E il Rock arrivò ancora dalla periferia estrema

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E il Rock arrivò

E il Rock arrivò ancora e ancora. Come un vecchio ritornello marinaro a cacciar via demoni e vecchi pregiudizi. E come diceva l’immenso Pete Townshend dei Who: “Il rock non eliminerà i tuoi problemi. Ma ti permetterà di ballarci sopra”.

E il Rock arrivò dal Rock?

E arrivò dalla periferiria portato dal vento dei Maneskin. “Io ho scritto pagine e pagine, ho visto sale poi lacrime. Questi uomini in macchina e non scalare le rapide. C’è scritto sopra una lapide, in casa mia non c’è Dio. Ma se trovi il senso del tempo risalirai dal tuo oblio. E non c’è vento che fermi la naturale potenza. Dal punto giusto di vista, del vento senti l’ebrezza“. “Parla, la gente purtroppo parla. Non sa di che cosa parla. Tu portami dove sto a galla. Che qui mi manca l’aria. Parla, la gente purtroppo parla. Non sa di che cosa parla“. Questo è Rock e non c’è un cazzo da dire o da cambiare. Bisogna fare km e km di strade silenziose, perse in labirinti di frustrazione e vendetta per sentire il sapore avvelenato della lama del Rock. Non ci sono mezze misure, nel Rock ci muori o ti ritrovi. Asfissiante come il canto di una sirena innamorata degli umani, si prende il tuo lato oscuro per illuminare il buio degli altri.

Forza ragazzini dateci dentro in fin dei conti volevamo morire di questo

Mi fanno venire l’affanno questi ragazzini. E se li volete contestare preparatevi alla visione del mio dito medio in diretta TV. Se non avete mai calcato un palco tacete “la gente parla Non sa di che cosa parla“. E se il Rock non vi ha sfibrato l’anima fino a rendervi schiavi di voi stessi, se non avete perso la notte dentro il logorio di se stessa. Se non avete visto esplodere un applauso fino a farvi sentire dei, o se l’ultimo ubriaco ancora non aveva lasciato il tavolo, allora non parlate dei Maneskin. Se non avete morso il dio che è dentro di voi, se non siete riusciti a venire a patto con il vostro demone, allora seguitelo, fino all’estremità di ciò che è concesso alla ragione. Questi ragazzini hanno esploso dentro e fuori se stessi la loro perdizione e la santità della giovinezza. Questi ragazzini hanno esploso la loro giovinezza nella vecchia saggezza del Rock. “Il mio dio è il rock’n’roll” e lo diceva Lou Reed. Il grande David Bowie diceva: “Il rock è sempre stato la musica del diavolo”, allora cari Maneskin continuate a dannarvi, perché come diceva Sant’Agostino: “Chi non va all’inferno da vivo ci va da morto”. Che i dei del Rock siano con voi!

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