BlacKkKlansman di Spike Lee – Recensione

Recensione del film vincitore dell'Oscar alla miglior sceneggiatura non originale nel 2019 con protagonisti John David Washington ed Adam Driver.

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BlacKkKlansman

Ormai da anni il tema della discriminazione razziale, al cinema, viene trattato con un buonismo quasi eccessivo. Storie di persone che si scoprono, colmano le proprie differenze. Ma questo, sicuramente, non è il caso di BlacKkKlansman, pellicola del 2018 diretta da Spike Lee. Il regista americano cerca, nell’era trumpista della supremazia del bianco, di mettere in crisi una visione del mondo e della discriminazione ristretta e limitata. Una commedia rivoluzionaria, che profuma di politica e ti sbatte in faccia la realtà nel modo più violento possibile. Ti resta addosso, facendoti riflettere su come il mondo non sia assolutamente cambiato. Le proteste che in queste ore stanno infiammando gli Stati Uniti sono la testimonianza delle sensazioni che questo film vuole trasmettere.

La trama

La storia sembra una barzelletta. Un nero e un ebreo negli anni 60, che si ritrovano a portare avanti un’ indagine sotto copertura nel Ku Klux Klan locale. Ma in realtà è molto più di questo. Ron Stallworth (John David Washington), è il primo detective di colore nella città di Colorado Springs. All’inizio fedele alla Polizia, assisterà durante un’ indagine sotto copertura ad un comizio del rivoluzionario Stokely Carmichael. Le idee proposte dall’ uomo cambieranno totalmente il suo modo di vedere le cose. Sarà l’ inizio di una maturazione politica che lo porterà ad una vera e propria presa di coscienza. Il tutto culminerà in una corrispondenza telefonica con il Kun Klux Klan, mentre a presentarsi alle riunioni del gruppo sarà il collega Flip Zimmerman (Adam Driver), ebreo.

La descrizione di un mondo ancora attuale

Il film si rivela essere non solo una brillante commedia, ma anche un modo per interpretare la società del tempo. La polizia corrotta, la discriminazione non solo verso le persone di colore, l’odio verso le minoranze. Il rapporto che Flip ha con la sua religione è uno degli elementi più interessanti del film. Il suo non identificarsi totalmente con essa, ma comunque essere vittima di una discriminazione lo rende ancora più cosciente di contro cosa si ritrovano a combattere. Spike Lee cerca di isolare, con un montaggio di altissimo livello, tutti i nuclei tematici del film.

Il suprematismo bianco, tradotto nella figura di David Duke, ex-Repubblicano e leader del Kun Klux Klan, ritornato sulla cresta dell’ onda durante il trumpismo. La violenza immotivata dei poliziotti contro la comunità afroamericana, che ritroviamo nelle scene finali, quando Ron rincorrendo una sospettata sarà bloccato e picchiato dalla polizia. La riunione del sindacato degli studenti nel quale un leader nero racconta la storia del linciaggio di Jesse Washington del 1916. Linciaggio che il regista ci tiene a comparare con i linciaggi moderni, rappresentati dalla manifestazione suprematista bianca di Charlottesville del 2018.

BlacKkKlansman: Ironia e politica

La vera capacità di BlacKkKlansman è quella di provocare una risata anche nei momenti in cui non sembra adatto. I personaggi di Ron e Flip sono la rappresentazione di un’ America che vuole farcela a tutti i costi ma che rimane sempre confinata in un angolo. Le interpretazioni di John David Washington e Adam Driver sono eccellenti e entrambi riescono a creare un’ ottima chimica tra i due personaggi. E’ un film potente, politicamente sincero e capace di mostrare l’America nella maniera più cruda e veritiera possibile.

Spike Lee riceve il premio Oscar alla miglior sceneggiatura non originale.

BlacKkKlansman di Spike Lee, ha vinto il premio Oscar nella categoria miglior sceneggiatura non originale nel 2019. E’ stato candidato nelle categorie: Miglior film, miglior attore non protagonista, miglior montaggio e miglior colonna sonora. E’ attualmente disponibile su Amazon Prime video.

Dove Vedere BlacKkKlansman in streaming

Ecco dove potete trovare il film in streaming

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