Harvey Weinstein condannato a 23 anni di carcere: ecco perché

Harvey Weinstein ha ricevuto una condanna esemplare per i reati da lui commessi. Ricapitoliamo per cosa è stato incriminato l'ormai ex super-produttore.

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L’era di dominio di Harvey Weinstein sul cinema americano è ormai terminata. L’ormai ex super-produttore, che nella sua carriera ha prodotto un numero incredibilmente alto di film di fama mondiale ed ha tenuto Hollywood in scacco per molti anni, è stato infatti condannato a 23 anni di carcere per svariati reati: stupri di terzo grado (rapporto sessuale con una persona non consenziente o che non era nelle condizioni di negare il proprio consenso) e di primo grado (il quale implica anche minacce o altro tipo di costrizioni fisiche). A denunciarlo moltissimi attrici più o meno famose, tra cui: Asia Argento, Rose McGowan, Angelina Jolie, Uma Thurman, Cate Blanchett, Gwyneth Paltrow, Anabella Sciorra ed altre. Presenti in lista anche non-attrici come Courtney Love, Amber Rose ed altre personalità del mondo dello spettacolo.

Scarlet Diva: il film di Asia Argento dedicato ad Harvey Weinstein

Il processo al cineasta è stato uno dei più imponenti effetti domino della storia: dalle denunce di un paio di donne, a poco a poco, hanno iniziato a susseguirsi quelle di persone più in vista, iniziando da attrici famose ma non celebri come appunto la McGowan e la Argento ma arrivando poi anche a nomi come la Jolie e la Paltrow – quest’ultima fra l’altro era stata precedentemente l’unica ad affrontarlo, denunciando pubblicamente i suoi comportamenti sconvenienti già a fine anni ’90. In base a quello che è emerso, tuttavia, il comportamento criminoso di Harvey Weinstein non riguardava “soltanto” gli abusi in sé e per sé, ma anche il modo criminale in cui ha messo il bastoni fra le ruote alle attrici che in passato avevano minacciato di denunciare tutto.

Harvey Weinstein: cos’ha fatto alle carriere di alcune attrici

Il ricatto in molti casi era, chiaramente, quello più classico di una società maschilista come quella in cui viviamo: sei brava e bella, ma se non vieni a letto con me non potrai più lavorare. O ancora: bene, sei stata a letto con me, ma se osi dire qualcosa a qualcuno non potrai più lavorare lo stesso. Attrici come Rose McGowan ed Anabella Sciorra hanno parlato chiaro in merito: la prima, diventata successivamente famosa per il ruolo di Paige in “Streghe”, ha dichiarato di aver ripiegato sulla televisione dopo un esordio cinematografico dopo aver ricevuto dal super-produttore il divieto di prendere parte a pellicole prodotte da lui; ancora peggiore il destino della seconda, che a causa del solo volere di Weinstein è passata da un esordio molto fortunato al quasi completo anonimato nel giro di pochi anni. Nessuno potrà ridare a queste donne la carriera a cui hanno dovuto rinunciare per un motivo a dir poco abbietto, ma adesso che un po’ di giustizia è stata fatta potranno quantomeno tirare un respiro di sollievo e sapere che difficilmente quello che è successo a loro capiterà ora a qualcun’altro.

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