Dal 16 gennaio 2026 è disponibile su tutte le piattaforme “BLU”, il nuovo singolo di Jaboni, prodotto da Giorgio Lorito per Gil Produzioni. Il brano esce accompagnato dal videoclip ufficiale e affonda le mani in un tema universale: ciò che resta dopo una storia d’amore, quando il presente prova a ripartire ma il passato continua a riaffiorare.
“BLU” è una canzone che non cerca scorciatoie: racconta la memoria come qualcosa che scalda e punge, un luogo in cui si entra anche quando si vorrebbe fuggire. Perché ci sono ricordi che non si dissolvono. E forse non devono farlo.
Un amore finito che continua a vivere nei ricordi
Il cuore del brano sta tutto qui: un amore che non c’è più, ma che continua a esistere nelle immagini, nelle frasi rimaste a metà, nei dettagli che tornano senza chiedere permesso. Jaboni racconta il tentativo di dimenticare e la scoperta, spesso dolorosa, che certi legami non spariscono: cambiano forma.
Nel testo emerge la dinamica più umana e comune: ripensare agli errori, a ciò che è stato dato per scontato, alle occasioni perse. Ma “BLU” non è solo rimpianto. È anche consapevolezza: alla fine si comprende che ogni percorso, anche quello che fa male, ha avuto valore semplicemente perché è stato vissuto.
Il blu come mare interiore: nostalgia, profondità, silenzio
Il titolo diventa immagine emotiva. Il blu è il mare interiore dell’artista: profondo, freddo, carico di nostalgia. Jaboni ci “nuota” dentro cercando di restare a galla, mentre il dolore — silenzioso, quasi trattenuto — arriva dritto al cuore.
È una scelta poetica che funziona perché è semplice e potente: il blu non è solo un colore, è uno stato mentale. È il tempo che passa, ma non cancella. È la distanza tra ciò che eri e ciò che sei ora.
Il videoclip: un piano-sequenza che racconta con il passo
Il videoclip, diretto da Daniele Tofani, sceglie una regia essenziale e coerente con il brano: un piano-sequenza in cui Jaboni cammina e la camera lo accompagna a distanza costante. La narrazione è nel movimento: il ritmo della canzone guida respiro e traiettoria, con la città come fondale vivo e neutro insieme.
Non servono effetti o tagli frenetici: è il passo a dare senso, a misurare la distanza, ad aprire spazio. Un’idea visiva che rende ancora più forte il concetto del pezzo: andare avanti, anche quando dentro sei ancora lì.
Jaboni e la nuova fase in italiano
Con “BLU” Jaboni prosegue il percorso iniziato con i brani in italiano, dopo una prima fase di singoli pubblicati in inglese. Qui la scrittura si concentra sui gesti minimi, sulle cose che di solito restano ai margini, e le porta al centro con una scelta precisa: niente cornici superflue, solo l’essenziale.
“BLU” non pretende di chiudere la ferita. La mette a fuoco. E nel farlo apre una possibilità: respirare, nuotare, ritrovare una direzione. Tornare “a casa”, anche quando casa non è più la stessa.
