Heaux Tales, Jazmine Sullivan | La Recensione

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Copertina di Heaux Tales

Tradimenti, carica sessuale, il ruolo della donna nella società contemporanea: sono solo alcuni degli argomenti toccati da Jazmine Sullivan con il suo ultimo album, Heaux Tales

Di cosa parla Heaux Tales?

Si legge il titolo dell’ultimo album di Jazmine Sullivan, Heaux Tales, e si trema. Heaux rimanda a Danielle Bregoli, la ragazzina artefice del motto Cash Me Ousside, famosa anche come rapper con lo pseudonimo di Bhad Bhabie. Heaux Tales non è un titolo fortunato, per una regina del soul/R&B. Ma se ci si fa coraggio e si supera quella sventurata prima impressione, si scopre che il titolo tamarro non è che una maschera. Dietro la maschera giace invece un ottimo album di Jazmine Sullivan, che non ha perso una goccia di smalto dal lontano rilascio di Reality Show

Non mancano in Heaux Tales le aspettate (o meglio temute) contaminazioni trap, che sono però limitate al minimo sindacale e non rappresentano mai una corrente in cui Heaux Tales si lasci cadere. Le collaborazioni – Ari Lennox, H.E.R., Anderson .Paak – sono ben selezionate e indicano una fedeltà di Sullivan al suo genere principe, nonché un intento più sperimentale e curioso. Il sound che emerge da questo sodalizio creativo è cupo, moderato, e permette al mezzosoprano Sullivan di sfruttare appieno le sue note basse. Quello che ne trae è un effetto di maturità riflessiva, dal sapore dark, che si adatta magnificamente al fulcro del lavoro.

Storie di donne, storie di sé 

“Il patriarcato maschile non detta più cosa significhi essere una “brava ragazza”. LA verità è che donne di tutte le età sono state chiamate “troie” in qualche punto della vita, che lo meritassero o meno, da qualche uomo che cercava dii metterci all nostro posto; un posto disegnato per tenerci sotto controllo, fuori dai piedi e solitamente sotto di loro. Le donne sono stanche di vergognarsi per le decisioni che abbiamo preso, e scegliamo di prendere, in relazione ai nostri corpi.” Heaux Tales è, come il titolo promette, un insieme di storie e prospettive sull’esperienza sessuale femminile nella società moderna. I racconti delle “heaux” protagoniste sono distribuiti tra diverse narratrici: Antoinette, Ari, Donna, Rashida, Precious, e da ultima Amanda. I personaggi incarnano i punti di vista di signore diverse, ospiti di Sullivan riunite in una metaforica tavola rotonda. Ari è Ari Lennox, mentre Amanda è l’attrice britannica Amanda Henderson.

Ciascuna delle “heaux” presenti nelle varie “tales” si esprime in un breve monologo, che fa anche da interludio tra le tracce. Gli archetipi che incarnano sono chiari e immediati: c’è la donna interessata solamente al sesso, quella che desidera reclamare la sua vita dal patriarcato, e quella che sta superando una brutta rottura (da un’altra donna). Ciascuna di loro emerge con una personalità forte, immediatamente distinta e riconoscibile. “Siamo sfaccettate”, dichiara Sullivan, “e non dovremmo essere definite da una sola cosa. Ciascuna di loro ha un viaggio da portare avanti, ed è solo nostra scelta come vi arriviamo”. 

Heaux Tales è così l’ennesima testimonianza del talento musicale di Jazmine Sullivan, nonché di un’ambizione creativa che andrebbe encomiata. Privo della durezza sociale di Reality Show, il lavoro riesce comunque a costruire una storia completa e trasmetterla in musica col tono giusto.E non chiedeva in fondo di più: essere ascoltata.

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