#BrokenRecord: gli Stones aderiscono all’iniziativa

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#BrokenRecord

I Rolling Stones prendono parte a #BrokenRecord insieme ad altri illustri nomi della musica.

#BrokenRecord: chi partecipa?

Tom Jones, Jarvis Cocker e la fondazione intitolata a Joe Strummer sono alcuni dei firmatari della lettera aperta diretta a Boris Johnson. #BrokenRecord è la campagna avviata nel Regno Unito da Thomas Gray dei Gomez. Scopo ultimo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare il governo inglese perché attui una riforma relativa all’economia dello streaming. La richiesta è semplice: maggiori entrate ad artisti e autori in caso di streaming. Si tratta di una necessità ormai necessaria per chi vive di musica in questi tempi afflitti dal Covid. Già lo scorso aprile 150 artisti firmavano una lettera aperta, Boris Johnson, chiedendo a gran voce una riforma che regolasse le modalità in cui i service di streaming pagano gli artisti. Ora gli aderenti mandano una nuova missiva al primo ministro inglese.

#BrokenRecord: una nuova lettera

Paul McCartney, Kate Bush, Damon Albarn, Chris Martin e Noel Gallagher sono i primi ad aderire a questa campagna. #BrokenRecord invia una nuova lettera aperta a Boris Johnson, firmata da 76 artisti. Tra i firmatari spiccano i nomi di Mick Jagger e soci dei Rolling Stones, della fondazione intitolata a Strummer e di Van Morrison, ma tutti gli artisti inglesi più influenti si uniscono a questa protesta. Per troppo tempo le piattaforme di streaming, le etichette e gli altri giganti di internet hanno sfruttato gli artisti e gli autori senza ricompensarli adeguatamente”, scrivono gli artisti inglesi nella lettera. “Dobbiamo dare il valore della musica a chi appartiene, ossia a coloro che fanno musica”.

Lo streaming va’ regolato

“Lo streaming sta rapidamente sostituendo la radio come nostro principale mezzo di comunicazione”, continua la lettera. “Tuttavia la legge non si è tenuta al passo con i cambiamenti tecnologici […] I performer, i producer e gli autori di musica non godono degli stessi diritti che invece si vedono riconosciuti in radio. Oggi i musicisti ricevono un reddito minuscolo per le loro performance, gli artisti ricevono frazioni minime di un centesimo di dollaro per ogni stream, mentre i musicisti non ricevono proprio niente”.

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