Dal 26 marzo al cinema La bambina di Chernobyl: memoria, segreti e rinascita nell’opera prima di Massimo Nardin

0
46

Arriva nelle sale dal 26 marzo, distribuito da White Lion, La bambina di Chernobyl, opera prima diretta da Massimo Nardin e interpretata da Vincenzo Pirrotta e Yeva Sai. Il film, scritto dallo stesso Nardin insieme a Luca Caprara, è prodotto da Federica Folli e Pete Maggi per Cine1 Italia con il sostegno di Regione Marche – PR-FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission: un progetto che conferma la centralità del territorio marchigiano nella valorizzazione del cinema e, in questo caso, anche nella scelta di una troupe interamente legata alle Marche.

Un debutto che unisce intimità e tensione

La bambina di Chernobyl si muove sul filo di un cinema emotivo e notturno: una storia di memoria e identità, di famiglie spezzate e segreti rimasti a lungo sotto la superficie, capace di trasformare un incontro improvviso in una resa dei conti personale. Il risultato è un racconto che intreccia il presente con ciò che resta del passato, e che parla di rinascita senza retorica, attraverso scelte dolorose e verità rimandate troppo a lungo.

La trama: una notte di Halloween ad Ancona che cambia tutto

È la notte di Halloween ad Ancona. Mentre la città festeggia, Christian (Vincenzo Pirrotta), pasticciere cinquantenne corpulento e introverso, vive un momento di isolamento totale nel suo appartamento. Il suo corpo è segnato dal diabete, la sua mente da un lutto recente: la morte del padre. In quelle ore, Christian si aggrappa a un compito quasi rituale, come se fosse l’unica cosa in grado di tenerlo in piedi: completare una monumentale torta nuziale.

Ma la sua solitudine viene spezzata dall’arrivo di Nina (Yeva Sai), una ventitreenne ucraina emaciata e in stato confusionale, dal fascino magnetico e inquieto. Un temporale violento si abbatte sulla città e la casa resta al buio: la notte si chiude su di loro, costringendoli a convivere con ciò che non vogliono vedere.

Christian è sconvolto: in Nina riconosce tratti familiari, qualcosa che lo destabilizza e lo costringe a riaprire porte che pensava di aver sigillato per sempre. Ma Nina non è lì per caso. È stata inviata dalla madre Nadiya, rimasta nella Kyiv in guerra, con un obiettivo preciso: recuperare una “maledetta busta” nascosta in quella casa.

Foto, bonifici e verità taciute: il passato torna a chiedere il conto

Tra vecchie fotografie, bonifici segreti e dettagli che emergono uno dopo l’altro, Christian e Nina si scontrano, si studiano e, inevitabilmente, si riconoscono. La notte diventa un campo di battaglia emotivo, un luogo in cui l’istinto di difendersi e quello di fidarsi si alternano senza tregua.

Non sono più solo un uomo rimasto indietro e una ragazza in fuga: diventano due sopravvissuti, ciascuno a modo suo, che cercano di salvarsi a vicenda prima che sorga il sole. E quando l’alba arriva, nulla può restare com’era.

Cast e produzione: Pirrotta e Sai al centro di un racconto umano e contemporaneo

Nel ruolo di Christian troviamo Vincenzo Pirrotta, già apprezzato per titoli come Lo scuru, Koza Nostra e Spaccaossa. Accanto a lui, Yeva Sai, vista in Mare Fuori e Taxi Monamour, interpreta Nina: un personaggio fragile e determinato, che porta dentro di sé il peso di una storia familiare e collettiva più grande di lei.

Prodotto da Cine1 Italia e distribuito da White Lion, La bambina di Chernobyl è anche un film che rivendica un legame forte con il territorio: una troupe interamente marchigiana e un sostegno istituzionale che punta alla crescita di un cinema radicato, competitivo e capace di parlare al pubblico con storie universali.

Quando esce La bambina di Chernobyl

L’appuntamento è dal 26 marzo al cinema. Un esordio che promette tensione narrativa, intensità emotiva e un cuore profondamente umano: perché, a volte, per rinascere davvero, bisogna attraversare la notte fino in fondo.