I Black Project tornano con “Questa è la via”, un nuovo singolo che affonda le radici nel nu-metal crossover più oscuro e viscerale, ma lo rielabora con una scrittura in italiano capace di renderlo ancora più diretto, intenso e personale. Il risultato è un brano che richiama le atmosfere cupe dei Korn e la tensione melodica dei Breaking Benjamin, senza mai scadere nell’imitazione, ma costruendo una propria identità sonora e narrativa.
A dare ulteriore forza al pezzo è la presenza di due voci, una maschile e una femminile, utilizzate non come semplice scelta stilistica, ma come elemento centrale del racconto. Le due interpretazioni diventano infatti dialogo, contrasto, riflesso di una coscienza che si misura con ciò che eredita, con il peso del passato e con la necessità di trovare una direzione nel presente.
Dal punto di vista sonoro, “Questa è la via” si distingue per una produzione curata e definita, firmata da Mattia Stancioiu di Elnor Studio, che riesce a cucire sul brano un suono limpido, potente e personale. La traccia mantiene ben saldi i riferimenti al genere, ma si muove con consapevolezza, trovando un equilibrio tra impatto emotivo e solidità musicale.
Al centro del singolo c’è un tema profondo e attuale: l’inquietudine silenziosa di chi vive senza obiettivi, immerso nell’apatia e nella sensazione di assistere passivamente alla propria vita. È il ritratto di uno stallo esistenziale che molti conoscono bene, quella paralisi in cui si rimanda, si delega, si aspetta che sia il tempo o qualcun altro a scegliere al posto nostro.
Il brano affronta proprio questo nodo, interrogandosi su quanto di questa immobilità appartenga davvero alla responsabilità individuale e quanto invece sia frutto di ciò che abbiamo ereditato: educazione, silenzi, paure, aspettative, traumi. In questo senso, “Questa è la via” non si limita a raccontare un malessere, ma prova a esplorarlo in profondità, trasformando il disagio in una ricerca interiore dolorosa ma necessaria.
Il testo suggerisce che per uscire dal torpore non basta aspettare: bisogna scavare dentro se stessi, nelle ferite, nei falsi sorrisi, nei lati più scomodi della propria identità. È una sorta di archeologia emotiva, un percorso che non offre soluzioni immediate ma impone una presa di coscienza. Solo attraversando questo scavo si può riconoscere il rischio di perdersi del tutto, di restare senza una strada, senza un passato, senza una via.
Eppure, il cuore del messaggio non è la condanna. Al contrario, il singolo apre uno spiraglio importante: siamo eredi di un passato, ma non siamo obbligati a ripeterlo. L’eredità pesa, condiziona, modella, ma non definisce in modo irrevocabile chi siamo e chi possiamo diventare. È qui che il pezzo trova la sua forza più autentica: nella possibilità di scegliere, di interrompere lo schema, di costruire una direzione nuova.
Nati nel 2019 a Bienate, alle porte di Milano, i Black Project prendono forma dall’incontro di musicisti accomunati da una visione sonora precisa e dal desiderio di dare vita a un’identità intensa e riconoscibile. Il primo tassello del loro percorso arriva con il singolo “Veleno”, anch’esso prodotto da Mattia Stancioiu, collaborazione che ha contribuito fin da subito a definire l’ambizione e la traiettoria artistica della band.
Dopo l’uscita dell’album d’esordio “Mr. Nessuno” nel 2023, il gruppo ha consolidato la propria presenza nella scena italiana attraverso esperienze significative, tra cui l’apertura a Vasco Rossi allo Stadio San Nicola di Bari nel 2024 e l’approdo alle Finali Nazionali di Sanremo Rock. Un percorso che oggi prosegue con una nuova fase artistica: nel 2026 i Black Project entrano nel roster di Sorry Mom!, segnando l’inizio di un capitolo più maturo e consapevole.
Con “Questa è la via”, la band conferma così la volontà di andare oltre i confini già tracciati, scegliendo una scrittura intensa e un suono capace di fondere energia, riflessione e identità. Un brano che non si limita a colpire per potenza, ma invita anche a guardarsi dentro, a interrogarsi sul proprio passato e sul coraggio necessario per trovare, davvero, la propria strada.



