“Harry Potter e i doni della morte – Parte 1” l’inizio della fine

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Harry Potter e i doni della morte parte 1
Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 (foto: Everyeye Cinema)

Siamo ormai vicini ai titoli di coda. Ancora un po’ di pazienza e due capitoli per lo scontro finale tra Harry Potter, Hogwarts, Lord Voldemort e i Mangiamorte. Stasera, lunedì 6 aprile, Italia 1 ospita come da prassi il penultimo capitolo della saga: Harry Potter e i doni della morte – Parte 1.

Sono passati dieci anni esatti da quando la pellicola usciva sul grande schermo, dopo l’enorme successo che il resto della saga aveva raggiunto. Basato come gli altri film sull’omonimo romanzo di J.K. Rowling, il film è stato diviso in due parti. Le riprese si sono svolte in concomitanza con quelle dell’ottavo e dell’ultimo capitolo. La regia è sempre quella di David Yates, già autore anche de L’ordine della Fenice (2007) e Il principe mezzosangue (2009).

La trama de Harry Potter e i doni della morte – Parte 1

Nel capitolo precedente, Harry ha scoperto il punto debole di Lord Voldemort, o meglio, i più punti deboli. Il Signore Oscuro ha infatti diviso la sua anima in più oggetti ed esseri viventi in modo da restare invincibile. Nel frattempo il suo nemico, in un incontro a villa Malfoy, dichiara di aver bisogno di una nuova bacchetta. La sua infatti è gemella di quella di Harry Potter, e quindi non può colpire mortalmente il proprietario di questa. Decide così di prendendo in prestito quella di Lucius Malfoy.

La bacchetta si dimostra subito essere debole. Durante un attacco con il mago e i membri dell’Ordine della Fenice, l’oggetto viene infatti distrutto da un controincantesimo emanato proprio da Harry. I maghi, al momento dello scontro, si stavano dirigendo alla Tana, ossia la casa della famiglia Weasley. Qua, ai tre giovani protagonisti vengono affidati alcuni oggetti appartenuti a Silente, che lui stesso in testamento ha voluto affidargli. A Harry lascia il boccino d’oro – che aveva quasi inghiottito durante la sua prima partita – e la spada di Grifondoro – al momento scomparsa. A Ron affida il Deluminatore e a Hermione il libro Le fiabe di Beda il Bardo.

Dopo l’ennesimo attacco dei Mangiamorte durante le nozze di Bill Weasly, i tre ragazzi partono alla ricerca degli Horcrux per distruggere una volta per tutte il Signore Oscuro. Grazie all’aiuto dell’elfo domestico Kreacher, scoprono che il vero medaglione – trovato nel capitolo scorso – è stato sottratto a Voldemort da Regulus Black, fratello di Sirius. Da questo ha fatto poi vari giri fino ad arrivare nelle mani di Dolores Umbridge, dipendente ora del Ministero della Magia.

Travestiti da impiegati ministeriali, i tre ragazzi riescono a derubare la signorina Umbridge. Subito dopo però sono costretti ad una fuga precipitosa, dopo essere stati riconosciuti da un Mangiamorte. Smaterializzatisi in un bosco lontano dalla città, scoprono i lati negativi del medaglione, che corrode l’animo di chi lo indossa. Decidono così di tenerlo a turno finché non avranno scoperto il modo per eliminarlo. La tensione inizia a farsi palpabile e la presenza dell’Horcrux sembra peggiorare le condizioni, portando Ron a lasciare il gruppo e la missione dopo un brutto litigio.

A Natale Harry ed Hermione continuano le loro ricerche nel paese di Godric’s Hollow, dove Harry è nato e dove sono sepolti i suoi genitori. Proprio al cimitero, il mago ritroverà sulla tomba di Ignotus Peverell un simbolo già visto: un triangolo con un occhio all’interno. Disegno che il padre di Luna Lovegood porta tatuato al collo e che si trova nel libro di Fiabe di Beda il Bardo. Una volta arrivati nella sua vecchia casa, Bathilda Bath, residente attuale, raggiunge i due ragazzi pieni di domande sugli Horcrux. Presto però si rivelerà essere una trappola. La donna infatti non è altro che Nagini, il serprente di Voldemort che tenta di ucciderli. I due si smaterializzano in tempo, ma con una perdita: la bacchetta di Harry. Questa infatti va distrutta nella lotta privandolo così della protezione che gli garantiva come gemella di quella del signore Oscuro.

Col passare dei giorni Hermioni fa scoperte importanti. Innanzitutto realizza che Voldemort è alla disperata ricerca di un oggetto rubato dal mago oscuro Gellert Grindelwald al fabbriccante di bacchette Gregorovitch. Dopodiché scopre che il vero oggetto che può distruggere gli Horcrux è la spada di Godric Grifondoro. Questa infatti, uccidendo il Basilisco, si è impregnata del suo sangue. In contemporanea, Harry svela il mistero attorno al Boccino che gli rivelerà una scritta: “Mi apro alla chiusura”.

La spada verrà trovata da Harry sul fondale di un laghetto ghiacciato grazie ad un Patronus a forma di cerva, mentre nel frattempo Ron, grazie al Deluminatore di Silente, riesce a tornare dai suoi amici.

I tre insieme si recano da Xenophilius Lovegood, padre di Luna, per chiedere informazioni riguardo al simbolo. La storia che ne esce è il raccondo dei Doni della Morte: la Bacchetta di Sambuco (la più potente mai creata), la Pietra della Resurrezione e il Mantello dell’Invisibilità. Con la storia però, l’obiettivo di Lovegood è anche un altro: intrattenere i ragazzi finché non arrivano i Mangiamorte. Voldemort li ha chiesti in cambio della liberazione della figlia Luna. Nonostante il tentativo di fuga vengono catturati e portati a Villa Malfoy dove ritrovano la ragazza, Olivander e il folletto della Gringott, Unci-Unci. Nel frattempo Voldemort si porta avanti sui maghi scoprendo, grazie all’aiuto di Grindewald, che la Bacchetta di Sambuco è sepolta nella tomba di Silente, suo ultimo proprietario.

Da Villa Malfoy i ragazzi rusciranno a fuggire grazie a Dobby, il quale però rimarrà ferito mortalmente, morendo una volta arrivato a casa di Bill Weasley, dove ha messo al sicuro i maghi.

La produzione

Il film in questione è forse uno dei più lenti della serie. Almeno per quanto riguarda la ricerca degli Horcrux. Per tutta la durata del film si percepisce chiaramente quel sentimento di ansia, preoccupazione, tristezza e oscurità che gira intorno ai ragazzi, ma soprattutto ad Harry. Questo infatti, ora più che mai, chiede vendetta, chiede la morte del Signore Oscuro, chiede giustizia. E ora più che mai è centrato sulla sua missione. Anche tutta la scenografia intorno a lui è tetra, desolata, abbandonata a se stessa così come lo sono i protagonisti, spediti all’interno di un vortice da cui possono uscire solo grazie alle loro abilità.

La calma e la monotonia di questo film però saranno la forza per la seconda parte, dove, durante lo scontro finale, verranno risolti una volta per tutte i dissidi della serie.

In questa pellicola il collegamento con Animali Fantastici si fa ancora più potente. Il protagonista del secondo capitolo della serie è infatti lo stesso Gindewald, colui che arruolerà anche Bellatrix Lestrange, scagliandosi contro un giovane Albus Silente.

La saga è riuscita a portare avanti l’evoluzione dei suoi personaggi in modo perfetto, facendoli crescere non solo nell’aspetto ma anche nei modi, e adattando ogni situazione al contesto di riferimento. E forse una delle evoluzioni più evidenti sta proprio nella figura di Draco Malfoy, costretto a diventare qualcosa che non vuole. Così diverso dal bambino che si credeva all’inizio del film, come se una volta che il male vero si fossi presentato davanti ai suoi occhi avesse realizzato cosa volesse davvero significare stare dalla parte del Signore Oscuro. Malfoy è riuscito a rappresentare in pieno, grazie anche alla capacità del suo attore, il dissidio che corrode l’animo di chi per tutta una vita ha pensato di essere dalla parte giusta ma che un giorno, improvvisamente, non si riconosce più.

Dove vedere Harry Potter e i doni della morte in streaming

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