Emis Killa contro il politicamente corretto

Dopo la polemica del "bacio non consensuale" del principe a Biancaneve, fanno discutere alcuni tweet del rapper lombardo.

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Emis Killa

Sull’onda della polemica sul “Caso Biancaneve”, anche Emis Killa si scaglia contro il politicamente corretto. Nella giornata del 6 maggio, infatti, il famoso rapper ha pubblicato una serie di tweet che non lascia spazio ad interpretazioni.

Cosa dicono i tweet di Emis Killa?

La mattina del 6 maggio, Emis Killa è partito subito in quarta pubblicando un tweet che dichiarava semplicemente “Sto politicamente corretto ha rotto il ca**o”.

Se qualcuno avesse avuto ancora dubbi sulle reali intenzioni dell’artista, una manciata di secondi dopo ecco apparire un altro tweet. Questa volta, il concetto era ancora più immediato: “Non ci si puo’ sentire offesi per qualsiasi cosa”.

E ancora: “Di sto passo va a finire che se uno st****o ti mette le mani addosso e reagisci devi sperare che sia italiano, etero e atletico se no sei razzista, omofobo o ‘bullo’. E che ca**o”.

Una generalizzazione che non è andata giù a molti fan e non, scatenando, com’era prevedibile, ulteriori polemiche.

Il “Caso Biancaneve”

Non c’è dubbio che le parole di Emis Killa siano, tra le altre cose, dettate dall’indignazione per il recente “Caso Biancaneve”. Secondo due giornaliste californiane, infatti, il bacio con cui il principe azzurro risveglia Biancaneve nel finale nel film Disney, sarebbe “Non consensuale”, e pertanto di cattivo esempio per le nuove generazioni. Dichiarazioni certamente discutibili, che il passaparola mediatico ha gonfiato fino a farne un caso mondiale.

Emis Killa, naturalmente, ha detto la sua con un ennesimo tweet: “In tutto ciò rimuovono contenuti e immagini dai cartoni con accuse quali ‘baci non consensuali’, però a catechismo ti raccontano di una vergine Maria che viene ingravidata a sua insaputa dallo spirito santo e tutto fila liscio ugualmente. Ma andate a ca*are e svegliatevi”.

La polemica di Emis Killa, dunque, non ha risparmiato nemmeno i cattolici. Né si è fermata di fronte alle risposte non sempre entusiaste dei suoi follower, a cui a sua volta ha risposto piccato: “Riguardo i tweet appena condivisi, chiunque abbia un Q.I. superiore a 28 capirà il senso delle mie parole e soprattutto che non c’è nessun attacco a nessuna minoranza/etnia/tipologia di persone. Sono per l’eguaglianza, nessuno escluso, ma non sono per l’ipocrisia e il vittimismo”.

I tweet finali di Emis Killa

La polemica è continuata con un riferimento ad un altro caso recente, che riguarda invece la sessualizzazione di alcuni personaggi e situazioni della Warner Bros. “Però hanno reso quella fi*a di Lola Bunny uguale al bullo che menava gli altri in oratorio perché se no alcune ragazze si sentivano in difetto. Hanno anche accusato la puzzola di stu*ro. Dai oh!”.

Infine, Emis Killa si è congedato con un ultimo post: “Ora mi guardo Frozen con mia figlia e vi auguro una buona notte. Ps: speriamo che nessuno si inca**i perché il pupazzo di neve l’han fatto bianco. Ciao”.

La polemica sul politicamente corretto

Sebbene i modi di Emis Killa non siano certo dei migliori, né dimostri di avere piena conoscenza dell’argomento, una cosa è vera: la polemica sul politicamente corretto, oggi, è più accesa che mai. Sicuramente a causa del fatto che, a causa dell’enorme diffusione che i social garantiscono a qualsiasi notizia, o semplicemente opinione, le affermazioni di un singono vengono gonfiate fino all’inverosimile. Ma anche perché il rinnovato invito all’empatia nei confronti di ogni minoranza è percepito da molti come un attentato alla propria libertà di espressione. Certo, chi non fa parte di nessuna di queste minoranze può non comprendere appieno il dolore causato da una semplice battuta. Probabilmente è quello che intendeva chi ha risposto ai tweet di Emis Killa dandogli dell’ “uomo bianco etero privilegiato”.

E che si è visto rispondere: “Ecco quello di cui parlavo. Non ho menzionato nulla e nessuno, solo fatto un’affermazione generica e subito arriva qualcuno a reclamare la discriminazione. Che amarezza sto periodo”.

Una polemica, insomma, in cui nessuno ha pienamente ragione, né pienamente torto. Ma che riflette il profondo cambiamento culturale che sta avvenendo nella nostra epoca, e che, come ogni cambiamento, incontra una strenua resistenza.

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