Giornata contro la violenza sulle donne: la musica si unisce alla lotta

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giornata contro la violenza sulle donne

Oggi 25 Novembre è la Giornata contro la violenza sulle donne: in questa giorno speciale vi invitiamo ad ascoltare 12 canzoni in particolare che hanno trattato questo tema particolare. Questa battaglia naturalmente va combattuta ogni giorno non solo oggi, bisogna far diventare il rispetto e l’amore il fondamento dell’esistenza umana, dove la tenerezza e la complicità rappresentano il seme del sentimento reciproco che provano due persone l’una per l’altra. Il bene è invisibile, ma è capace di muovere il mondo.

Giornata contro la violenza sulle donne: quali sono le canzoni che trattano l’argomento?

Sono 12 le canzoni che trattano il tema della violenza sulle donne, con approcci totalmente diversi, ma uniti nel denunciare questa brutalità che va fermata. Off Duty Trip-The Raincoats, Behind the Wall-Tracy Chapman, Me and a Gun-Tori Amos, Liar-Bikini Kill, His Story-TLC, Not to Blame-Joni Mitchell, Sullen Girl-Fiona Apple, Goodbye Earl-Dixie Chicks, I’m OK-Christina Aguilera, Delilah-The Dresden Dolls, Oblivion-Grimes, Til It Happens to You-Lady Gaga.

Off Duty Trip-The Raincoats (1979)

Nella seconda metà degli anni ’70 il punk ha fornito alle ragazze uno strumento attraverso cui esprimersi ed essere orgogliose di farlo. Questo pezzo delle inglesi Raincoats, tanto amate da Kurt Cobain, è tratto da una storia vera. Una coppia nel parco, lei urla, nessuno fa nulla perché lui è un militare e “la vita del soldato è dura”. “Join the professionals” recita il ritornello che punta il dito contro l’esistenza di un codice professionale omertoso attraverso uno slogan per attirare reclute.

Behind the Wall-Tracy Chapman (1988)

Niente musica, solo voce per un racconto di ordinaria violenza. La cantante sente delle urla provenire dall’appartamento dei vicini dei casa: il marito sta picchiando la moglie. Chiamare la polizia non serve a niente, in quei quartieri: se arrivano, arrivano troppo tardi e dicono di non volere interferire con il ménage famigliare. Era il 1988 e non era un tema di cui si cantava tutti i giorni.

Me and a Gun-Tori Amos (1991)

Non è una delle canzoni più famose di Tori Amos, ma è una delle più influenti per la crudezza con cui la cantante racconta lo stupro subito a Los Angeles quando aveva 21 anni, alla fine di un concerto (l’uomo aveva un coltello, non una pistola). Pur essendo cantata a cappella è stata pubblicata come singolo. Ha l’aria di un inno religioso e un ritornello pazzesco: “Eravamo io e una pistola / E un uomo dietro di me / E cantavo ‘holy holy’ mentre lui si slacciava i calzoni”. Il particolare dell’inno intonato durante la violenza è vero: lo stupratore le impose di farlo.

Liar-Bikini Kill (1991)

All’inizio degli anni ’90 il movimento delle riot grrls ha portato temi come violenza e parità di genere all’interno della conversazione sul rock, all’epoca decisamente maschilista. “Sei uno stramaledetto bugiardo del cazzo”, urlano le Bikini Kill a un uomo che nega d’essere violento e trae vantaggio dalle sue bugie. C’è anche un passaggio intersezionalista che allora poteva suonare strano, oggi molto meno: “Mangiare carne, odiare i neri e picchiare la moglie sono la stessa cosa”.

His Story-TLC: (1992)

A chi credere quando viene denunciata una violenza? A lui o a lei? E poi, a un uomo bianco o a una ragazza nera? Nel 1992 le TLC ci dicevano che la società tende a credere all’uomo citando il caso di Tawana Brawley, quindicenne di colore che nel 1987 aveva accusato di violenza sessuale quattro uomini bianchi senza essere creduta.

Not to Blame-Joni Mitchell (1994)

La voce e il piano di Joni Mitchell, la pedal steel di Greg Leisz, il sax soprano di Wayne Shorter accompagnano un’invettiva contro un uomo violento. Il protagonista è un personaggio noto (si pensa ispirato a Jackson Browne, anche per via del riferimento al suicidio della moglie) e la notizia passa di bocca in bocca: “Hai picchiato la ragazza che amavi”. Gli amici dell’uomo “scommettono tutte le loro fortune e la loro fama che lei era inopportuna e a te non si può dare la colpa”.

Sullen Girl-Fiona Apple (1996)

Sullen Girl significa ragazza imbronciata. “È così come mi chiamano, ragazza imbronciata? Non sanno che navigavo acque profonde e quiete finché lui non mi ha gettata sulla spiaggia, ha preso la mia perla e mi ha lascia così, un guscio vuoto”. È il racconto di uno stupro subito a 12 anni d’età. Ma anche del rifiuto di trasformarsi in una vittima a vita. “Quell’esperienza mi ha resa più forte”, ha detto la cantante, “mi ha insegnato parecchio su chi sono e su com’è la vita. Capitano cose che ti fanno soffrire, ma non devi ingigantirle. Sono stata stuprata. È finita, è passata. E ho imparato qualcosa”.

Goodbye Earl-Dixie Chicks (1999)

Il country ha una bella tradizione di canzoni di vendetta femminile. Questa è la storia di due amiche di scuola, Mary Ann e Wanda (nel video la Jane Krakowski di Ally McBeal). La prima va a vivere altrove, la seconda resta in città e si sposa con Earl, un marito violento contro cui la donna ottiene un provvedimento restrittivo. L’uomo lo viola e “la manda in terapia intensiva”. Mary Ann torna in città e decide con l’amica di ammazzare il bastardo. Lo avvelenano e fanno sparire il corpo. Amen.

I’m OK-Christina Aguilera (2002)

“C’era una volta una ragazza”, canta Christina Aguilera all’inizio del pezzo, ma non è una favola, è un pezzo scritto con Linda Perry sulle violenze subite dalla cantante e dalla madre a opera del padre. Il finale è positivo: “I lividi svaniscono, papà, ma il dolore rimane / E ricordo ancora quanto mi spaventavi / È stata forte la mamma a darmi tutto il suo amore / Ogni mattina mi sveglio e mi guardo indietro / Ma sto bene”.

Delilah-The Dresden Dolls (2006)

La storia di una relazione abusiva piena di immagini prese dalla vita sbandata di Amanda Palmer da teenager. C’è una ragazza che pensa di essere innamorata del suo aguzzino e c’è la cantante che le apre gli occhi: “No, non lo sei, ti piace essere usata” e “Ti menerà come un cuscino”. La parte “Hai bisogno di un passaggio, Delilah? Vediamo quanto forte si può andare” è stata scritta con in testa il film Thelma & Louise.

Oblivion-Grimes (2012)

La canzone parla della paura di uscire di casa la sera dopo essere stata aggredita con violenza. L’arrangiamento elettronico giocoso in contrasto con il tema è voluto: Grimes ha detto che è un modo per depotenziare il potere dei maschi e superare la sensazione di impotenza, rendendo la storia leggera e pop.

Til It Happens to You-Lady Gaga (2016)

Scritta per il documentario The Hunting Ground sulla violenza sessuale nei campus americani, chiede empatia per le vittime: “Finché non succede a te non sai come ci si sente”. Agli Oscar nel 2016 Lady Gaga l’ha cantata circondata da 50 sopravvissute a violenza sessuale. La stessa Gaga ha detto di avere subito violenza quando aveva 19 anni.

Volevo concludere indicando che ci sono anche canzoni italiane che trattano l’argomento come Emma con la canzone Io di te non ho paura, Ermal Metà con Vietato morire, Donna di Mia Martini, Nessuna conseguenza di Fiorella Mannoia e Gemelly Diversy con Mary.

Emma-Io di te non ho paura (2016)

Con “Io di te non ho paura” Emma racconta una storia di presa di coscienza di se stessi dove la voglia di dire No prevale sulla paura, la vergogna e l’umiliazione. Nel ritornello con un urlo liberatorio canta “io di te non ho paura” per liberarsi da tutto ciò che la tiene legata al suo aguzzino che non è altro che il suo compagno. “Io di te non ho paura e tu di noi che cosa vuoi sapere ancora, che di te non ho paura ma tu di noi che cosa vuoi sapere ancora”.

Ermal Meta-Vietato Morire (2017)

“Vietato morire” è il brano con cui Ermal Meta si è presentato al Festival di Sanremo nel 2017. Il singolo racconta il punto di vista del bambino che vede la madre vittima di numerose violenze da parte del compagno. Si tratta di un racconto autobiografico in cui Ermal ritorna bambino e ricorda tutti i momenti in cui ha assistito alla ferocia del padre nei confronti suoi e della madre. Avrebbe potuto incattivirsi con gli anni ma non l’ha fatto perché quel dolore l’ha trasformato in forza. Nella vita possiamo scegliere da che parte stare e questo ne è l’esempio. “E la paura frantumava i pensieri che alle ossa ci pensavano gli altri. E la fatica che hai dovuto fare da un libro di odio ad insegnarmi l’amore”.

Donna–Mia Martini (1982)

“Donna” è un brano scritto da Enzo Gragnaniello per Mia Martini e pubblicato nel 1989, stesso anno di uscita di una delle canzoni italiane più belle in assoluto: “Almeno tu nell’universo“. Con questo brano l’autore ha messo in risalto un particolare comportamento degli uomini: essi si avvicinano alle donne e le considerano solo un mero oggetto sessuale. “Donna come l’acqua di mare chi si bagna vuole anche il sole. Chi la vuole per una notte. C’è chi invece la prende a botte”.

Nessuna Conseguenza–Fiorella Mannoia (2016)

Fiorella Mannoia è da sempre stata molto attenta alla tematica contro la violenza sulle donne e, questa volta, vi proponiamo “Nessuna Conseguenza”. L’uomo crede di avere un potere assoluto sulla donna e di poterla manipolare a suo piacimento ma ciò che non sa è che la donna ha avuto il coraggio di liberarsi e di rivoltarsi. La parola chiave di questo brano è sicuramente “Coraggio”. “Guardandomi ogni volta dall’alto verso il basso, perché non pensavi che avrei avuto un giorno il coraggio”.

Gemelly Diversi-Mary (2003)

Mary è un brano dei Gemelli Diversi del 2003 e contenuto nell’album “Fuego”. Il testo parla di una ragazza vittima degli abusi sessuali da parte di un padre che presto rifiuta abbandonando il tetto domestico. La fuga è l’unica strada che la protagonista del brano trova per cancellare una adolescenza macchiata dalla presenza di quell’orco che gli ha segnato la vita per sempre. Lascia, quindi, il proprio paese di periferia ed anche quando torna risollevata da una nuova vita, un amore ed un figlio non riesce a versare lacrime sulla lapide di quel padre ormai defunto.

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