Euphoria: la serie scandalo di cui tutti parlano

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Euphoria, prodotta da HBO, è la nuova serie scandalo che racconta, con un linguaggio crudo e provocatorio, i drammi e le tenerezze della cosiddetta generazione Z. Disponibile su Sky e su Now Tv, Euphoria ha immediatamente attirato su di sé l’attenzione del pubblico. Gli apprezzamenti e le critiche sono stati ugualmente numerosi, per una serie senza peli sulla lingua che mostra quanto possa essere triste e spaventosa l’adolescenza social dei ragazzi di oggi.

Rue come Christiane F.

Sono passati più di 40 anni da quando Christiane F. raccontava il dramma della tossicodipendenza tra gli adolescenti tedeschi nel libro Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, divenuto un film nel 1981.

I tempi sono cambiati, i ragazzi hanno un aspetto diverso e perfino le droghe sono nuove, ma i fili che muovono il dramma sono rimasti gli stessi: dipendenza, sesso, amicizie ed amori destinati a fallire, genitori che tentano con ogni mezzo di salvare l’ennesima generazione perduta.

Trama

Rue, interpretata da Zendaya, è una giovanissima tossicodipendente americana che frequenta le scuole superiori. In seguito ad un’overdose, la ragazza trascorre alcuni mesi in un centro di riabilitazione; ma, non appena ne esce, è subito pronta a correre dal proprio pusher di fiducia, ansiosa di tornare alle vecchie abitudini.

Attraverso lo sguardo cinico e smaliziato di Rue, veniamo a conoscenza del suo passato, segnato da una diagnosi di disturbo ossessivo compulsivo, dalla depressione e dalla morte prematura del padre. Ma facciamo anche la conoscenza degli altri adolescenti intorno a lei: l’amica/amante di Rue, Jules (Huter Shafer), ragazza transessuale ingenua e sognatrice; Nate (Jacob Elordi), l’atleta irascibile e violento ossessionato dalla cheerleader Maddie (Alexa Demie); Kat (Barbie Ferreira), la ragazza sovrappeso in lotta per la conquista della propria autostima; Cassie (Sidney Sweeney), la ragazza bella ma insicura, che usa il proprio corpo per cercare disperatamente di guadagnarsi l’amore altrui.

Una gioventù angosciosa

Episodio dopo episodio, Euphoria ci trascina nella spirale di una gioventù angosciosa, dove <<i nudi sono la valuta dell’amore>>, il bullismo è all’ordine del giorno e i social sono una costante fonte di pericolo, usati per adescare, per umiliare, per far soldi con metodi discutibili. Alcol e droghe sono facilmente disponibili e chiunque può farvi ricorso. La perdita della verginità è un rito di passaggio che va compiuto al più presto e senza essere troppo schizzinosi, pena l’esclusione dal gruppo. Il sesso è una ginnastica deprimente che tutti praticano ma che sembra non piacere davvero a nessuno. I rapporti sessuali vengono filmati all’insaputa delle ragazze e postati sui social.

Fra traumi infantili, genitori inadeguati, relazione tossiche, bullismo e ricatti, Euphoria da allo spettatore la stessa assuefazione delle droghe assunte dalla protagonista. Volendo scandalizzarlo, finisce invece per immunizzarlo contro qualsiasi nuovo evento sconvolgente. Come tutto ciò che è eccessivo, stomaca e, inevitabilmente, annoia.

Un disperato bisogno d’amore

Eppure, vi è anche spazio per il romanticismo nelle esistenze estreme dei ragazzi di Euphoria. Basta uno sguardo un po’ più approfondito per rendersi conto di come tutti loro, persino i più arrabbiati e violenti, manifestino l’unico, disperato desiderio di amare ed essere amati. Come qualsiasi adolescente, in qualsiasi epoca, Rue e gli altri sono in balìa di cotte e struggimenti d’amore. Le loro relazioni sono disfunzionali ma intense, e spesso sembrano disposti a tutto pur di ottenere l’attenzione della persona amata, o di poter continuare a starle accanto.

Déjà-vu

È impossibile non provare, davanti a Euphoria, una sensazione di déjà-vu, dovuta all’elevato numero di cliché cui ricorre la serie. Gli adolescenti autodistruttivi, le immagini compromettenti diffuse in rete, l’atleta violento con problemi familiari, la ragazza sovrappeso ma carina che impara ad accettare il proprio corpo: sono tutti elementi che ricorrono nei film e nelle serie destinati al pubblico adolescente, in cerca di emozioni forti e di personaggi controversi ma affascinanti in cui identificarsi.

Realtà o esagerazione?

Euphoria è dunque una serie da evitare? Ebbene no. Al di là del gusto personale, e nonostante diverse esagerazioni, Euphoria offre uno spaccato di quello che forse non è ancora, ma che potrebbe diventare l’universo corrotto degli adolescenti di oggi e degli adulti di domani. Un universo sul quale affacciarsi è disturbante ma necessario, perché forse è ancora possibile evitare che la realtà quasi distopica di Euphoria finisca per diventare la nostra.

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