È “No Name”, cortometraggio italiano diretto da Silvia Estella Ondina Sanna e prodotto da Colorful, il vincitore della sesta edizione del concorso cortometraggi del Guerre&Pace FilmFest 2026.
La premiazione si è svolta a Nettuno (Roma), nell’ambito della XXIV edizione del festival, andata in scena dal 20 al 26 luglio 2026. La manifestazione, dedicata al rapporto tra cinema, memoria e riflessione sui temi della guerra e della pace, ha avuto come filo conduttore il tema “Oltre la guerra”.
“No Name”, un racconto potente sul dramma del Mediterraneo
Il cortometraggio di Silvia Estella Ondina Sanna ha conquistato la giuria grazie a un linguaggio essenziale ma di grande impatto emotivo e visivo.
La motivazione del premio sottolinea come il film riesca, attraverso una narrazione sintetica e poetica, a raccontare “la solitudine e l’indifferenza in cui si consuma la tragedia del mondo in cui viviamo”.
Particolarmente significativa la scelta estetica delle “palline-teste” che scompaiono tra le onde, un elemento simbolico che rende ancora più evidente il dramma di chi chiede aiuto e il silenzio di un’umanità spesso incapace di ascoltare.
Il corto racconta la storia di una barca ferma nel Mediterraneo, sospesa nel tempo in attesa dei soccorsi. Tutto sembra immobile, ma il tempo continua a scorrere mentre i protagonisti vivono l’angoscia dell’attesa.
A ritirare il premio è stato l’attore Miloud Mourad Benamara, voce protagonista del cortometraggio.
La XXIV edizione del Guerre&Pace FilmFest
Organizzato dall’Associazione Seven con la direzione artistica di Stefania Bianchi, il Guerre&Pace FilmFest si conferma una delle principali rassegne italiane dedicate al cinema di guerra e di pace.
La manifestazione, a ingresso gratuito fino a esaurimento posti, ha proposto una ricca programmazione composta da:
- lungometraggi;
- cortometraggi;
- documentari e filmati dell’Archivio Storico Luce Cinecittà;
- presentazioni di libri;
- incontri e momenti di confronto con autori e pubblico.
La conduzione delle serate è stata affidata alla giornalista Martina Riva, mentre uno spazio quotidiano è stato dedicato ai sei cortometraggi finalisti del concorso.
Il tema “Oltre la guerra”
Il cuore dell’edizione 2026 è stato il tema “Oltre la guerra”, un percorso cinematografico dedicato alle storie di conflitti, diplomazia, memoria e ricerca della pace.
“Il tema scelto per la selezione dei film di questa edizione è ‘Oltre la guerra’ – ha spiegato la direttrice artistica Stefania Bianchi – un modo per accendere i riflettori su storie che raccontano ciò che accade durante il conflitto, quando le persone sono costrette a vivere dentro la guerra e a confrontarsi ogni giorno con scelte difficili, paure e responsabilità”.
Secondo Bianchi, il cinema diventa uno spazio di riflessione sulla coscienza degli uomini, sulla memoria e sulla responsabilità, mostrando come anche nei momenti più drammatici possano resistere la non violenza, il perdono, la ricerca della verità e il desiderio di pace.
I film e i libri protagonisti del festival
Tra i lungometraggi presentati figurano opere come:
- “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini;
- “Campo di battaglia” di Gianni Amelio;
- “Jojo Rabbit” di Taika Waititi;
- “L’insulto” di Ziad Doueiri;
- “Selma – La strada per la libertà” di Ava DuVernay;
- “Il ponte delle spie” di Steven Spielberg;
- “Monuments Men” di George Clooney.
Il programma letterario ha ospitato inoltre la presentazione di quattro libri:
- Se non io chi di Stefano Bufi;
- La notte dei traditori di Andrea Frediani;
- L’amore malfatto di Giusy Sardella;
- Le nuove dimensioni delle minacce. Il mondo va in pezzi? di Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte e Ferdinando Sanfelice di Monteforte.
Un festival tra cinema, memoria e impegno civile
La XXIV edizione del Guerre&Pace FilmFest è stata realizzata con il patrocinio e il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Lazio, di Lazio Terra di Cinema, del Ministero del Turismo e della Città di Nettuno, con la partnership dell’Archivio Luce Cinecittà.
Un appuntamento che ancora una volta ha confermato il ruolo del cinema come strumento di memoria e consapevolezza, capace di raccontare i conflitti ma soprattutto ciò che resta quando si guarda oltre la guerra.
