Il Gran Maestro è morto: dat rosa mel apibus

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Il Gran Maestro

Il Gran maestro Battiato è morto. Riverenza al Gran Maestro, riverenza all’artista, onore al cercatore di spirito e conoscenza. Passa in un altro piano un simbolo di spirito, arte e conoscenza. Ai giovani che non lo hanno conosciuto dico: fermatevi e ascoltate o perderete per sempre il legame con l’interiorità della musica.

Il Gran Maestro ci ha lasciato la chiave di volta?

Chi sano di mente potrebbe mai dire il contrario? Ci lascia la conoscenza dello spirito umano, ci lascia la conoscenza della grande conoscenza, ma sempre con molta umiltà. L’uomo artista che dona: cerco un centro di gravità permanente. Frase, essenza di ricerca, consapevolezza di essa e della sua donazione. Il mistero che si fa note, versi e poi si ri-vela nascondendosi a chi distrattamente passa oltre. Verità irrisolta e risolta allo stesso tempo. Il Gran maestro è morto senza mai citarsi, non certo come quei buffoni che ancora inneggiano a loro stessi. Battiato è il verso asimmetrico, Battiato è l’intolleranza alla metrica strumentale e strumentalizzata. Il Maestro è un uomo libero dai regimi di infedeltà verso se stessi. L’artista era l’uomo che rimane nello spirito, essenza di ciò che recitava e cantava. Non è rimasto a guardare il mondo, bensì ha contribuito a definirne i contorni spirituali, non ha nascosto il segreto sapere del suo pensiero ma lo ha disposto come pensatoio.


Battiato è morto


È l’ora dell’ascolto

Ora chi non ha ascoltato si fermi ad ascoltare. Silenziosamente, rispettosamente e con la voglia di imparare qualcosa di inusuale nell’arte e nella conoscenza estesa di sé stessa. Ora fermatevi e riconquistatelo, riconquistatevelo a suon di note e versi. Il Gran Maestro non si cela dietro l’incoerenza ma la rende schiava di se stessa e ne libera la sua essenza. Purezza nella verità irrisolta dal mondo ma risolta dalla conoscenza di un mondo subliminato. Eremo della ricerca di sé stessi Battiato si apre alla necessità del mondo di sapere ciò che il mondo stesso tenta di naufragare.

A quel tempo di te, amavo il tuo pensiero logico
e quella linea perfetta del baciare,
la simmetria delle tue carezze;
vivificato dal chiarore vibrante di sapore:
scintilla di una mente universale.
Ero in te come un argomento del tuo amore sillogistico,
conclusione di un ragionamento.
Ma mi piaceva essere così,
avviluppato dai tuoi sensi artificiali.
Ora sono come fluttuante

Amata solitudine,
isola benedetta
“.

Il Gran Maestro Franco Battiato.

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