Flaming Lips in concerto tra le bolle

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I Flaming Lips realizzano un concerto tra le bolle

Solo ai Flaming Lips verrebbe un’idea del genere: un concerto dove il pubblico assiste da dentro delle bolle di plastica. Ma durante la pandemia di COVID-19 l’idea funziona, e riesce a combinare la sicurezza con il piacere della musica

Flaming Lips: com’è il concerto delle bolle?

Wayne Coyne ne ha fatta un’altra delle sue. Uno dei cantanti più stravaganti del mondo, leader di uno dei gruppi più idem, affronta faccia a faccia la pandemia con il suo consueto umorismo e verve. I Flaming Lips cantano in Oklahoma in barba a tutti, la tecnologia al loro servizio: per assicurare il distanziamento sociale, il concerto si riempie di bolle. 

Già, bolle. Bolle di plastica ermetiche, a tenuta stagna, ciascuna delle quali contiene un componente o due del pubblico. Anche i Flaming Lips sul palco trascorrono il concerto dentro le bolle, separati gli uni dagli altri. Le bolle del pubblico sono invece sparpagliate per il pavimento della sala concerti (il Criterion di Oklahoma City) mantenendo debita distanza tra tutti i presenti. Da lì dentro i fan della band hanno potuto esibirsi in alcuni dei loro classici, nonché tracce più nuove dall’album American Head. Hanno inoltre compiuto un tributo al compianto Daniel Johnston, esibendosi in una cover di True Love Will Find You. L’esibizione è stata inoltre ripresa da una crew di professionisti.

Sicurezza e divertimento

Coyne e i Flaming Lips hanno pensato davvero a tutto: un personale qualificato vigila per tutta la durata del concerto, e da dentro le bolle è possibile uscire in caso di necessità. Oltre agli amplificatori, dentro le casse è possibile trovare una bottiglietta d’acqua, un ventaglio a batteria, un asciugamano e dei cartelli. Due in tutto: con uno si indica di avere tanto caldo, con l’altro di dover andare al bagno. Nel secondo caso, lo staff interviene direttamente in assistenza degli avventori, che dovranno però indossare una mascherina. Inoltre, prima di accedere al locale, i fan dovranno scannerizzare un codice QR e scaricare un’app di tracciamento. In tal modo, nel malaugurato caso di un contagio, possono entrare in contatto con gli altri avventori e prevenire ulteriori diffusioni. 

“Un evento molto ristretto e strambo”, lo definisce Coyne. “Ma la stranezza è che possiamo goderci il concerto prima di mettere a rischio le nostre famiglie e gli altri. Credo che sia una sorta di nuovo normale – puoi andare a uno spettacolo, oppure no, ma credo che noi la gestiremo”. Così i Flaming Lips completano il loro concerto: l’idea delle bolle era dello stesso Coyne, come prevedibile. Il frontman dichiara di essere stato ispirato da una sua vecchia abitudine sul palco, rotolare al di sopra del pubblico in una sfera analoga. E all’idea che altre band decidano di replicare questo sistema, Coyne risponde un fiero sì. “Sicurezza, sicurezza, sicurezza,” dichiara, “ma anche divertimento”. 

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