L’anno che verrà di Lucio Dalla

Nel famoso brano del 1979 il cantautore bolognese ci racconta le speranze di ogni S. Silvestro.

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Le perpetue speranze dell’anno nuovo

L’anno trascorso è stato lungo e tortuoso. Già da stamattina i social sono intasati da post, meme e schiamazzi vari rivolti verso la fine di questo 2020. Lungi da noi sminuire le difficoltà che ci hanno accompagnato negli scorsi 365 giorni, ma l’impressione che si ha ogni 31 dicembre è che ciò che ci aspetta sia sempre meglio di ciò che ci lasciamo alle spalle. Ergo, emergenza sanitaria presente o assente, l’essere umano si dimostra sempre per la sua natura, ovvero un vivente progettato per andare avanti e guardarsi sempre troppo poco indietro. 

Lucio Dalla e l’anno che verrà

Lucio Dalla le aspettative della notte di S. Silvestro le conosceva molto bene, tanto da avervi dedicato una delle sue canzoni più conosciute. L’anno che verrà è un brano contenuto nell’album omonimo del cantautore bolognese datato 1979. Il brano fu inizialmente dedicato da Dalla a Giuseppe Rossetti, pittore bolognese molto amico del cantante. Rossetti venne incastrato per motivazioni politiche e portato in prigione a Dozza, comune oggi facente parte della Città Metropolitana di Bologna. Si racconta che proprio Lucio Dalla passò la notte di Capodanno in prigione in compagnia dell’artista. La prima versione del testo della canzone venne scritta proprio nella casa natale di Rossetti a Monghidoro, sempre in provincia di Bologna. La bozza venne poi rivista da Lucio Dalla insieme all’amico Padre Michele Casali, un frate dell’ordine domenicano bolognese, altro personaggio a cui si pensa sia dedicata la canzone.

La fotografia di un popolo

Al di là della genesi, Dalla confeziona un brano che è degna descrizione dello stato d’animo di ogni persona prima del brindisi di mezzanotte. Le cose brutte sembrano definitivamente lasciate alle spalle, il futuro non può che riservare sorprese positive e l’insegnamento del passato viene irrimediabilmente accantonato nei meandri del tempo trascorso. Ecco che sarà così “tre volte Natale e festa tutto l’anno”, pioverà manna dal cielo come se non ci fosse un domani e tutto questo senza che il cittadino medio debba muovere un singolo dito. C’è molto di amaro nella sintesi di Dalla. Ascoltata ad anni di distanza, il brano del 1979 ci mostra come l’atteggiamento passivo del popolo non si sia minimamente scalfito. Qualcuno penserà a lenire le nostre sofferenze, a noi basta stare seduti, in silenzio a sperare.

Un’opera di speranza e pura poesia

Dalla è consapevole di tutto ciò, lo confessa nella lettera all’amico in carcere e mostra come tutta questa illusione di miglioramento sia solo uno scudo psicologico per “continuare a sperare”. Come altre canzoni trattate nella nostra rubrica, anche il brano di Dalla tocca punte di eccellenza poetica che verrebbero rovinate da ogni accenno di parafrasi. Lo riportiamo dunque qui di seguito nella sua interezza auspicando che sia di buon auspicio per un 2021 ancora tutto da scoprire. 

Il testo del brano

«Caro amico, ti scrivo, così mi distraggo un po’

E siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò

Da quando sei partito c’è una grande novità

L’anno vecchio è finito, ormai

Ma qualcosa ancora qui non va

Si esce poco la sera, compreso quando è festa

E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra

E si sta senza parlare per intere settimane

E a quelli che hanno niente da dire

Del tempo ne rimane

Ma la televisione ha detto che il nuovo anno

Porterà una trasformazione

E tutti quanti stiamo già aspettando

Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno

Ogni Cristo scenderà dalla croce

Anche gli uccelli faranno ritorno

Ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno

Anche i muti potranno parlare

Mentre i sordi già lo fanno

E si farà l’amore, ognuno come gli va

Anche i preti potranno sposarsi

Ma soltanto a una certa età

E senza grandi disturbi qualcuno sparirà

Saranno forse i troppo furbi

E i cretini di ogni età

Vedi, caro amico, cosa ti scrivo e ti dico

E come sono contento

Di essere qui in questo momento

Vedi, vedi, vedi, vedi

Vedi caro amico cosa si deve inventare

Per poter riderci sopra

Per continuare a sperare

E se quest’anno poi passasse in un istante

Vedi amico mio

Come diventa importante

Che in questo istante ci sia anch’io

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà

Io mi sto preparando, è questa la novità.»

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