It’s a Sin: presto disponibile su Starz

0
616

It’s a Sin? Il titolo rimanda a una canzone dei Pet Shop Boys di fine anni 80. La traduzione è letteralmente: “E’ peccato”. Ma il peccato in questo caso è non poter ancora guardare questa bella serie, acquisita da poco per la distribuzione in Italia da Starz e ancora in attesa di una data di uscita. 

It’s a Sin: di che cosa si tratta?

Scritto da Russell T. Davies, il telefilm mette in scena 10 anni di vita londinese di un gruppo di giovani di belle speranze su cui incombe il fantasma dell’Aids. Lo fa con un’intensità drammatica senza pari e con una ricostruzione estetica liberatoria di un’epoca fondamentale, che ha segnato la nostra società attuale. Conosciamo assieme questa fantastica serie targata HBO.


Disney+ impedisce ai bambini di guardare i classici


La trama

It’s a Sin racconta le vicende di un gruppo di giovani omosessuali e dei loro amici negli anni 80. Ovvero quella generazione che ha dovuto vivere in prima persona l’epidemia di Hiv, quando di Aids non si parlava e se lo si faceva era sempre in modo errato. La serie pur nella sua confezione narrativa da fiction, si può definire un documento storico di grande importanza. Permette agli spettatori, anche quelli più giovani, di aprire gli occhi rispetto a tematiche importanti come l’omosessualità e omofobia. I media inglesi hanno elogiato positivamente questa serie, perché in un certo qual modo ha aumento la consapevolezza dell’Hiv, la cui sensibilizzazione non è mai abbastanza.

I protagonisti

It’s a Sin: come si può immaginare è una seria a tratti drammatica e dolorosa, che non si abbandona mai al compiacimento tragico. Come la figura del cantante della band “Years & Years”, Olly Alexander: adolescente che si trasferisce a Londra per vivere appieno la carriera d’attore e la liberazione sessuale. Il suo atteggiamento a tratti negazionista lo espone a pericoli inimmaginabili, ma accompagna gli spettatori in un racconto davvero umano. Fra i tanti personaggi, una menzione speciale va a Lydia West, una ragazza che ha visto morire di Aids tanti suoi amici e che proprio per questo motivo si è decisa di buttarsi nella dura sfida della prevenzione e sensibilizzazione.

La colonna sonora

It’s a Sin non è storia facile, così come la sua colonna sonora: colpisce allo stomaco e fa commuovere, perché costringe a guardare angoli della società che a volte, per egoismo, siamo abituati a lasciare nell’ombra più cupa. Ma ciò non impedisce la serie ad avere i suoi momenti di gioia liberatoria, di ironia estrema e di grande celebrazione degli anni 80, che hanno segnato un periodo di vitalità e divertimento.

Commenti