“Certe notti lì”: parte da Bari lo Start Tour 2019 e Ligabue infiamma lo Stadio

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Ieri è iniziato lo Start tour 2019 di Luciano Ligabue a Bari, con circa trentamila fan nello Stadio San Nicola.

Lo stadio si infiamma

<<Scusate se vi ho fatto aspettare mezzora. io vi ho aspettato per un anno e mezzo, più mezzora>>. Queste sono le prime parole di Luciano pronunciate subito dopo aver aperto il concerto con la prima traccia dell’album Sart – uscito lo scorso 8 marzo – “Polvere di Stelle”.

Il concerto infatti inizia con 30 minuti di ritardo a causa di alcuni problemi organizzativi. Il pubblico perdona fin da subito l’attesa iniziata già in mattinata, sotto il sole cocente, nelle file ai cancelli. Alle 21:30 lo stadio canta “Ho bisogno di te che hai bisogno di me” e tutta la stanchezza delle ore precedenti sembra essere svanita.

“Fridays for future”

Un concerto senza troppi effetti speciali, ma vero, essenziale. Sul maxi-schermo di 365 metri passano i messaggi più importanti che il cantautore emiliano vuole regalare ai suoi fan. Immagini di concerti passati, di ricordi ed emozioni. Immagini di frasi chiave e soprattutto passa, su una delle canzoni più amate da sempre – Non è tempo per noi – il contributo di Luciano per il “Fridays for future”, lo sciopero globale per il clima.

Luciano in una precedente intervista su Radio2 ha dichiarato il suo interesse per questo problema grave ed attualissimo: <<Quello del cambiamento climatico è uno dei temi sui quali ci stiamo giocando il futuro, da quello proprio non si scappa. Troppe volte viene dimenticato dalla politica perché sono troppi i problemi di cui si deve occupare la politica per prendere atto di questo fatto, però non si può rimandare assolutamente>>.

Il Medley Acustico

Federico Poggipollini

Segue poi Ancora noi, un’altra traccia del nuovo album, per poi passare alle canzoni storiche, quelle che tutti i fan storici ed appassionati, aspettano: Si viene e si va, Quella che non sei e Balliamo sul mondo che riscalda ulteriormente lo Stadio.

E poi ancora un Medley acustico: L’amore conta, Sogni di rock’n’roll, Il giorno di dolore che uno ha e Un colpo all’anima. Solo Luciano e la sua chitarra acustica: <<La maggior parte delle mie canzoni sono nate con la chitarra acustica>>. Un momento molto intenso ed emozionante. Sullo sfondo uno Stadio compatto che, fra l’effetto delle luci soffuse e i cellulari accesi, sembra diventare un cielo stellato.

I brani storici

Dopo il Medley seguono le canzoni più amate di sempre, soprattutto dai “vecchi fan” – un fan ha festeggiato proprio ieri il suo sessantaduesimo concerto di Luciano – Bambolina e barracuda, A che ora è la fine del mondo?, Tra palco e realtà, Marlon Brando è sempre lui e l’immancabile Piccola stessa senza cielo.

Dai fan scaturisce lo stesso amore sia per i brani classici, ma anche per i più recenti che hanno formato le nuove generazioni, facendo diventare Luciano un idolo storico e contemporaneo della musica italiana.

Max Cottafavi

La cattiva compagnia, Luci d’America, Mai dire mai, Vita morte e miracoli e Certe donne brillano, tutti brani del nuovo album che, nonostante abbiano un sound diverso dal Ligabue degli anni ‘90, hanno comunque conquistato il pubblico.

Il concerto segue con un altro Medley sulla passerella: Vivo o Morto X, Eri bellissima, Il giorno dei giorni, L’odore del sesso, I ragazzi sono in giro, Libera nos a malo e Il meglio deve ancora venire.

Senza dimenticare Certe notti, un brano storico sempre presente nelle scalette dei tour di Luciano. Negli anni è diventato quasi un inno che celebra la vita che c’è in “certe notti lì”, come quelle passate a cantare a squarciagola negli stadi d’Italia, in questi quasi trent’anni di carriera di Luciano.

La “banda”

Lacrime e commozione, sorrisi, abbracci, dichiarazioni d’amore, nuove amicizie: tutto quello che un concerto di Luciano sa generare. Insieme al rocker: Capitan Fede Poggipollini, storico chitarrista di Luciano, particolarmente amato dai fan; Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle testiere, Max Cottafavi alle chitarre e il nuovo attesissimo batterista Ivano Zanotti.

Certe notti lì…

Luciano Ligabue

A chiudere il concerto non poteva che essere Urlando contro il cielo, brano del 1991. Un brano che è uno sfogo, un momento di “liberazione” da ciò che appesantisce la vita quotidiana. Luciano sembra quasi invitare tutti i presenti a lasciare lì, ai piedi del palco, il negativo e le preoccupazioni del presente per urlare insieme. Un segno anche di speranza verso il futuro: <<non avremo classe, ma abbiamo gambe e fiato finché vuoi>>.

Lo spettacolo, durato più di due ore, finisce. Luciano saluta il suo pubblico: <<Grazie Bari perché ogni volta è come se fosse il primo concerto. Ogni volta mi sembra di ripartire>>. Tutti tornano a casa con addosso già la voglia di ritornare a vivere “certe notti lì”.

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