò

e senz’altro ti perdonerò

ma ripetimi il tuo nome

siamo noi due

non è ancora tempo

siamo noi due

ma preparati perchĂŠ il giorno finisce

ti ho trovata

se mi vedi lo capisci

ti ho raccontata

certo che lo so

siamo noi due

ti porto sempre con me

siamo noi due

ci son cose che vorrei spiegarti

vuoi ballare

io so di te tu sai di me

mi lascerò guidare

mattoncini/le colline

ah, le colline

mica son cosĂŹ furbe

da capire

chissà dov’è il tesoro

se non lo sanno loro

chi lo deve sapere

e le perline

son 12 anni che

le indossi al collo

per sparire

chissĂ  dove vai

a chi racconterai

le cose dell’amore

e per farmi innamorare

mi hanno detto che un giorno s’impara

passa il tempo e ti sfiora passa il mondo che vola passa un uomo e ti regala

una margherita blu

e dopo un po’ finisce tutto

(strumentale)

mmmhhhh

se mi cerchi dove non sai se mi trovi mi vorrai se mi chiami con la voce che non hai

mmmh

se mi cerchi dove non vuoi se mi trovi non mi capirai se mi chiami con la voce che non hai

ah, le colline

mica son cosĂŹ sceme

da invecchiare

io so dov’è il tesoro

me l’hanno detto loro

te lo voglio portare

e per farmi innamorare

mi hanno detto che un giorno s’impara

passa il tempo e ti sfiora

passa il mondo che vola

e un bambino che gioca

passa un uomo e ti regala

una margherita blu

e dopo un po’ comincia tutto

mmmhhhh

se mi cerchi dove non sai se mi trovi non mi vorrai se mi chiami con la voce che non hai

mmmh

se mi cerchi dove non vuoi se mi trovi non mi capirai se mi chiami con la voce che non hai

primo amore

Te lo spiego io ma lo puoi capire
Che le foglie non vogliono morire
È solo che tempo è destino
E anche loro hanno perso l’equilibrio

E anche se il colore cambia
Rimane la pelle ruvida
Che piano piano scompare
Sotto la scarpa di un bambino

Te lo spiego io ma lo puoi capire
ChissĂ  i sogni dove vanno a finire
C’è una parte dei miei occhi che
Che li vede e che li segue come due zanzare

E la montagna delle notti insonni
I primi 12 giorni o anni di coraggio
E l’acqua è ancora un miraggio
Che ci appartiene

Ci credi che siamo vivi
E che siamo i primi
A vedere le nuvole

E ci credi che siamo i soli
A sentire le foglie volare
Senza rompersi

E ci credi che
Che siamo noi
E tutto il resto e fuoco
È fuoco che ci scalda
È notte

Me lo spieghi te
Ma siamo andate troppo lontano e
Ci siamo perse in un deserto di alberi

E stasera sembra strano
Ma le stelle fanno piano
E non cascano come aeroplani su di noi

Che mi succede in questa stanza
È tutto fatto di pasta e pane
E la sabbia scorre lenta
Mi ricordo

Mi ricordo che

Ho vissuto tanto tempo faE c’erano le regole dell’amore
Io ho vissuto tanto tempo fa
C’eravamo io e te
Io e te

Ci credi che siamo vivi
E che siamo i primi
A vedere le nuvole

E ci credi che siamo i soli
A sentire le foglie volare
Senza rompersi

E ci credi che
Che siamo noi
E tutto il resto e fuoco
È fuoco che ci scalda
È notte

Te lo spiego io, ma lo puoi capire
Siamo il primo amore, primo amore

primo amore del mondo.

Il blu dell’infanzia che non passa – Recensione

Jigamma Ph Alessia Ghiro 2

Nel suo EP d’esordio Margherite Blu, JIGAMMA dà voce a un’infanzia evocata con occhi spalancati e tremanti, scolpendo testi che sembrano scritti tra le pieghe di un diario notturno, a cavallo tra sogno, realtà e trauma. La scrittura è spoglia e sincera, spesso disarmante, dove l’apparente ingenuità nasconde una stratificazione emotiva profonda.

Il silenzio che brucia, un’identità in cerca di voce

“Non so neanche dire ciao”, brano d’apertura, è una dichiarazione d’identitĂ  da ricercare, rappresentata dalla ripetizione della frase-titolo che riflette il senso di alienazione e impotenza di chi fatica a trovare un linguaggio per raccontarsi. È un urlo sottovoce che però brucia come uno schiaffo.

L’adolescenza corre nel buio, tra magia e ferite

Con “Quattro colpi”, JIGAMMA entra in un registro piĂš narrativo, dove l’infanzia si fonde con l’adolescenza e l’attesa diventa uno stato emotivo permanente. Il brano è una corsa tra ricordi e paure, tra “lampioni che creano la magia” e “colpi di pistola” che fanno male, simboli potenti di una realtĂ  che spezza l’innocenza. La voce poetica è sottile, ma determinata a restare sveglia, anche nel caos.

La fragilitĂ  del tempo in un fiore che cambia colore

“Cartapesta” continua con la riflessione sul tempo e sull’identitĂ  relazionale. I “fiori” che cambiano colore, da bianchi a blu, segnano la trasformazione di un legame che non trova piĂš uno sguardo d’intesa. Qui il lessico è piĂš intimo, sussurrato, ma mai privo di gravitĂ . Il blu, ricorrente in tutto l’EP, diventa cromia emotiva, malinconica ma viva.

Il gioco eterno della memoria

In “Mattoncini / Le colline”, la voce di JIGAMMA si confronta con l’assurdo e con la memoria. Il dialogo con le colline, le perline, i bambini e i “mattoncini” suona come una filastrocca esistenziale, che trova un equilibrio tra innocenza e disillusione. La struttura del testo rafforza l’idea di un tempo che non guarisce, ma si ripete.

Foglie che resistono alla fine

Chiude l’EP “Primo amore”, brano che riassume tutta la poetica del progetto: una fiaba contemporanea, fatta di foglie che “non vogliono morire” e sogni che “volano come zanzare”. L’artista dimostra la rara capacitĂ  di saper toccare archetipi (l’amore, la notte, il ricordo) con una delicatezza ruvida e precisa.

In sintesi, Margherite Blu è un lavoro che colpisce per la sua coerenza espressiva. I testi di JIGAMMA sono piccoli paesaggi interiori, attraversati da correnti di dolore, affetto e stupore. Non cercano risposte, ma riescono a rendere visibile l’invisibile. Un esordio che, nella sua trasparenza e schiettezza, mostra una visione forte, personale e necessaria.

🔗 Ascolta l’EP su Spotify

Perfetto per chi cerca nella musica parole che non siano slogan, ma confessioni.

👤 Chi è Jigamma?

Jigamma Ph Alessia Ghiro 3
Jigamma Ph Alessia Ghiro 4

Ginevra Gammanossi, in arte Jigamma, è una cantautrice che ha vissuto a stretto contatto con la musica fin dalla nascita, grazie ai suoi genitori musicisti. Dopo anni dedicati allo studio del jazz e della musica classica, ha scelto di abbandonare la carriera accademica per dedicarsi alla scrittura e al canto. Il suo progetto musicale nasce a Bologna, dove ha trovato un ambiente creativo e stimolante.

“Margherite Blu” è un’opera che invita all’introspezione e alla riscoperta di sé, un progetto che riflette la crescita personale e artistica di Jigamma. Un ascolto consigliato a chi cerca musica che parla al cuore e all’anima.

JIGAMMA – Instagram|TikTok| YouTube| Spotify | info.jigamma@gmail.com

https://spettacolo.periodicodaily.com/holi-festival-romano-ezzelino-2025/

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