Una delle partiture più amate dal grande pubblico torna protagonista a Torino per uno degli appuntamenti più attesi della stagione: i “Carmina Burana” di Carl Orff sono al centro del tradizionale Concerto di Carnevale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma martedì 17 febbraio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini”. Il concerto, fuori abbonamento, ha già registrato il tutto esaurito.
La serata sarà ripresa da Rai Cultura e andrà in onda in prima TV su Rai 5 giovedì 19 febbraio alle 22.50, offrendo così anche a chi non è riuscito a trovare i biglietti la possibilità di vivere uno degli eventi musicali più coinvolgenti dell’anno.
John Axelrod sul podio: energia e versatilità per un classico del Novecento
A dirigere l’Orchestra Rai sarà John Axelrod, direttore apprezzato a livello internazionale per carisma, energia e versatilità. Nel 2026 celebrerà un doppio traguardo importante: sessant’anni e trent’anni di carriera, con oltre duecento orchestre dirette nel mondo. Attuale Direttore principale della Bucharest Symphony Orchestra, Axelrod è ospite regolare delle stagioni dell’OSN Rai: di recente ha guidato la compagine torinese in programmi che spaziavano da Holst (con la suite The Planets) a Berio (con Rendering). Con l’Orchestra Rai è stato inoltre protagonista di una tournée nel Sud Italia nell’estate 2022, con tappe a Catania, Catanzaro, Salerno, Matera e Brindisi.
Solisti e cori: un cast di grande prestigio
Sul palco, accanto all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, un cast vocale di alto livello:
- Valentina Farcas, soprano
- Sunnyboy Dladla, tenore
- Alessandro Luongo, baritono
A completare la poderosa macchina corale richiesta da Orff, il Coro Sinfonico di Milano diretto da Massimo Fiocchi Malaspina e il Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, istruito da Claudio Fenoglio.
Carmina Burana: un mito musicale nato da canti medievali
Pietra miliare del repertorio sinfonico-corale del Novecento, i Carmina Burana furono composti da Carl Orff tra il 1935 e il 1936 e presentati per la prima volta l’8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno. In Italia approdarono per la prima volta alla Scala di Milano nel 1942.
L’opera nasce dall’incontro folgorante di Orff con 24 canti goliardici medievali rinvenuti nel Codex Buranus presso l’abbazia di Benediktbeuern. Affascinato dai testi e dall’energia primordiale di quelle composizioni, il musicista tradusse quell’immaginario in una struttura imponente: cinque parti incorniciate da prologo e finale, in un percorso che attraversa fortuna e destino, piaceri terreni, primavera e taverna.
Simbolo assoluto dell’opera è l’invocazione “O Fortuna”, diventata iconica anche fuori dalle sale da concerto grazie a un utilizzo frequentissimo nel cinema e nella pubblicità. Nonostante le iniziali riserve del regime nazista – che ne criticò lo stile “lapidario” e alcune influenze considerate troppo moderne – dopo la prima esecuzione il successo fu immediato e travolgente.
