Sessant’anni dopo la sua uscita, I pugni in tasca torna sul grande schermo in una versione integrale restaurata, pronta a riaccendere la forza dirompente di un esordio che ha segnato la storia del cinema italiano. Dal 23 marzo il film di Marco Bellocchio, uscito nel 1965, torna nei cinema in un’edizione che restituisce allo spettatore tutta la sua violenza emotiva, la sua rabbia autodistruttiva e quella lucidità spietata con cui l’autore, fin dall’inizio, ha scelto di non addolcire nulla.
Ambientato in una provincia immobile e soffocante, I pugni in tasca mette in scena la famiglia come luogo di tensione, repressione e violenza non esplicita. Bellocchio urla un disagio che non cerca consolazioni, e lo fa con uno stile essenziale, diretto, privo di orpelli: un cinema che non “prepara” lo spettatore, ma lo trascina subito dentro la materia viva del conflitto.
Un classico che continua a disturbare
Con il suo ritmo spezzato e le improvvise accelerazioni, I pugni in tasca rompe fin dalle prime sequenze gli schemi del racconto familiare tradizionale, allargando lo sguardo oltre la dimensione privata per colpire al cuore un conformismo autoritario cieco e violento. La tensione si accumula in un’atmosfera claustrofobica, quasi senza vie d’uscita, che accompagna lo spettatore fino all’ultima scena.
A imprimere un ulteriore marchio identitario al film è la colonna sonora di Ennio Morricone, che contribuisce a costruire un clima di inquietudine e compressione emotiva, amplificando le fratture e i vuoti che attraversano i personaggi.
Il restauro e la versione integrale: torna la scena censurata nel 1965
Questa nuova uscita presenta il film nella copia restaurata dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Kavac Film, con il sostegno di Giorgio Armani. Un lavoro che non si limita a un recupero tecnico, ma riporta l’opera alla sua forma completa: la versione integrale reintegra la sequenza del bacio tra fratello e sorella, censurata all’epoca dell’uscita nel 1965.
Una scena che, reinserita, accentua ulteriormente la carica provocatoria del film e la sua capacità di mettere a nudo le zone più ambigue e disturbanti dei legami familiari, senza mediazioni e senza filtri.
Dal 23 marzo al cinema: il progetto di Cat People Distribuzione con Cinematocco
Il ritorno in sala di I pugni in tasca (nei cinema dal 23 marzo) è un progetto di Cat People Distribuzione, realizzato in collaborazione con Cinematocco: un’operazione che rimette al centro l’esperienza della sala come luogo naturale per riscoprire un cinema che non ha perso la sua forza, e che continua a parlare – con durezza – al presente.
Sinossi
Tra gli Appennini piacentini, in una famiglia isolata e fragile, Alessandro (Lou Castel), giovane epilettico soffocato dall’ambiente domestico, sviluppa un piano estremo per liberarsi della madre cieca (Liliana Gerace) e dei fratelli (Paola Pitagora, Pier Luigi Troglio), che percepisce come un ostacolo a una realizzazione di sé che non sa bene neanche lui cosa sia. La sua ribellione, più autodistruttiva che liberatoria, trascina la famiglia e se stesso in una fine che non può essere che tragica.
Cat People e Cinematocco: riportare i classici in sala e parlare ai nuovi pubblici
Cat People è una casa di distribuzione indipendente fondata da Raffaele Petrini e Alessandro Tavola (2023), nata dalla volontà di riportare i “classici” del cinema nelle sale, con uno sguardo personale e differente nel panorama delle riedizioni, sempre più accolto dal pubblico negli ultimi anni.
Cinematocco è un’associazione di promozione sociale under35 fondata nel 2023 da Marta Braga e Lorenzo Nicolino: lavora sul dialogo tra cinema come pratica culturale condivisa e nuovi pubblici giovanili, attraverso progetti di attrattività territoriale e collaborazione pubblico-privato.
Kavac Film: la produzione tra cinema d’autore, serie e documentari
Kavac Film è una società di produzione cinematografica fondata nel 1997 da Marco Bellocchio e Francesca Calvelli, oggi guidata da Simone Gattoni (CEO). La società è attiva nella produzione di film d’autore internazionali, serie tv e documentari, con un percorso che attraversa festival e premi, tra cinema e serialità.
