James Bond e la pesante eredità di Daniel Craig

Genesi della rinascita cinematografica post-2006 dell'agente segreto più amato della storia del cinema

0
447

Era il 2006 quando nei cinema di tutto il mondo arrivava Casinò Royale, con protagonista un all’ora semi sconosciuto Daniel Craig. Un James Bond diverso, biondo, con gli occhi azzurri e carico di una voglia di voler cambiare tutte le carte in tavola. Oggi sono passati 15 anni da quel giorno e il personaggio continua a far parlare di sè.

Rivoluzione degli stilemi del genere o semplice rimodernamento? Non potremmo mai saperlo, ma una cosa è sicura, il James Bond di Daniel Craig ha segnato un violento cambiamento di rotta sulla concezione che il pubblico mainstream aveva dei film di spionaggio tradizionali. La violenza, il dolore e il tormento ne fanno da protagonisti rivelando l’identità di un personaggio che, fino al rilancio del 2006, aveva presentato lo spionaggio come qualcosa di molto più distante e rarefatto. Introduce una nuova dose di realismo che riesce a far avvicinare ancor di più il pubblico a questa nuova realtà.

Un James Bond più umano?

L’agente segreto al servizio della Regina è più umano e capace di mostrare i propri limiti e le proprie fragilità. Fin dai film degli anni 60 con protagonista Sean Connery, James Bond era sempre stato raffigurato come la quintessenza dell’eleganza, della mascolinità e del fascino. Queste doti veniva usate per arrivare ovunque senza tenere mai conto dei propri limiti. Un essere umano praticamente perfetto nel quale non esisteva nessun tipo di sbavatura. Con il rilancio del personaggio le cose cambiano totalmente proponendoci un Bond pieno di paure, insicurezze e che (a volte) risulta essere schiacciato dagli eventi.

007
Una scena di Casinò Royale

Partendo da Casinò Royale fino a Spectre, il personaggio non sembra mai rimanere indifferente a ciò che lo circonda, anzi buttandosi nella mischia e vivendo ogni istante come se fosse l’ ultimo. Le conseguenze di questo fenomeno portano al racconto di un Bond perennemente assalito dai fantasmi del passato e demoni interiori che sembrano non volerlo abbandonare. E’ uno 007 che mostra le fragilità di chi è esposto allo scorrere del tempo, ma soprattutto di chi ha qualcuno da proteggere.

Biondo, occhi azzurri e tormentato: lo 007 di cui il pubblico aveva bisogno?

Quando nel 2005 arrivò l’annuncio di chi avrebbe interpretato James Bond le critiche si sprecarono. Fin dal primo momento Daniel Craig fu visto “non adatto” poichè troppo diverso dagli interpreti che avevano precedentemente vestito i panni dell’agente segreto. Dopo la violenta debacle delle pellicole sul personaggio che avevano visto protagonista Pierce Brosnan, il cambiamento era sembrato più che necessario. Fin da Casinò Royale si è capito quanto il James Bond di Craig fosse diverso a quello a cui ci avevano abituati. Biondo, occhi azzurri con palesi tendenze autodistruttive ma soprattutto tormentato da demoni che sembrano non volerlo mai abbandonare. La morte dell’amata Vesper diventa solo un modo per rendere il personaggio ancora più umano e vicino al pubblico. Nonostante le remore iniziali questa “versione” di 007 è diventata tra le più amate e apprezzate a livello globale, subito dopo quella del compianto Sean Connery.

Un personaggio in cerca di pace

Le pellicole sono diventate più serie, meno incentrate sull’azione assurda e inspiegabile, ma più sul realismo narrativo ed emotivo. E’ un James Bond più materiale, sporco di sangue, perennemente ferito non solo fisicamente ma anche emotivamente. Quella del Bond di Craig è l’epopea di un uomo che cerca una pace a cui non esce ad arrivare. Costretto sempre a ritornare in campo a causa di un passato e di un lavoro che pare non voglia mai lasciarlo andare.

James Bond e Q
Una scena di Skyfall

Nonostante il tono complessivo molto più serioso e riflessivo c’è un elemento che rimane: l’ ironia. Molto più sottile e difficile da decifrare, ma capace di incarnare a pieno l’ humor inglese caratteristico del personaggio di James Bond. A movimentare ancor di più le cose è lo svecchiamento di molti stilemi classici dei personaggi della saga. Partendo da una Moneypenny ex agente sul campo, passando per la nuova versione 2.0 di Q, fino ad arrivare al passaggio di testimone per il ruolo di M, i Bond post 2006 hanno definitamente imposto una nuova linea narrativa.

James Bond: la rinascita definitiva

Daniel Craig (alla sua ultima performance nel ruolo in No Time To Die) ci lascia uno 007 rilanciato. Forse possiamo dire anche rinato e capace di riscrivere le caratteristiche del genere. Con l’ uscita nelle sale di tutto il mondo di No Time to Die (il 30 Settembre) non possiamo che aspettarci un emozionante e sentito saluto. Nonostante continui a dividere, l’ impegno e la dedizione che Daniel Craig negli anni ha messo nell’ interpretare il personaggio, rende il suo lavoro indimenticabile. La storia, la sofferenza e il racconto di un Bond memorabile, perennemente sul filo del rasoio. Un personaggio che ha fatto dell’ insicurezza, un modo per raccontarsi.


Spectre di Sam Mendes – Recensione


Dove vedere No Time To Die?

007: No Time to Die è disponibile nelle sale di tutto il mondo dal 30 Settembre.

Commenti