Il ricordo di Audrey Hepburn, eleganza senza tempo ed estrema generosità

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Audrey Hepburn

Come ogni campo, anche il cinema non è mai uguale a sé stesso. In diversi periodi andava di moda un determinato tipo di donna: almeno finché non ne arrivava un’altra, completamente opposta, che sovvertiva tutto. Come la protagonista di oggi.

Audrey Hepburn nasceva nella giornata di oggi, 4 maggio del 1929 a Bruxelles. Figlia di un banchiere e di una baronessa, c’erano tutti i presupposti perché potesse condurre un’esistenza agiata: ma il padre abbandonò presto la famiglia, e la Seconda Guerra Mondiale mise a dura prova la futura stella di Hollywood. Trasferitasi in Olanda con la madre, soffrì di malnutrizione, ed ebbe problemi di anoressia che la accompagnarono per tutta la vita. In un’intervista raccontò di esser stata costretta addirittura a mangiare i bulbi dei tulipani.

Alla fine della guerra Audrey si trasferì ad Amsterdam. Riprese gli studi di danza interrotti e cominciò a lavorare come modella: nel 1948 una borsa di studio le permise di trasferirsi a Londra.

Dopo un paio di piccoli ruoli in film minori incontrò, nel 1953 la scrittrice Colette. Questa la notò subito e le propose il ruolo di Gigi, protagonista del suo ultimo libro e spettacolo teatrale. Nello stesso tempo arrivò all’attrice ventiduenne la proposta di interpretare la principessa Anna nel film Vacanze romane, di William Wyler e con Gregory Peck.

Il film successivo, Sabrina, al fianco di Humphrey Bogart, la consacrò definitivamente come star di Hollywood: dopo anni di donne formose, Audrey Hepburn incarnava un tipo di donna semplice, minuta, elegante.

Gli anni seguenti furono costellati di successi (Cenerentola a Parigi, 1957; Colazione da Tiffany, 1961; Gli occhi della notte, 1968, solo per citare i più famosi). Sposato nel 1954 Mel Ferrer, ebbe il primo figlio, Sean. Divorziata, si legò al medico italiano Luca Dotti ed ebbe un secondo figlio, Luca.

Dagli anni Settanta le sue apparizioni cinematografiche diminuirono. Lavorò al fianco di Sean Connery (Robin e Marian, 1976) e con Steven Spielberg (Always – Per sempre, 1989).

A questo punto, realizzata in ambito lavorativo, decise di dedicarsi ad aiutare gli altri, compensando in un certo senso ciò che lei stessa aveva ricevuto dalla vita. Nel 1988 divenne infatti ambasciatrice dell’Unicef, e per prima cosa si recò in Etiopia, dove infuriava la carestia dovuta ad un lungo periodo di siccità. Successivamente partecipò attivamente a missioni in Turchia, Venezuela, Ecuador, Thailandia e molti altri paesi dell’America Latina e dell’Africa: il suo impegno non venne mai meno, neanche quando le venne diagnosticata la malattia che l’avrebbe uccisa.

Da tempo residente in Svizzera, Audrey Hepburn si spense il 20 gennaio 1993 a Tolochenaz, presso Losanna, per un cancro. Aveva sessantaquattro anni ed era già entrata nella Storia, del cinema ma non solo.

Talentuosa ed elegante, ma anche generosa e piena di energie. Audrey Hepburn, che celebriamo oggi, a novantuno anni dalla sua nascita.

<<Ci sono viaggi che si fanno con un unico bagaglio: il cuore>>

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