Gotti il primo padrino | Trama, cast e recensione

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John Travolta in Gotti il primo padrino

John Travolta, cercando seriamente di farsi strada attraverso una tonnellata di trucco e una cattiva sceneggiatura, interpreta il mafioso John Gotti, il primo padrino. Un caotico film biografico che salta dappertutto e come ci dice in anticipo Teflon Don: “Questa vita finisce in due modi: morto o in prigione. Ho fatto entrambe le cose.” E’ un po’ la sensazione del pubblico che si trova costretto a guardare questo film.

Trama di Gotti il primo padrino

C’è un vero dramma in questa storia del mafioso che è diventato da esecutore della potente famiglia criminale Gambino di New York a suo capo spietato. Nel film c’è tutto: dalla sua condanna del 1992 per cinque omicidi, cospirazione per omicidio, racket, ostruzione alla giustizia, evasione fiscale, gioco d’azzardo illegale, estorsione e strozzinaggio alla sua morte nel 2002 per cancro alla gola presso lo United States Medical Center for Federal Prisoners a Springfield, Missouri. Gotti ha fatto molte cose depravate, nessuna noiosa. Ma il regista Kevin Connolly smussa ogni aspetto della storia creando un miscuglio meno avventuroso e si, più noioso, della sceneggiatura già taglia di Lem Dobbs e Leo Rossi. 

L’errore del film Gotti il primo padrino

Il loro errore più grande è stato quello di concentrarsi sul Gotti sbagliato. Il materiale di partenza per il film è il libro di memorie auto-pubblicato di John Gotti Jr. È l’immagine rosa di Gotti come lo vedeva Junior. L’amorevole marito della moglie scoppiettante Victoria (la vera moglie di Travolta, Kelly Preston) l’orgoglioso papà di quattro figli che soffre quando un giovane figlio viene ucciso da un automobilista spericolato. Mentre chiunque muore per mano sua è feccia senza valore. 

John Travolta sottotono

La parte triste è che sotto una guida più astuta (il vincitore dell’Oscar Barry Levinson era interessato alla regia), Travolta avrebbe potuto interpretare questo ruolo complesso in modo sicuramente migliore. Ha dimostrato solide capacità di recitazione con la sua nomination agli Emmy come avvocato Robert Shapiro in The People contro OJ Simpson

Anche qui ci sono momenti in cui Travolta, nei panni di Gotti dall’età di 30 anni fino alla sua morte a 61, supera i cliché. La sua scena in prigione dopo l’intervento chirurgico al cancro, ha una potenza grezza. E quando il film si sposta dalla violenza armata del capo mafia, Travolta e Preston descrivono nel dettaglio gli alti e bassi di un matrimonio dettato dai ritmi e dalle regole di un’azienda familiare criminale. Verso la fine, ci sono filmati reali di testimonianze dei vicini e degli amici di Gotti. Forse la parte più interessante e vera di tutto il film.

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