Freestyle: “Life Is (Not) A Game” alla Festa del Cinema di Roma

Freestyle: "Life Is (Not) A Game" il documentario con la street artist LAIKA

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Verrà presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Freestyle, Life Is (Not) A Game, il documentario con protagonista la street artist Laika.

Freestyle: chi è il regista di “Life Is (Not) A Game”?

Il documentario segna l’ esordio alla regia di Antonio Valerio Spera, prodotto da Morel Film e Salon Indien Films.

Freestyle: “Life Is (Not) A Game”: il documentario

Il film non è un convenzionale documentario sull’arte, né un classico biopic, ma il racconto degli ultimi due anni della nostra vita osservati dal punto vista della celebre artista romana, autrice delle famosissime opere: #Jenesuispasunvirus, dedicata a Sonia, nota ristoratrice cinese della capitale, che denuncia gli atti di razzismo contro la comunità cinese prima dello scoppio della pandemia.

La discriminazione

Il racconto inizia proprio nel 2020: si passa dalla discriminazione verso la comunità cinese all’obiettivo “immunità di gregge” di Boris Johnson, dalle conseguenze economiche della pandemia fino alla guerra in Ucraina.

Trama

La macchina da presa segue Laika nei blitz notturni, nel confinamento durante i duri mesi del lockdown, per poi accompagnarla in Bosnia all’inizio del 2021, quando l’artista decide di intraprendere il viaggio sulla rotta balcanica per denunciare le atroci condizioni di vita dei migranti; e infine in Polonia, al confine con l’Ucraina, nell’aprile del 2022.

Freestyle: “Life Is (Not) A Game”: il percorso

Life Is (Not) A Game, così, partendo dalla cronaca, racconta questo percorso artistico fatto di fantasia, adrenalina, “gioco”, e il parallelo crescendo della coscienza civile di Laika. Un percorso che la porta a mettere gradualmente da parte l’anima ludica del suo lavoro e la spinge fuori dai confini nazionali per lasciar esplodere esclusivamente rabbia e denuncia.

Location

Girato tra Roma, la Bosnia, Francoforte e ancora, la Polonia, Life Is (Not) A Game mutua il suo titolo da una delle opere di Laika affisse nel suo viaggio sulla rotta balcanica, Life Is Not A Game, appunto. Il poster è una denuncia esplicita della violenza esercitata dalla polizia sui migranti che provano il cosiddetto “Game”

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