Eurovision ’22: i vincitori della 2a semifinale

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Eurovision '22

La 2a semifinale dell’Eurovision ’22 ci ha regalato esibizioni spettacolari e sorprese choc. Vediamo chi ha passato il turno.

Eurovision ’22: chi accede alla finale?

Finlandia – The Rasmus con Jezebel

Comincia nel segno dei Rasmus questa semifinale. Forse ve li ricorderete per un loro pezzo molto celebre, intitolato “In the shadows”. La loro Jezebel è un inno alternative rock che ha come protagonista una donna che “prende ciò che vuole e non chiede il permesso”.

Serbia – Konstrakta con In corpore sano

Il brano di Konstrakta non è la solita canzonetta pop e merita un’analisi approfondita. L’artista serba gioca sulla dicotomia tra corpo sano e mente malata. “Una mente malata in un corpo sano. Un’anima triste in un corpo sano. Una mente disperata in un corpo sano. Una mente spaventata in un corpo sano. Quindi, cosa facciamo ora?” recita il testo della canzone. Una diapositiva dei nostri tempi, verrebbe da dire.

Azerbaijan – Nadir Rustamli con Fade to black

La sua Fade to black è una ballad suggestiva, che Nadir interpreta con grande trasporto. La sua voce si arrampica su, sino al cielo, e buca le nuvole. Abbiamo forse appena visto uno dei tre artisti che saliranno sul podio di questo Eurovision ’22?

Australia – Sheldon Riley con Not the same

Artista dotato di grande sensibilità, Sheldon Riley è noto soprattutto per la sua partecipazione a The Voice Australia, che gli vali il terzo posto. Il suo brano ha un’impronta autobiografica e trae ispirazione dal vissuto dello stesso Riley, al quale fu diagnosticata la sindrome di Asperger. Gli dissero che non avrebbe potuto condurre una vita normale. In un certo senso avevano ragione, perché Riley ne sta conducendo una straordinaria.

Estonia – Stefan con Hope

Il country pop di Stefan convince come pochi altri brani in gara. Incalzante e sostenuto dalla calda voce dell’artista, Hope è dedicato a tutti coloro che non smettono mai di sperare nonostante gli ostacoli e le mille difficoltà.

Romania – WRS con Llámame

WRS, pseudonimo di Andrei Ionuț Ursu, è anche un ballerino. Figlio di due ballerini folk, comincia a soli 12 anni a danzare. La sua Llámame, che vale all’artista la finale,è una richiesta d’amore rivestita da atmosfere dance e pop.

Polonia – Ochman con River

È uno dei grandi attesi. La sua River è una miscela esplosiva di pop e musica operistica, che fonde la tradizione paterna, che suonava il sintetizzatore in un gruppo rock, a quella del nonno cantante lirico. Le sue doti canore non sono in discussione, e difatti conquista la finale.

Belgio – Jérémie Makiese con Miss You

Ex calciatore, Jérémie Makiese abbandona lo sporto per dedicarsi alla musica. Faceva il portiere ed era approdato nella serie B belga. Ora è sul palco dell’Eurovision ’22 e andrà in finale. Jérémie è la prova vivente che le scelte coraggiose alla fine ripagano.

Sweden – Cornelia Jakobs con Hold Me Closer

Si guadagna gli applausi dopo un’esibizione impeccabile. Hold me closer è una ballata pop di spessore, avvolgente e intensa. Il passaggio in finale appare chiaro non appena la canzone entra nel vivo.

Repubblica Ceca – We are domi con Lights off

L’elettro pop, la grande energia e la voce della frontwoman regalano ai We are domi la finale. A soli 3 anni dalla sua nascita, la band conquista il palco dell’Eurovision ’22 e la finale con un brano scatenato e che parla di un amore al capolinea. Un mix di rabbia e malinconia che, tradotto in musica, fa ballare tutta l’arena.

Eurovision ’22: gli esclusi

Israele – Michael Ben David con I.M

Icona del movimento Lgbtq+, l’artista israeliano è una vera e propria star. Si prende il palco, canta divinamente e si candida per un posto sul podio della manifestazione. Il suo brano è un inno pop che parla dell’accettazione di sé e delle difficoltà che ciò comporta. Difficoltà che, a guardarlo, potrebbe demolire a colpi di pop. Il motivo della sua esclusione resta un mistero.

Georgia – Circus Mircus con Lock me in

I colori e i costumi che portano sul palco dell’Eurovision ’22 sono frutto di un retaggio passato. I Circus Mircus sono infatti ex artisti circensi. Divertono e si divertono con la loro Lock me in. Quella che portano in scena è l’esibizione che non t’aspetti e che non riesci a smettere di seguire. Purtroppo non basta per un posto in finale.

Malta – Emma Muscat con I am what i am

Qualcuno se la ricorderà per la partecipazione, nel 2018, a talent Amici di Maria de Filippi. Vanta diverse collaborazioni di tutto rispetto e un EP con la Warner Music Italy. Il pubblico di Torino sembra apprezzare la sua I am what i am, ma l’esibizione vocale non tra le migliori viste finora. Dispiace per l’esclusione, ma ci sta.

San Marino – Achille Lauro con Stripper

Istrionesco come pochi, non delude le aspettative neanche stavolta. Sul palco c’è di tutto, persino un toro meccanico che si diverte a cavalcare. Tra fumi e giochi pirotecnici, chitarre che eruttano scintille e vestiti attillati, Lauro e soci ci regalo 3 minuti esaltanti. Peccato non abbia passato il turno, chissà cosa avrebbe combinato in finale.

Cipro – Andromache con Ela

Emerge dal buio come una Venere moderna dalla pancia di una scnografica conchiglia. La sua Ela è un brano con strumenti tipici e in lingua greca. L’esibizione non è tra le più memorabili e forse questo spiega l’eliminazione.

Irlanda – Brooke Scullion con That’s rich

Classe ’99, la bella Brooke partecipa al talent show The Voice Uk nel 2020 e conquista il terzo posto. Scrive la sua That’s rich di getto, dopo aver letto la biografia di Deborah Ann Harry, frontwoman del gruppo Blondie. Un’ispirazione che, purtroppo per lei, non le regala la tanto ambita finale.

Macedonia del Nord – Andrea con Circles

La giovane Andrea scopre la musica a New York, nel corso del suo anno di permanenza nella Grande Mela. Comincia a pubblicare cover sui social quando torna in Macedonia, facendosi notare dal produttore Aleksandar Masevski, che le offre poi una borsa di studio e produce il suo primo singolo. Quella di Andrea è una favola che, nonostante l’esclusione dalla finale, continuerà a dispiegare le proprie ali.

Montenegro – Vladana con Breathe

Si presenta con un brano in inglese, scritto a quattro mani con Darko Dimitrov, compositore macedone. Breathe è un brano emotivo, che parte in sordina, cresce ed esplode. L’artista ha preso spunto da un’esperienza personale avvenuta durante la pandemia e ha scritto il testo tutto d’un fiato, senza modificarlo in seguito.

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