Dalton Trumbo: la storia vera di un artista rinnegato dalla sua patria

Quello che potete osservare nel film L'ultima Parola - La Vera Storia di Dalton Trumbo non è affatto inventato: ecco cosa capitò al talentuoso sceneggiatore

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Trasformarsi da un artefice di film (attore, regista, sceneggiatore e quant’altro) è un risultato che in pochi riescono ad ottenere: in sintesi, soltanto i veri grandi, coloro che hanno ottenuto una popolarità immensa per un periodo più o meno lungo, interpretato o creato almeno un’opera iconica (QUI UN ESEMPIO) o avuto una vita privata talmente particolare da meritare un film incentrato su di essa. Dalton Trumbo fa parte di tutte e tre le categorie, ma il modo in cui i tre fattori si intrecciano è a dir poco singolare. Questo perché l’artista ha potuto lavorare su opere che portassero la sua firma solo fino ad un dato momento, dovendo poi continuare a lavorare come “ghostwriter” senza che le opere da lui prodotte ne risentissero: questo per motivi che non avevano nulla a che vedere con l’arte.

Dalton Trumbo prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale

Siamo nel 1937, pochi anni prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale: Dalton Trumbo fa il suo ingresso trionfale nel mondo del cinema, ed inizia a scrivere una sceneggiatura dietro l’altra ottenendo presto un successo straordinario. Le opere che scrive incontrano il favore di pubblico e critica, molto spesso gli attori che vi recitano sono le stelle dell’epoca, ed il successo continua anche nel corso della Guerra con opere che riescono ad ottenere anche delle nomination agli Oscar.

C’era tuttavia un piccolo problema: Dalton Trumbo era un sostenitore del comunismo, ed all’alba della guerra fredda gli Stati Uniti d’America non potevano tollerare che uno sceneggiatore di successo fosse dalla parte del nemico. Ad incriminarlo il suo libro del 1939 “E Johnny Prese Il Fucile”, un romanzo contro la guerra che sposava in toto gli ideali del successivamente disciolto Partito Comunista Americano.

L’uomo si rifiutò di confessare la sua fede politica presso la Commissione per le Attività Antiamericane (un nome che evoca più un regime che una democrazia) e, come conseguenza diretta di ciò, fu inserito nella lista nera: una lista di nomi che non potevano più produrre opere di massa destinate al pubblico americano. Una carriera dunque stroncata, ed una vita che dovette cambiare radicalmente attraverso un suo trasferimento in Messico, ma per fortuna alcuni colleghi vennero in suo soccorso ed accettarono di firmare sceneggiature che in realtà aveva scritto lui. Fra i film che Trumbo creò in questa seconda fase troviamo capolavori come “Vacanze Romane” e “La Più Grande Corrida”, film che vinsero entrambi l’Oscar.

La reintroduzione ufficiale nel mondo del cinema

Questa situazione andò avanti fino al 1960, anno in cui due film di genere epico scritti da Dalton Trumbo divennero degli iconici successi internazionali: Spartacus di Stanley Kubrick, Exodus di Otto Premiger. In seguito a questo nuovo boom, e grazie ad una situazione politica ormai cambiata e maturata, Trumbo potette tornare a lavorare stabilmente al cinema americano, continuando a farlo fino al 1973. Sarà poi negli anni a venire, molto dopo la sua morte, che il grosso delle opere scritte senza firmarsi gli verrà riconosciuto: “Vacanze Romane”, ad esempio, gli fu attribuito ufficialmente nel 2011. Tutto ciò e molto altro è presente nel film “L’ultima Parola – La Vera Storia di Dalton Trumbo”, di cui trovate di seguito il trailer.

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