Il goffo body shaming di Fiorello a Vittoria Ceretti

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Vittoria Ceretti
Vittoria Ceretti

La modella Vittoria Ceretti, valletta della terza serata del Festival, è stata “goffamente” attaccata da Fiorello che si è fatto “scappare” un commento alquanto discutibile.

Le parole di Rosario Fiorello a Vittoria Ceretti

Sanremo non è solo il Festival della canzone italiana. Si tratta un momento di critica: non dei cantanti in gara ma della stessa Italia che sul palco dell’Ariston riesce a guardarsi, a giudicarsi e, talvolta, a cambiarsi. Forse è per questo che Sanremo è sempre al centro di tante polemiche. Perché in bilico tra il suo senso intrinseco di pudore e quello genuino di rivoluzione, propina la più vera narrazione del nostro Paese. A farlo sono i cantanti, i loro versi censurati, i loro abiti, le loro performances, quelle degli ospiti. Ma anche le gaffes, gli imprevisti, le polemiche, gli applausi. E per un momento tanto apprezzato come quello dei fiori finalmente regalati ad un uomo, ne è arrivato uno molto discutibile. L’autore è sempre lo stesso, Rosario Fiorello, che nel giro di pochi secondi è passato dal dire “Basta con questa storia che i fiori si danno solo alle donne” a “Quanto sei magra?”. Con quest’ultima espressione il co-conduttore si è rivolto alla valletta della serata dei duetti, la modella Vittoria Ceretti.

Un commento mal riuscito ma non giustificabile

Con body shaming si intende letteralmente “far vergognare del proprio corpo qualcuno”. Il termine si riferisce, quindi, alla derisione del corpo altrui. Tuttavia, quello uscito dalla bocca di Rosario Fiorello sembra piuttosto un commento spontaneo e non frutto di cattiveria o malizia. Le parole del comico, però, non possono e non devono essere giustificate in alcun modo perché è proprio nella loro spontaneità che risiede la loro gravità. Il body shaming, quello più radicato e che radicalmente deve essere contrastato, è quello “genuino”, di cui non ci si accorge, che sembra innocuo ma che in realtà è il peggiore. Perché? Perché dimostra quanto profonde siano le radici che affondano in una mentalità che deve essere cambiata. E se un commento viene giudicato e scrutinato è perché non ci sta più bene e non vogliamo più accettare che vada bene.

La bilancia delle parole

Se un commento tanto denigratorio come quello “scappato” a Fiorello può essere rivolto ad una modella dal calibro della Ceretti, cosa può aspettarsi uno spettatore che guarda il Festival? A partire da chi soffre di disturbi alimentari e per cui ogni parola viene pesata sulla bilancia delle ansie, fino a quei corpi giudicati “magri” o “robusti” quando oggettivamente non lo sono: il body shaming è un virus del linguaggio che deve essere curato. Il vaccino è la comprensione che il corpo non è altro che il tempio di ciascun essere umano. Un luogo sacro che deve essere trattato con cura, rispetto. Ogni corpo sta bene a modo suo e il benessere, per fortuna, non ha delle misure e dei numeri standard.

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