Chris Brown – Indigo | Recensione Album

Recensione di "Indigo"; nuovo progetto discografico di Chris Brown. Album rilasciato attraverso la Sony ma in maniera semi-indipendente.

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Fare album musicali molto lunghi è uno dei più grandi rischi che cantanti e rapper possano correre. Anche se le singole tracce sono buone, la presenza di troppe canzoni può arrivare ad annoiare l’ascoltatore ed a farle sembrare tutti uguali nel bel mezzo dell’ascolto. Questo era quanto accaduto allo scorso album di Chris Brown, “Heartbreak On A Full Moon”, doppio CD strapieno di 45 ottime canzoni che però nell’ascolto complessivo non sempre venivano valorizzate. Nonostante ciò, anche per il suo nuovo album “Indigo”, l’hitmaker americano ha deciso di creare un progetto molto lungo, con 32 tracce al suo interno ed oltre 2 ore di durata. Questa volta, però, l’effetto che il disco sortisce è ben diverso.

Anticipato da vari brani fra singoli ufficiali e promozionali, “Indigo” è il primo album di Chris Brown ad essere stato creato in maniera totalmente indipendente dall’artista, grazie ad un nuovo contratto discografico firmato qualche mese fa che lascia parola alla Sony soltanto circa la distribuzione, impedendole di fatto di avere un reale controllo creativo sul progetto. Ciò che ne viene fuori è un album in cui l’anima artistica del cantante viene fuori al 100%: l’R&B torna finalmente padrone assoluto. Con R&B non intendo musica trap o hip-hop friendly, ma il rhythm and blues puro, esplorato in lungo ed in largo fra lenti, up tempo e mid tempo che rendono il progetto abbastanza vario da intrattenere e reggere per 2 ore, ma anche abbastanza coeso da meritare la definizione di album.

Retro di “Indigo”

La trap e l’hip-hop friendly sono presenti, si, ma in molte meno tracce rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare: nel resto si ritrova il Chris Brown che era quasi sparito negli ultimi due album “Royalty” ed “Heartbreak On A Full Moon”, un cantante con un timbro meraviglioso, che sa sfruttarlo su ogni tipo di testo e calibrarlo per ogni tipologia di interpretazione. Nonostante l’enorme presenza di featured artists fra cantanti e rapper, i quali eseguono quasi sempre delle ottime performance sulle tracce, Chris mantiene il suo ruolo di padrone assoluto del progetto, ogni traccia riesce ad essere completamente permeata del suo stile ma nel contempo unica, e questo fa di “Indigo” un lavoro capace di funzionare molto bene.

L’andirivieni fra ritmi scatenati e pezzi emozionati non stranisce l’ascoltatore, ma riesce a concretizzarsi in un percorso musicale variopinto e magnetico che vuole mostrare in tutto e per tutto quella che è la pura essenza artistica di Chris, denudandolo dalle contaminazioni dance o di ogni altra sorta che negli anni l’hanno vestito per fini principalmente commerciali. Se di recente l’artista aveva sperimentato generi a lui completamente nuovi come salsa e raggae, raggiungendo anche ottimi risultati in termini di qualità, “Indigo” è invece un ritorno alle origini, ritorno che avviene proprio in un periodo in cui la trap ha quasi soppiantato l’R&B vero: ne consegue un progetto che non segue mode commerciali, ma che conserva comunque la capacità di farsi apprezzare dal grande pubblico.

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Vedremo quali risultati riuscirà ad ottenere quest’album. Probabilmente il pubblico americano apprezzerà molto un progetto del genere, mentre farsi notare in Europa potrebbe essere decisamente più complicato. La presenza nel disco di collaborazioni molto forti con Drake (No Guidance) e Justin Bieber (Don’t Check On Me) potrebbe aiutare, così come del resto ha aiutato il pop’n’b super efficace del primo singolo “Undecided”, dunque se ben sfruttato “Indigo” potrebbe davvero trasformarsi in un successo. Papabili come prossimi singoli: “Temporary Lover”, “Ceetah”, “Need A Stack”, “All On Me” , “Come Together” . In bocca al lupo a Chris Brown, autore di uno degli album più riusciti dei primi sei mesi del 2019.

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