Chi era Ben Jones, dal mitico Cooter di “Hazzard” al Congresso degli Stati Uniti

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Addio a Ben Jones Chi era Ben Jones

Attore, scrittore, musicista, politico e simbolo della cultura popolare americana: Ben Jones ha avuto una vita molto più sorprendente di quella del personaggio che lo ha reso famoso. Dall’infanzia difficile in Virginia al successo televisivo, fino a due mandati al Congresso e alla creazione di un piccolo impero dedicato a “Hazzard”.

Per milioni di spettatori Ben Jones sarà sempre Cooter Davenport, il meccanico con il berretto, la tuta da lavoro e il sorriso sornione di “Hazzard”. Ma ridurre la sua storia a quella del proprietario dell’officina di Hazzard County significherebbe raccontarne soltanto una parte.

Jones, morto il 9 agosto 2026 a 84 anni, è stato infatti un personaggio decisamente più complesso: attore e autore, musicista, uomo impegnato nelle battaglie per i diritti civili, deputato democratico alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e, negli ultimi decenni, custode della memoria di una delle serie televisive più popolari degli anni Settanta e Ottanta.

Un’infanzia difficile nella Virginia dei ferrovieri

Ben Lewis Jones nacque a Tarboro, nella Carolina del Nord, il 30 agosto 1941. Poco dopo la nascita, la famiglia si trasferì in Virginia e Jones crebbe a Portsmouth, in un ambiente legato al mondo ferroviario.

La sua infanzia fu lontana dall’immagine rassicurante della provincia americana raccontata dalla televisione. Nella sua autobiografia del 2008, Redneck Boy in the Promised Land: The Confessions of “Crazy Cooter”, Jones raccontò di essere cresciuto in una baracca ferroviaria senza elettricità né acqua corrente, in una famiglia segnata dalla povertà e dai problemi con l’alcol.

Il padre lavorava per la ferrovia e Ben, durante gli anni scolastici e universitari, lavorò a sua volta in ambito ferroviario durante le vacanze estive.

La sua autobiografia non nasconde nemmeno gli anni più difficili: Jones raccontò apertamente il rapporto problematico con l’alcol, i guai giudiziari e una giovinezza turbolenta. La svolta arrivò attraverso il teatro e la cultura.

La scoperta della recitazione

Durante gli studi alla University of North Carolina, Jones scoprì la recitazione. Quello che inizialmente sembrava un interesse collaterale diventò rapidamente una professione.

Secondo le ricostruzioni biografiche, il suo debutto professionale sul palcoscenico arrivò nel 1963, nel musical Show Boat. Negli anni successivi Jones costruì una solida esperienza teatrale prima di trasferirsi progressivamente verso cinema e televisione.

La sua carriera cinematografica iniziò nei primi anni Settanta con “Together for Days” (1972), film particolarmente interessante anche perché segnò il debutto cinematografico di un giovane Samuel L. Jackson.

Seguirono altri lavori, tra cui “Moonrunners” (1975), film scritto e diretto da Gy Waldron, e “Smokey and the Bandit” (Il bandito e la “Madama”, 1977), nel quale Jones ebbe un piccolo ruolo.

Ed è proprio Moonrunners che avrebbe cambiato definitivamente la sua vita.

Da “Moonrunners” a “Hazzard”

Nel 1975 Gy Waldron realizzò Moonrunners, una storia ambientata nel Sud degli Stati Uniti e ispirata alle vicende di Jerry Rushing, un vero contrabbandiere di whisky.

Il film conteneva già molti degli elementi che sarebbero poi diventati fondamentali in Hazzard: la famiglia del Sud, le automobili elaborate, le corse, il contrabbando, lo zio Jesse e persino la presenza di Waylon Jennings come narratore.

Ben Jones compariva nel film nel ruolo di Fred, un agente federale.

Quando Waldron trasformò quell’universo in una serie televisiva, Jones fu coinvolto nel progetto. Il personaggio di Cooter Davenport era destinato a diventare molto diverso dal ruolo interpretato da Jones in Moonrunners, ma il legame tra l’attore e il futuro mondo di Hazzard era già stabilito.

Cooter Davenport, il personaggio che lo rese immortale

Nel 1979 arrivò The Dukes of Hazzard, conosciuto in Italia come “Hazzard”.

La serie raccontava le avventure dei cugini Bo e Luke Duke, della loro cugina Daisy e dello zio Jesse nella fittizia contea di Hazzard, in Georgia.

Jones interpretava Cooter Davenport, proprietario dell’officina locale e grande amico della famiglia Duke.

Cooter era inizialmente un personaggio sopra le righe, irriverente e spesso in conflitto con le autorità. Con il passare delle stagioni, però, diventò una delle figure più umane e affidabili della serie: un amico sempre pronto ad aiutare Bo e Luke, a riparare automobili e, soprattutto, a dare una mano quando la situazione si complicava.

Jones rimase legato alla serie per l’intera durata della sua prima vita televisiva, dal 1979 al 1985, comparendo in circa 141 episodi secondo le principali banche dati cinematografiche.

Il suo personaggio aveva anche un soprannome radiofonico: “Crazy Cooter”.

La popolarità di Hazzard fu enorme. La serie divenne uno dei programmi di punta della televisione americana, trasformando i suoi protagonisti in autentiche icone della cultura pop.

Non solo Cooter: il rapporto con il cast

Il legame di Jones con il cast di Hazzard continuò anche molto tempo dopo la fine della serie.

La morte di Jones è stata ricordata con particolare affetto da Tom Wopat, interprete di Luke Duke, che lo ha definito un caro amico e una persona capace di difendere con passione il meglio dell’industria dell’intrattenimento.

Wopat ha ricordato anche una battuta ricorrente di Denver Pyle, interprete dello zio Jesse, e ha scritto di sentirsi come se avessero perso “un cugino Duke”.

Un legame che dimostra quanto la famiglia televisiva di Hazzard fosse rimasta importante nella vita di Jones.

Dal set al Congresso

La parte più sorprendente della sua biografia arriva dopo la televisione.

Quando Hazzard terminò, Jones non si limitò a cercare un nuovo ruolo cinematografico. Decise di entrare direttamente nella politica.

Nel 1986 si candidò alla Camera dei Rappresentanti in Georgia contro il repubblicano Pat Swindall, ma perse.

Due anni dopo tornò a sfidarlo e questa volta vinse, entrando al Congresso degli Stati Uniti come democratico. Fu rieletto nel 1990 e rimase alla Camera per due mandati.

La sua esperienza politica rappresentò una trasformazione quasi surreale: l’attore che interpretava il meccanico di Hazzard County era diventato davvero un membro del Congresso.

La sfida a Newt Gingrich

Nel 1994 Jones affrontò una delle sfide politiche più importanti della sua vita: si candidò contro Newt Gingrich.

Perse l’elezione, ma la campagna ebbe conseguenze politiche che andarono oltre il risultato elettorale.

Jones presentò infatti una denuncia alla Commissione etica della Camera contro Gingrich, contestando tra le altre cose l’utilizzo di risorse e strumenti collegati alla sua attività politica e parlamentare per un progetto educativo. La documentazione ufficiale del Congresso conferma che la denuncia fu presentata da Jones nel settembre 1994.

L’indagine etica su Gingrich sarebbe poi diventata uno degli episodi più controversi della sua carriera politica.

Il ritorno allo spettacolo

Dopo l’esperienza politica, Jones continuò a lavorare nel mondo dello spettacolo.

Tra le sue apparizioni successive figurano “I colori della vittoria” (Primary Colors, 1998), diretto da Mike Nichols, e “Il segreto di Joe Gould” (Joe Gould’s Secret, 2000), diretto da Stanley Tucci.

Tornò inoltre nell’universo di Hazzard attraverso i film televisivi “Hazzard 20 anni dopo” (The Dukes of Hazzard: Reunion!, 1997) e “Hazzard: Bo e Luke vanno ad Hollywood” (The Dukes of Hazzard: Hazzard in Hollywood!, 2000).

Cooter diventa un luogo reale

Ma la vera intuizione di Jones fu comprendere che Hazzard non era soltanto una serie televisiva: era diventato un pezzo della memoria collettiva americana.

Insieme alla moglie Alma Viator, Jones sviluppò Cooter’s Place, una serie di musei e negozi dedicati alla serie.

Le sedi hanno ospitato automobili, costumi, fotografie, oggetti di scena e memorabilia. A Nashville, per esempio, sono esposti il carro attrezzi di Cooter, la Jeep di Daisy, l’auto della polizia di Rosco e una replica della celebre General Lee, la Dodge Charger del 1969 diventata uno dei simboli della serie.

Jones non era soltanto il proprietario: era parte integrante dell’esperienza. Per i fan, andare a Cooter’s Place significava incontrare davvero “Cooter”.

La musica e DukesFest

Jones era anche musicista.

Con la Cooter’s Garage Band partecipò a concerti, fiere e festival in diverse parti degli Stati Uniti. La musica diventò un altro modo per mantenere vivo il rapporto con il pubblico di Hazzard.

Insieme alla moglie contribuì inoltre alla nascita di DukesFest, grande raduno dedicato agli appassionati della serie.

Era un’attività che trasformava la nostalgia televisiva in una vera esperienza dal vivo e che permise a Jones di rimanere per decenni in contatto con il pubblico che lo aveva conosciuto come Cooter.

L’uomo dietro il personaggio

Nel 2008 Jones pubblicò la sua autobiografia, “Redneck Boy in the Promised Land: The Confessions of Crazy Cooter”.

Il libro racconta la sua vita con un tono ironico e diretto: l’infanzia nella povertà, gli anni difficili, l’alcol, la scoperta del teatro, l’impegno per i diritti civili, Hollywood, Hazzard, il Congresso e la vita successiva.

La critica lo ha considerato un racconto sorprendentemente umano e sincero, molto più complesso dell’immagine televisiva del “buon vecchio ragazzo” del Sud.

La sua storia personale comprendeva anche una lunga lotta contro l’alcol. Jones raccontò di essere riuscito a smettere nel 1977, a 36 anni, dopo una giovinezza segnata da dipendenze e comportamenti autodistruttivi.

Gli ultimi anni

Negli ultimi anni Jones aveva continuato a vivere in Virginia con Alma Viator, mantenendo un rapporto costante con i fan di Hazzard e partecipando alle attività legate a Cooter’s Place.

Era anche rimasto attivo come autore e commentatore politico, collaborando con testate come The Washington Post, USA Today e The Weekly Standard.

La sua morte è arrivata il 9 agosto 2026. Secondo quanto raccontato dalla moglie, Jones si trovava a casa, nella sua poltrona preferita, in attesa di guardare in televisione una partita degli Atlanta Braves. È stato colpito da un infarto.

Aveva 84 anni.

Una vita impossibile da riassumere in un solo personaggio

Ben Jones lascia una storia difficilmente catalogabile.

È stato Cooter, ma anche un attore di teatro, un musicista, uno scrittore, un attivista, un parlamentare e un imprenditore.

Ha conosciuto la povertà, la dipendenza e i problemi con la legge, è riuscito a cambiare direzione e ha costruito una carriera che lo ha portato dal palcoscenico al piccolo schermo, dalla televisione alla politica nazionale.

E soprattutto ha saputo trasformare il personaggio che lo aveva reso famoso in qualcosa di più duraturo.

Cooter Davenport è rimasto nella memoria di milioni di spettatori. Ben Jones, invece, ha trascorso gran parte della sua vita cercando di raccontare cosa ci fosse davvero dietro quel personaggio.

Una vita americana piena di contraddizioni, cadute, riscatti e seconde possibilità.

Una vita molto più grande di Cooter.