Diritti degli animali: da Travesio giovane si appella alla Corte Internazionale di Giustizia

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L’appello parte da Travesio: la storia di Francesco Ros e la sua battaglia per far riconoscere gli animali come “esseri senzienti” nel nostro Codice Civile

Ritorniamo ad intervistare Francesco Ros, il trader che sta portando avanti una battaglia ideale per far riconoscere i diritti degli animali dalla normativa nazionale.

In merito a ciò, Francesco ha collaborato con alcune associazioni e scritto a diverse Istituzioni italiane ed europee. Tra queste, si annovera il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e il capo della Santa Sede, Papa Francesco.

Ora il giovane sta collaborando con la Deputata Prestipino Patrizia che in luglio 2018 ha presentato una proposta di Legge per modificare il Codice Civile in merito alla questione. Da questa collaborazione è nata anche una petizione su change.org a sostengo della proposta di Legge. Di recente il ragazzo ha anche affermato di essersi appellato alla Corte Internazionale di Giustizia per avere un parere giuridico sullo status degli animali. Nell’attesa di una risposta ufficiale Francesco ha chiesto al Governo Italiano di fare dei passi avanti, sottolineando i contributi avanzati da più deputati non ancora visionati.

Leggi anche: Faccia a faccia con Francesco Ros, il giovanissimo trader emergente under 25 che riscrisse la Costituzione Europea

L’intervista…

Ciao Francesco, bentornato! Prima di parlare dell’argomento centrale di questa intervista vorrei iniziare con il chiederti come è nata la tua passione per gli animali?

Sono da sempre stato amante degli animali, infatti da bambino facevo volontariato in un centro di ricovero per gatti abbandonati. Con il tempo ho realizzato la necessità di leggi che non deroghino alla buona volontà dei cittadini, ma che sanciscano una volta per tutte il rispetto per gli animali. Credo fermamente che solo la Legge possa determinare un vero e proprio cambiamento.

Come hai iniziato questa “battaglia”?

Ho cominciato scrivendo alle Istituzioni (l’Ambasciatore Italiano ONU, il Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, Papa Francesco, ecc.., ndr.) e ad alcune associazioni. Tuttavia, ho notato che molte di queste erano più intenzionate ad avere soci che non a fare qualcosa di concreto. Quando poi chiedevo di organizzare qualcosa assieme tutti si dimostravano scettici.

Che riscontro hai avuto dalle Istituzioni?

Guarda dalle Istituzioni ho avuto varie risposte, da qualcuno molto formali da altri molto sostanziose e ricche di positività e consigli utili. Ho anche avuto modo di contattare l’Ambasciatore Italiano ONU il quale ha ribadito che l’azione deve partire dal Parlamento Italiano riguardo una possibile stipula di un trattato multilaterale che stabilisca a livello internazionale per il rispetto degli animali.

Perché gli animali dovrebbero essere riconosciuti “esseri senzienti”?

A mio avviso dovrebbero essere riconosciuti cosi per quattro motivi fondamentali

  1. Molti Paesi hanno già adottato questo concetto. Germania, Francia e Svizzera, ad esempio, riconoscono gli animali non come oggetti, bensì “esseri senzienti” dotati di diritti di sensibilità (Germania – art. 20a nella Costituzione, Svizzera – art 641 del Codice Civile, Francia – art 528 del Codice Civile). Negli USA, invece, diverse sentenze della Corte Suprema hanno ampliato i diritti degli animali punendo severamente gli atti di maltrattamento ed uccisione ingiustificata;
  2. Sul piano scientifico cito la dichiarazione di Cambridge del 2012: un gruppo di neuroscienziati ha dimostrato che gli animali possiedono substrati neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici come quelli umani ed in grado di fargli provare le stesse sensazioni ed emozioni nostre;
  3. inoltre far riconoscere gli animali come esseri senzienti è un passo che va a far combaciare perfettamente tutto quanto scritto nel nostro Codice Civile. Infatti tutt’ora c’é una sfasatura: la L. 29/02/1993 n. 578, sancisce che “la morte degli esseri umani si verifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo“. Secondo questo principio, quindi, lo status di essere vivente viene dato dalle funzioni dell’encefalo, il quale gli permette di svolgere azioni, provare emozioni, ecc. Avendo gli animali le medesime caratteristiche cerebrali (provate più volte dalla scienza), se ne deduce che anch’essi siano senzienti come noi umani, e quindi soggetti di diritto. Ovviamente gli animali non hanno capacità d’agire, però questa non può di per sé segnare delle differenze di diritto, in quanto vi sarebbero anche tra esseri umani, quindi uomini di serie A e serie B.
  4. Il tema degli animali come esseri senzienti non c’entra nulla con movimenti e stili alimentari: riconoscere gli animali come senzienti non vuol dire non poter cibarsene, ma semplicemente non maltrattarli e riconoscerli come soggetti giuridicamente deboli che devono essere tutelati, aumentando anche dove necessario le sanzioni penali previste per il maltrattamento.

A quale figura ti sei appellato della Corte Internazionale di Giustizia e perché?

Mi sono appellato al Presidente della Corte Internazionale di Giustizia ed al membro italiano della Corte Dott. Giorgio Gaja. Questa scelta deriva dal fatto che oltre che risolvere controversie tra Stati può anche dare pareri giuridici su qualsiasi questione del diritto. 

C’è altro che vorresti aggiungere?

Si, nel mentre che attendo una risposta ufficiale, chiedo al Governo e ai suoi Ministri di poter far passare le Leggi attualmente proposte, le quali, appunto, devono ancora essere calendarizzate. Per aiutare gli animali, i mezzi giuridici ci sono, le proposte ci sono, ora serve solo la volontà del Governo a far passare quelle determinate proposte.

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